Christophe Huchet de Quenetain - Pierre Garnier - 2003





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Pierre Garnier di Christophe Huchet de Quenetain, libro rilegato in francese, 191 pagine, prima edizione del 2003, Les éditions de l'amateur, con sovraccoperta, formato 27 x 20,5 cm, lingua originale francese, stato come nuovo.
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Conclusione
Note
Allegati
-Arbre genealogique di Pierre Garnier
-Cronologia di Pierre Garnier
-Sources manuscrites e stampate
-Catalogo dei mobili
Bibliografia
Questo grande ebanista del XVIII secolo, la cui produzione si estende per oltre cinquant’anni, illustra l’evoluzione degli stili, dal rococò al neoclassicismo. Del resto, fatto eccezionale, la sua fama era così grande da sopravvivere al periodo rivoluzionario. Grazie al suo indiscutibile talento e alla sua capacità di adattarsi alle fluttuazioni del gusto, Pierre Garnier farà parte della clientela di personaggi molto ricchi del regno che gli passeranno importanti commesse: il curatore delle Finanze Germain Baron, il marchese di Contades, la duchessa di Mazarin e, soprattutto, il marchese de Marigny, direttore generale dei Bâtiments. Durante il suo periodo di Luigi XV, se da un lato sembra utilizzare poco le marqueterie di fiori, Garnier apprezza invece le marqueterie geometriche di losanghe, di crocette, così come i set di placaggi disposti in fogli diversi. Questi placaggi sono talvolta compartimentati, come in una «sovrapposizione», da cornici molto sinuose e molto intrecciate.
Ma con Leleu, Oeben, Montigny, Riesener, Garnier resta soprattutto uno dei promotori e uno dei maestri più originali dello stile «alla greca», prima tappa del ritorno all’antico, indicato globalmente oggi con il nome di stile Luigi XVI. Forme possenti, costanti richiami all’architettura, decoro piuttosto sontuoso ma soprattutto dotato di grande rigore: si ritrovano tutti questi elementi nell’opera neoclassica di Garnier. Con i pilastri a larghe scanalature che costituiscono quasi una «firma» di Garnier e, concurrentemente o meno con essi, un altro elemento può apparire come una sorta di esclusività dell’ebanista: i piedi a toupie a forma di vite, in bronzo dorato."
Conclusione
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Allegati
-Arbre genealogique di Pierre Garnier
-Cronologia di Pierre Garnier
-Sources manuscrites e stampate
-Catalogo dei mobili
Bibliografia
Questo grande ebanista del XVIII secolo, la cui produzione si estende per oltre cinquant’anni, illustra l’evoluzione degli stili, dal rococò al neoclassicismo. Del resto, fatto eccezionale, la sua fama era così grande da sopravvivere al periodo rivoluzionario. Grazie al suo indiscutibile talento e alla sua capacità di adattarsi alle fluttuazioni del gusto, Pierre Garnier farà parte della clientela di personaggi molto ricchi del regno che gli passeranno importanti commesse: il curatore delle Finanze Germain Baron, il marchese di Contades, la duchessa di Mazarin e, soprattutto, il marchese de Marigny, direttore generale dei Bâtiments. Durante il suo periodo di Luigi XV, se da un lato sembra utilizzare poco le marqueterie di fiori, Garnier apprezza invece le marqueterie geometriche di losanghe, di crocette, così come i set di placaggi disposti in fogli diversi. Questi placaggi sono talvolta compartimentati, come in una «sovrapposizione», da cornici molto sinuose e molto intrecciate.
Ma con Leleu, Oeben, Montigny, Riesener, Garnier resta soprattutto uno dei promotori e uno dei maestri più originali dello stile «alla greca», prima tappa del ritorno all’antico, indicato globalmente oggi con il nome di stile Luigi XVI. Forme possenti, costanti richiami all’architettura, decoro piuttosto sontuoso ma soprattutto dotato di grande rigore: si ritrovano tutti questi elementi nell’opera neoclassica di Garnier. Con i pilastri a larghe scanalature che costituiscono quasi una «firma» di Garnier e, concurrentemente o meno con essi, un altro elemento può apparire come una sorta di esclusività dell’ebanista: i piedi a toupie a forma di vite, in bronzo dorato."

