Una maschera di legno - Mumuye - Nigeria






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Maschera in legno dei Mumuye, Nigeria, titolo A wooden mask, altezza 73 cm, peso 5,4 kg, materiale legno, condizioni discrete, venduta senza supporto.
Descrizione del venditore
Una maschera da spalla Mumuye, regione nord-est lungo il fiume Benue, stato di Taraba, villaggio di Djalingo, Nigeria.
Questa maschera da spalla (masque d’épaule) è attribuita alle tradizioni sculturali Mumuye del nord-est della Nigeria, nell'area superiore del fiume Benue nell'attuale stato di Taraba, con Djalingo tra le comunità associate a tali forme. Le “maschere da spalla” Mumuye fanno parte di un repertorio scultoreo più ampio che comprende opere figurative impiegate in contesti rituali, di guarigione e di regolazione sociale, sebbene le loro funzioni precise rimangano parzialmente poco chiare a causa della limitata documentazione etnografica precoce e della natura esoterica di molte pratiche associate.
A differenza delle maschere facciali indossate davanti al viso, le maschere da spalla sono progettate per essere sostenute sulle spalle o sopra di esse, creando una figura composita in cui il corpo umano e la forma scolpita si fondono in una presenza rituale unica. Questa configurazione trasforma l’esecutore in una struttura di sostegno incarnata, mentre l’elemento scolpito proietta un’identità intensificata e ingigantita visibile durante il movimento rituale o la performance. L’effetto risultante non è una rappresentazione naturalistica, ma una presenza ibrida e potenziata che opera all’interno dello spazio cerimoniale.
L’acconciatura descritta come somigliante al ciuffo del gallo (Hahnenkamm) è un motivo notevole e ricorrente nelle sculture Mumuye. Simili acconciature a cresta enfatizzano verticalità ed energia direzionale, spesso suggerendo vitalità, prontezza o potenza spirituale. La testa, nelle tradizioni figuraliste Mumuye, è tipicamente un punto focale di astrazione espressiva, e forme di capelli elaborate servono a estendere la silhouette verso l’alto, rafforzando la sensazione di elevazione e presenza carica.
Le orecchie tonde contribuiscono a una simmetria formale equilibrata e possono anche riferirsi all’accento sull’apertura sensoriale o sull’attenzione nella rappresentazione scultorea. Le figure Mumuye sono generalmente caratterizzate da una sintesi di chiarezza geometrica ed esagerazione espressiva, con corpi allungati, arti semplificati e volumi accuratamente strutturati che producono una forte composizione verticale e ritmica. Anche quando presenti riferimenti naturalistici, sono subordinati a una logica scultorea più ampia di equilibrio, tensione e proporzione stilizzata.
Nei contesti rituali Mumuye, la scultura è spesso associata a pratiche di guarigione e al mediamento di forze invisibili che influenzano la salute e l’armonia sociale. Figure e maschere possono essere attivate tramite l’interazione con specialisti rituali, usate in contesti terapeutici o protettivi, o integrate in sistemi più ampi di negoziazione spirituale. Il formato della maschera da spalla intensifica questo ruolo incorporando direttamente il corpo umano nella funzione dell’oggetto, rafforzando l’idea che il potere non sia esterno al corpo ma mediato attraverso una performance incarnata.
La corridor del Fiume Benue, inclusa Taraba, è una delle regioni scultoree più diverse dell’Africa Occidentale, con tradizioni interrelate tra Mumuye, Chamba, Jukun e altri gruppi. All’interno di questo ambiente, le forme scultoree spesso condividono tendenze strutturali—allungamento, astrazione e enfasi sulla testa—pur mantenendo identità locali distinte. La maschera presente, con la sua acconciatura a cresta e le orecchie tonde, esemplifica la preferenza Mumuye per una forma verticale dinamica e un’espressione formale concentrata, dove l’esagerazione corporea serve da veicolo per la presenza rituale piuttosto che per la raffigurazione naturalistica.
Riferimenti
Fagg, William. Tribes and Forms in African Art. Londra: Thames and Hudson, 1965.
Fardon, Richard. Between God, the Dead and the Wild: Chamba Interpretations of Ritual and Landscape. Edimburgo: Edinburgh University Press, 1990.
Kirk-Greene, A. H. M. Adamawa Past and Present. Oxford: Oxford University Press, 1958.
Rubin, Arnold. Arts of the Upper Benue River. Los Angeles: Museum of Cultural History, University of California, 1984.
Sieber, Roy, e Arnold Rubin. Sculpture of Black Africa. New York: Museum of Primitive Art, 1968.
