Didier Teissonnière - La lampe Gras - 2008






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Didier Teissonnière’s La lampe Gras è una prima edizione in formato leg hardcover, 224 pagine, pubblicata da Norma Editions nel 2008 ed in condizioni Comme neuf.
Descrizione del venditore
Opera estremamente rara e ricercata dedicata alla leggendaria Lampe Gras, riferimento assoluto del design industriale del XX secolo. Scritto da Didier Teissonnière e pubblicato da Éditions Norma, questo libro è oggi diventato pressoché introvabile sul mercato, soprattutto in questo stato di conservazione, nuovo, ancora avvolto nella pellicola dell'editore.
Ver una vera e propria rara pezzo da collezione per appassionati di design, architettura e mobili modernisti, La lampada Gras ripercorre la storia affascinante della celebre lampada creata da Bernard-Albin Gras nel 1921 e adottata dai nomi più importanti del modernismo come Le Corbusier o Eileen Gray.
L’opera è riccamente illustrata da fotografie d’epoca, cataloghi, archivi e modelli emblematici. La sua rarità e la sua importanza documentaria ne fanno un libro molto ricercato dai collezionisti internazionali di design vintage e industriale.
Dall’editore:
La lampada Gras ha un posto inedito nella storia delle luminaires. Progettata e prodotta nel 1921, inaugura un genere nuovo di sistema di illuminazione la cui vocazione è soddisfare tanto il mondo dell’industria quanto il settore terziario in piena espansione. A geometria variabile e facilmente adattabile alle esigenze di ciascuno, la lampada Gras è in grado di illuminare nel modo più performante macchine utensili, tavole da disegno, scrivanie, laboratori e persino il blocco operatorio dell’ammiraglia passeggeri Île-de-France. Ripudiando qualsiasi manierismo ornamentale, il suo creatore, l’ingegnere Bernard-Albin Gras, l’ha dotata di una estetica che rientra in questa perfetta corrispondenza tra progetto e disegno, che fonda quello che oggi chiamiamo design. Come tale, il suo successo fu immediato, al punto da suscitare interpretazioni e imitazioni, in particolare tra i membri del Bauhaus affascinati da questo incunabolo della modernità. Ma toccò a Le Corbusier conferirle una aura particolare, vedendovi, secondo i propri termini, un “oggetto-strumento”, ridotto alla pura funzionalità, un “oggetto tipo” di cui ha fatto beneficiare la propria agenzia quanto le sue realizzazioni architettoniche. A seguire, Robert Mallet-Stevens, Eileen Gray, Michel Roux-Spitz, Sonia Delaunay, Georges Braque e tante altre figure dell’avanguardia, contribuendo a farla entrare nella leggenda. Questa prestigiosa carriera si integra a un successo più anonimo nel mondo del lavoro, eccezionale sia per quantità degli ordini sia per durata. Non è molti altri esempi di lampada che, senza modifiche rilevanti, sia stata edita per più di mezzo secolo. Dopo qualche decennio di eclipsi, la lampada Gras riacquista notorietà presso una nuova generazione di architetti, decoratori e collezionisti, affascinati da questo oggetto della prima modernità al pari dei mobili di Le Corbusier, Herbst, Prouvé e Perriand. Quest’opera rievoca la storia di una invenzione e di una avventura industriale, ma intende anche essere una passeggiata tra le scelte estetiche tra le due guerre e quelle, più ecletiche, del tempo presente.
Il venditore si racconta
Opera estremamente rara e ricercata dedicata alla leggendaria Lampe Gras, riferimento assoluto del design industriale del XX secolo. Scritto da Didier Teissonnière e pubblicato da Éditions Norma, questo libro è oggi diventato pressoché introvabile sul mercato, soprattutto in questo stato di conservazione, nuovo, ancora avvolto nella pellicola dell'editore.
Ver una vera e propria rara pezzo da collezione per appassionati di design, architettura e mobili modernisti, La lampada Gras ripercorre la storia affascinante della celebre lampada creata da Bernard-Albin Gras nel 1921 e adottata dai nomi più importanti del modernismo come Le Corbusier o Eileen Gray.
L’opera è riccamente illustrata da fotografie d’epoca, cataloghi, archivi e modelli emblematici. La sua rarità e la sua importanza documentaria ne fanno un libro molto ricercato dai collezionisti internazionali di design vintage e industriale.
Dall’editore:
La lampada Gras ha un posto inedito nella storia delle luminaires. Progettata e prodotta nel 1921, inaugura un genere nuovo di sistema di illuminazione la cui vocazione è soddisfare tanto il mondo dell’industria quanto il settore terziario in piena espansione. A geometria variabile e facilmente adattabile alle esigenze di ciascuno, la lampada Gras è in grado di illuminare nel modo più performante macchine utensili, tavole da disegno, scrivanie, laboratori e persino il blocco operatorio dell’ammiraglia passeggeri Île-de-France. Ripudiando qualsiasi manierismo ornamentale, il suo creatore, l’ingegnere Bernard-Albin Gras, l’ha dotata di una estetica che rientra in questa perfetta corrispondenza tra progetto e disegno, che fonda quello che oggi chiamiamo design. Come tale, il suo successo fu immediato, al punto da suscitare interpretazioni e imitazioni, in particolare tra i membri del Bauhaus affascinati da questo incunabolo della modernità. Ma toccò a Le Corbusier conferirle una aura particolare, vedendovi, secondo i propri termini, un “oggetto-strumento”, ridotto alla pura funzionalità, un “oggetto tipo” di cui ha fatto beneficiare la propria agenzia quanto le sue realizzazioni architettoniche. A seguire, Robert Mallet-Stevens, Eileen Gray, Michel Roux-Spitz, Sonia Delaunay, Georges Braque e tante altre figure dell’avanguardia, contribuendo a farla entrare nella leggenda. Questa prestigiosa carriera si integra a un successo più anonimo nel mondo del lavoro, eccezionale sia per quantità degli ordini sia per durata. Non è molti altri esempi di lampada che, senza modifiche rilevanti, sia stata edita per più di mezzo secolo. Dopo qualche decennio di eclipsi, la lampada Gras riacquista notorietà presso una nuova generazione di architetti, decoratori e collezionisti, affascinati da questo oggetto della prima modernità al pari dei mobili di Le Corbusier, Herbst, Prouvé e Perriand. Quest’opera rievoca la storia di una invenzione e di una avventura industriale, ma intende anche essere una passeggiata tra le scelte estetiche tra le due guerre e quelle, più ecletiche, del tempo presente.
