Manuel Pinazo (1956) - Reflexiones





20 € |
|---|
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 134638 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Manuel Pinazo, Reflexiones, tecnica mista su tela montata su tavola, 61,5 x 62,5 cm, originale, 2026, cornice inclusa, venduta direttamente dall'artista.
Descrizione del venditore
Artista: Manuel Pinazo
Sagunto 1956
Riflessioni
Opera dipinta con pigmenti naturali su tela incollata su tavola
Con misure 61,5 x 62,5 cm senza cornice (63 x 64 cm) con cornice
Quest’opera è una riflessione sull’incarico ricevuto da M. ROTHKO per il «Four Seasons Restaurant» di New York
Dopo aver stipulato un contratto per dipingere 50 metri quadrati del ristorante, ha spezzato l’accordo vedendo che in quel locale avrebbero cenato i nuovi ricchi, prendendo la decisione che mai un proprio dipinto servirebbe da decorazione a un luogo come quello
Attualmente quei quadri si trovano alla Tate Gallery di Londra, come donazione dell’artista
LA RIFLESSIONE è se l’arte sia per pochi o per tutti
Nel dipinto di M. Pinazo si osserva una agrupación di 6 piccoli quadri che formano uno e uniti al centro da alcune barre dipinte con pigmenti d’oro per contrastare la riflessione
LA GEOMETRÍA EXPANDIDA
Per Pedro Alberto Cruz
Il linguaggio astratto in cui si sviluppa l’intera produzione di Manuel Pinazo è una diretta conseguenza della rielaborazione che il rigore geometrico ha sperimentato durante il postmodernismo, nonché dell’espansione che la pittura sta realizzando al di fuori dei suoi limiti tradizionali. Il primo elemento qualificante della sua pittura è l’introduzione dell’errore, della “imperfezione” nella traduzione di determinati schemi geometrici con una lunga tradizione dalle avanguardie. L’opera di Pinazo ripete modelli compositivi basati su bande verticali o orizzontali parallele e di colori differenti, damaschi o la ripetizione di figure geometriche come il rettangolo. Quando si osserva, nel dettaglio, ciascuna di queste composizioni, si nota come il freddo razionalismo su cui si fonda l’astrazione geometrica sia stato sovvertito mediante l’inserzione di diverse irregolarità: linee leggermente inclinate che, di conseguenza, non sono completamente dritte; spaziature diverse tra le varie bande di colore; verticali che si interrompono e rompono il ritmo dell’opera; o, evidentemente, il colore allegro -con echi paisseggiani - e talora con un’aria di ingenuità, che minano quell’autorità metafisica che trasuda molta dell’astrazione geometrica d’avanguardia.
Ma il processo di decostruzione della geometria astratta che Antonio Pinazo conduce non si ferma a questo primo livello di critica. Esiste, inoltre, un «secondo livello», che l’artista ha consolidato nel corso degli anni e che apporta interessanti conclusioni. In primo luogo, e in una linea di lavoro che prosegue l’astrazione post-pittorica degli anni ’80, l’autore gioca con il potenziale scultoreo della pittura tramite l’incontro di varie opere che dinamizzano l’idea tradizionale di contorno/marco quadrato o rettangolare.
Artista: Manuel Pinazo
Sagunto 1956
Riflessioni
Opera dipinta con pigmenti naturali su tela incollata su tavola
Con misure 61,5 x 62,5 cm senza cornice (63 x 64 cm) con cornice
Quest’opera è una riflessione sull’incarico ricevuto da M. ROTHKO per il «Four Seasons Restaurant» di New York
Dopo aver stipulato un contratto per dipingere 50 metri quadrati del ristorante, ha spezzato l’accordo vedendo che in quel locale avrebbero cenato i nuovi ricchi, prendendo la decisione che mai un proprio dipinto servirebbe da decorazione a un luogo come quello
Attualmente quei quadri si trovano alla Tate Gallery di Londra, come donazione dell’artista
LA RIFLESSIONE è se l’arte sia per pochi o per tutti
Nel dipinto di M. Pinazo si osserva una agrupación di 6 piccoli quadri che formano uno e uniti al centro da alcune barre dipinte con pigmenti d’oro per contrastare la riflessione
LA GEOMETRÍA EXPANDIDA
Per Pedro Alberto Cruz
Il linguaggio astratto in cui si sviluppa l’intera produzione di Manuel Pinazo è una diretta conseguenza della rielaborazione che il rigore geometrico ha sperimentato durante il postmodernismo, nonché dell’espansione che la pittura sta realizzando al di fuori dei suoi limiti tradizionali. Il primo elemento qualificante della sua pittura è l’introduzione dell’errore, della “imperfezione” nella traduzione di determinati schemi geometrici con una lunga tradizione dalle avanguardie. L’opera di Pinazo ripete modelli compositivi basati su bande verticali o orizzontali parallele e di colori differenti, damaschi o la ripetizione di figure geometriche come il rettangolo. Quando si osserva, nel dettaglio, ciascuna di queste composizioni, si nota come il freddo razionalismo su cui si fonda l’astrazione geometrica sia stato sovvertito mediante l’inserzione di diverse irregolarità: linee leggermente inclinate che, di conseguenza, non sono completamente dritte; spaziature diverse tra le varie bande di colore; verticali che si interrompono e rompono il ritmo dell’opera; o, evidentemente, il colore allegro -con echi paisseggiani - e talora con un’aria di ingenuità, che minano quell’autorità metafisica che trasuda molta dell’astrazione geometrica d’avanguardia.
Ma il processo di decostruzione della geometria astratta che Antonio Pinazo conduce non si ferma a questo primo livello di critica. Esiste, inoltre, un «secondo livello», che l’artista ha consolidato nel corso degli anni e che apporta interessanti conclusioni. In primo luogo, e in una linea di lavoro che prosegue l’astrazione post-pittorica degli anni ’80, l’autore gioca con il potenziale scultoreo della pittura tramite l’incontro di varie opere che dinamizzano l’idea tradizionale di contorno/marco quadrato o rettangolare.

