Andrea Markò (1824-1895) - Paesaggio






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Paesaggio, tempera su carta di Andrea Markò (1824–1895), 1870, Italia, XIX secolo, firmato a mano, 35 x 51 cm, in cornice.
Descrizione del venditore
Andrea Markò (Vienna, 1824 – Viareggio, 1895), Paesaggio, tempera di carta, la sola opera misura 33x14 cm, firmato in basso a destra. Ottime condizioni in cornice dorata a mecca coeva.
Nato a Vienna nel 1824, Andrea Markó ricevette la prima formazione dal padre, il celebre Károly Markó il Vecchio, e si perfezionò all’Accademia di Belle Arti di Vienna sotto la guida di Carl Rahl. Seguendo le orme paterne e del fratello Carlo il Giovane, si stabilì in Italia, eleggendo Firenze come proprio centro operativo. La sua carriera fu internazionale e prolifica: viaggiò a lungo in Europa, documentando non solo i paesaggi italiani ma anche le remote terre della Russia.
La sua importanza storica risiede soprattutto nel contributo dato alla nascita della Scuola di Staggia. Insieme al fratello Carlo e a Serafino De Tivoli, Markó iniziò a ritrarre le campagne senesi con un approccio innovativo, aprendo la strada al movimento dei Macchiaioli. Riconosciuto come un maestro del suo tempo, ottenne prestigiosi premi all’Esposizione di Firenze (1860) e alla rassegna internazionale di Vienna (1873). Fu nominato professore nelle accademie di Firenze, Urbino e Milano, oltre che membro della Società degli acquarellisti di Bruxelles. Morì a Viareggio nel 1895.
L’opera di Andrea Markó si distingue per un uso sapiente di colorazioni terrose e per la capacità di rappresentare vaste distese paesaggistiche animate da minuscole figure umane o animali, che conferiscono alle scene un senso di profondità e respiro epico. Il suo stile rappresenta una transizione affascinante tra il paesaggio classico “ideale” e la nuova pittura di macchia, più attenta alla verità atmosferica e al dato naturale colto en plein air.
La sua produzione è estremamente variegata: dai drammatici alle vedute innevate della Russia, fino alle celebri scene della Maremma toscana. Le sue tele sono caratterizzate da una tecnica minuziosa che non sacrifica mai la resa della luce, rendendo i suoi dipinti molto ricercati dai collezionisti europei e americani. Markó ebbe la capacità rara di nobilitare il paesaggio rurale, trasformando vedute di boscaglie o vallate in composizioni di grande rigore accademico e poetico, ponendosi come un ponte culturale tra la tradizione accademica viennese e la modernità italiana.
Andrea Markò (Vienna, 1824 – Viareggio, 1895), Paesaggio, tempera di carta, la sola opera misura 33x14 cm, firmato in basso a destra. Ottime condizioni in cornice dorata a mecca coeva.
Nato a Vienna nel 1824, Andrea Markó ricevette la prima formazione dal padre, il celebre Károly Markó il Vecchio, e si perfezionò all’Accademia di Belle Arti di Vienna sotto la guida di Carl Rahl. Seguendo le orme paterne e del fratello Carlo il Giovane, si stabilì in Italia, eleggendo Firenze come proprio centro operativo. La sua carriera fu internazionale e prolifica: viaggiò a lungo in Europa, documentando non solo i paesaggi italiani ma anche le remote terre della Russia.
La sua importanza storica risiede soprattutto nel contributo dato alla nascita della Scuola di Staggia. Insieme al fratello Carlo e a Serafino De Tivoli, Markó iniziò a ritrarre le campagne senesi con un approccio innovativo, aprendo la strada al movimento dei Macchiaioli. Riconosciuto come un maestro del suo tempo, ottenne prestigiosi premi all’Esposizione di Firenze (1860) e alla rassegna internazionale di Vienna (1873). Fu nominato professore nelle accademie di Firenze, Urbino e Milano, oltre che membro della Società degli acquarellisti di Bruxelles. Morì a Viareggio nel 1895.
L’opera di Andrea Markó si distingue per un uso sapiente di colorazioni terrose e per la capacità di rappresentare vaste distese paesaggistiche animate da minuscole figure umane o animali, che conferiscono alle scene un senso di profondità e respiro epico. Il suo stile rappresenta una transizione affascinante tra il paesaggio classico “ideale” e la nuova pittura di macchia, più attenta alla verità atmosferica e al dato naturale colto en plein air.
La sua produzione è estremamente variegata: dai drammatici alle vedute innevate della Russia, fino alle celebri scene della Maremma toscana. Le sue tele sono caratterizzate da una tecnica minuziosa che non sacrifica mai la resa della luce, rendendo i suoi dipinti molto ricercati dai collezionisti europei e americani. Markó ebbe la capacità rara di nobilitare il paesaggio rurale, trasformando vedute di boscaglie o vallate in composizioni di grande rigore accademico e poetico, ponendosi come un ponte culturale tra la tradizione accademica viennese e la modernità italiana.
