Ninni Pagano (1969) - Anelli di memoria






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Anelli di memoria è un ritratto a olio su tela del pittore italiano Ninni Pagano (1969), 50 x 50 cm, mano firmato, edizione originale, venduto direttamente dallartista, con certificato di autenticità.
Descrizione del venditore
Ninni Pagano è nato a Catania. Sempre appassionato di Wunderkammer e di tutto ciò che la natura offre nella sua bellezza, questa passione lo ha portato a studiare nello studio del maestro Antonio Sciacca, suo docente. Era il 2011, e da quel momento la sua carriera artistica iniziò, traendo slancio crescente e guadagnandosi l'apprezzamento di critici come Aldo Albani, Roberta Filippi della Orler Gallery, Philippe Daverio e Daniele Radini Tedeschi. Nel 2016 il suo nome compare nella prestigiosa guida americana Guide Museums Galleries Artists. Dopo aver partecipato a due Triennali d'arte contemporanea a Roma con opere pubblicate nei cataloghi Mondadori, nel 2020 il suo nome compare nel prestigioso Atlas of Contemporary Art di De Agostini.
L'opera è olio su tela, firmata e corredata di certificato di autenticità con il logo dell'artista, le caratteristiche del dipinto e la firma dell'artista in fondo.
I colori del dipinto possono variare leggermente rispetto alla foto a causa delle impostazioni della fotocamera e del display.
L'opera è accuratamente imballata con pluriball e cartone.
Memory rings
In quest'opera il corpo della donna emerge da uno sfondo scuro e profondo, quasi teatrale, che richiama tutta l'attenzione sulla figura. C'è un'eleganza aristocratica, ma anche una sorta di malinconia sospesa.
L'elemento centrale, che dà il nome all'opera, è la serie di anelli dorati che avvolgono il collo della donna. Il titolo suggerisce che quegli anelli non siano semplici ornamenti, ma rappresentino stratificazioni di ricordi, esperienze o tradizioni. Come gli anelli di un albero raccontano la sua età, questi "anelli della memoria" sembrano sostenere (o forse costringere) il volto della protagonista verso l'alto.
La figura richiama le tradizioni di popoli lontani (come le donne Kayan), ma qui sono decontestualizzate e inserite in un contesto moderno e minimalista (notare il body nero e la gioielleria contemporanea sulle dita).
Pagano adotta un'estetica che ricorda il Manierismo, con proporzioni allungate (collo, dita, torso) che conferiscono alla donna un aspetto ultraterreno e fragile. Questa 'deformazione' ricercata intensifica la percezione di una bellezza nobile eppur sofferente, quasi statue. (Donne Cigno)
La donna non guarda lo spettatore; il suo profilo è rivolto verso un punto lontano, fuori dal quadro. Ciò crea una sensazione di distacco e introspezione. Le mani, nodose e affusolate, sono strette sulle ginocchia in una posa di attesa o rassegnazione, rendendo l'opera profondamente psicologica.
In breve: 'Anelli della memoria' sembra riflettere sul peso del passato e su come la nostra identità (la testa) sia sostenuta da una struttura fatta di ricordi accumulati, che allo stesso tempo ci eleva e ci legà a un universo sconosciuto.
Instagram:@ninnipagano
Ninni Pagano è nato a Catania. Sempre appassionato di Wunderkammer e di tutto ciò che la natura offre nella sua bellezza, questa passione lo ha portato a studiare nello studio del maestro Antonio Sciacca, suo docente. Era il 2011, e da quel momento la sua carriera artistica iniziò, traendo slancio crescente e guadagnandosi l'apprezzamento di critici come Aldo Albani, Roberta Filippi della Orler Gallery, Philippe Daverio e Daniele Radini Tedeschi. Nel 2016 il suo nome compare nella prestigiosa guida americana Guide Museums Galleries Artists. Dopo aver partecipato a due Triennali d'arte contemporanea a Roma con opere pubblicate nei cataloghi Mondadori, nel 2020 il suo nome compare nel prestigioso Atlas of Contemporary Art di De Agostini.
L'opera è olio su tela, firmata e corredata di certificato di autenticità con il logo dell'artista, le caratteristiche del dipinto e la firma dell'artista in fondo.
I colori del dipinto possono variare leggermente rispetto alla foto a causa delle impostazioni della fotocamera e del display.
L'opera è accuratamente imballata con pluriball e cartone.
Memory rings
In quest'opera il corpo della donna emerge da uno sfondo scuro e profondo, quasi teatrale, che richiama tutta l'attenzione sulla figura. C'è un'eleganza aristocratica, ma anche una sorta di malinconia sospesa.
L'elemento centrale, che dà il nome all'opera, è la serie di anelli dorati che avvolgono il collo della donna. Il titolo suggerisce che quegli anelli non siano semplici ornamenti, ma rappresentino stratificazioni di ricordi, esperienze o tradizioni. Come gli anelli di un albero raccontano la sua età, questi "anelli della memoria" sembrano sostenere (o forse costringere) il volto della protagonista verso l'alto.
La figura richiama le tradizioni di popoli lontani (come le donne Kayan), ma qui sono decontestualizzate e inserite in un contesto moderno e minimalista (notare il body nero e la gioielleria contemporanea sulle dita).
Pagano adotta un'estetica che ricorda il Manierismo, con proporzioni allungate (collo, dita, torso) che conferiscono alla donna un aspetto ultraterreno e fragile. Questa 'deformazione' ricercata intensifica la percezione di una bellezza nobile eppur sofferente, quasi statue. (Donne Cigno)
La donna non guarda lo spettatore; il suo profilo è rivolto verso un punto lontano, fuori dal quadro. Ciò crea una sensazione di distacco e introspezione. Le mani, nodose e affusolate, sono strette sulle ginocchia in una posa di attesa o rassegnazione, rendendo l'opera profondamente psicologica.
In breve: 'Anelli della memoria' sembra riflettere sul peso del passato e su come la nostra identità (la testa) sia sostenuta da una struttura fatta di ricordi accumulati, che allo stesso tempo ci eleva e ci legà a un universo sconosciuto.
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