Questa descrizione è stata realizzata con l’IA. Nonostante una revisione individuale accurata, l’uso dell’Intelligenza Artificiale può comportare errori o imprecisioni nella descrizione.
Il venditore si racconta
Una maschera da spalla Mumuye, regione nord-est lungo il fiume Benue, stato di Taraba, villaggio di Djalingo, Nigeria.
Questa maschera da spalla (masque d’épaule) è attribuita alle tradizioni sculturali Mumuye del nord-est della Nigeria, nell'area superiore del fiume Benue nell'attuale stato di Taraba, con Djalingo tra le comunità associate a tali forme. Le “maschere da spalla” Mumuye fanno parte di un repertorio scultoreo più ampio che comprende opere figurative impiegate in contesti rituali, di guarigione e di regolazione sociale, sebbene le loro funzioni precise rimangano parzialmente poco chiare a causa della limitata documentazione etnografica precoce e della natura esoterica di molte pratiche associate.
A differenza delle maschere facciali indossate davanti al viso, le maschere da spalla sono progettate per essere sostenute sulle spalle o sopra di esse, creando una figura composita in cui il corpo umano e la forma scolpita si fondono in una presenza rituale unica. Questa configurazione trasforma l’esecutore in una struttura di sostegno incarnata, mentre l’elemento scolpito proietta un’identità intensificata e ingigantita visibile durante il movimento rituale o la performance. L’effetto risultante non è una rappresentazione naturalistica, ma una presenza ibrida e potenziata che opera all’interno dello spazio cerimoniale.
L’acconciatura descritta come somigliante al ciuffo del gallo (Hahnenkamm) è un motivo notevole e ricorrente nelle sculture Mumuye. Simili acconciature a cresta enfatizzano verticalità ed energia direzionale, spesso suggerendo vitalità, prontezza o potenza spirituale. La testa, nelle tradizioni figuraliste Mumuye, è tipicamente un punto focale di astrazione espressiva, e forme di capelli elaborate servono a estendere la silhouette verso l’alto, rafforzando la sensazione di elevazione e presenza carica.
Le orecchie tonde contribuiscono a una simmetria formale equilibrata e possono anche riferirsi all’accento sull’apertura sensoriale o sull’attenzione nella rappresentazione scultorea. Le figure Mumuye sono generalmente caratterizzate da una sintesi di chiarezza geometrica ed esagerazione espressiva, con corpi allungati, arti semplificati e volumi accuratamente strutturati che producono una forte composizione verticale e ritmica. Anche quando presenti riferimenti naturalistici, sono subordinati a una logica scultorea più ampia di equilibrio, tensione e proporzione stilizzata.
Nei contesti rituali Mumuye, la scultura è spesso associata a pratiche di guarigione e al mediamento di forze invisibili che influenzano la salute e l’armonia sociale. Figure e maschere possono essere attivate tramite l’interazione con specialisti rituali, usate in contesti terapeutici o protettivi, o integrate in sistemi più ampi di negoziazione spirituale. Il formato della maschera da spalla intensifica questo ruolo incorporando direttamente il corpo umano nella funzione dell’oggetto, rafforzando l’idea che il potere non sia esterno al corpo ma mediato attraverso una performance incarnata.
La corridor del Fiume Benue, inclusa Taraba, è una delle regioni scultoree più diverse dell’Africa Occidentale, con tradizioni interrelate tra Mumuye, Chamba, Jukun e altri gruppi. All’interno di questo ambiente, le forme scultoree spesso condividono tendenze strutturali—allungamento, astrazione e enfasi sulla testa—pur mantenendo identità locali distinte. La maschera presente, con la sua acconciatura a cresta e le orecchie tonde, esemplifica la preferenza Mumuye per una forma verticale dinamica e un’espressione formale concentrata, dove l’esagerazione corporea serve da veicolo per la presenza rituale piuttosto che per la raffigurazione naturalistica.
Riferimenti
Fagg, William. Tribes and Forms in African Art. Londra: Thames and Hudson, 1965.
Fardon, Richard. Between God, the Dead and the Wild: Chamba Interpretations of Ritual and Landscape. Edimburgo: Edinburgh University Press, 1990.
Kirk-Greene, A. H. M. Adamawa Past and Present. Oxford: Oxford University Press, 1958.
Rubin, Arnold. Arts of the Upper Benue River. Los Angeles: Museum of Cultural History, University of California, 1984.
Sieber, Roy, e Arnold Rubin. Sculpture of Black Africa. New York: Museum of Primitive Art, 1968.
Questa descrizione è stata realizzata con l’IA. Nonostante una revisione individuale accurata, l’uso dell’Intelligenza Artificiale può comportare errori o imprecisioni nella descrizione.
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