Matteo Ciffo - Origini - Teschio 2






Ha conseguito una laurea in storia dell'arte e un master in management artistico e culturale.
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Matteo Ciffo, Origini - Teschio 2, scultura in bronzo del 2025 (fusione a cera persa), edizione 1/40, firmata e autenticata dall’artista, certificato di autenticità, dimensioni 30 x 12 x 19 cm.
Descrizione del venditore
*CAUSA CHIUSURA LA SPEDIZIONE PARTIRA' IL GIORNO 18/06/26*
- Scultura contemporanea di Matteo Ciffo (Italia - 1987) . Titolo Origini - Teschio 2
- Anno 2025 . Edizione n. 1/40 - Firmata e autenticata dall' artista, con certificato d' autenticità
- Materiale : Fusione a cera persa di Bronzo
- Condizioni eccellenti
Collezione ORIGINI
Prima della frammentazione.
Prima dell’architettura del ricordo.
Prima dei blocchi, delle erosioni e delle ricostruzioni impossibili.
Origini nasce come il primo contatto con la materia archetipica dell’essere umano: il cranio.
Non come simbolo di morte, ma come struttura primordiale, matrice, testimonianza assoluta del tempo.
Queste opere in bronzo rappresentano l’inizio della ricerca che porterà successivamente alla collezione Frammenti.
Se Frammenti indaga la memoria spezzata, la rovina e la ricostruzione dell’identità attraverso moduli geometrici e architetture scultoree, Origini ne costituisce il nucleo iniziale: la forma essenziale da cui tutto deriva.
Il bronzo assume qui un ruolo fondamentale.
Materiale eterno, storico, quasi rituale, conserva la superficie come una pelle consumata dal tempo.
Le incisioni verticali attraversano il cranio come stratificazioni temporali, sedimentazioni di memoria, tracce primitive di un linguaggio ancora sconosciuto.
In Origini la forma è ancora integra.
Non è stata spezzata.
Non è ancora diventata frammento.
Ma contiene già tutto ciò che verrà dopo.
Le opere della serie Frammenti nascono infatti da questa tensione iniziale:
la volontà di trasformare il corpo classico in reperto contemporaneo, di interrompere la perfezione attraverso il vuoto, il cubo, l’erosione e la sospensione.
Origini è quindi il punto zero della ricerca.
La materia ancestrale da cui emergono le successive architetture della memoria.
Dove Frammenti racconta la disgregazione dell’identità nel tempo, Origini ne custodisce ancora il seme primitivo.
MATTEO CIFFO
Nato a Biella nel 1987, dal 2007 sviluppo una ricerca incentrata sulla materia, sulla sua trasformazione e sulla memoria che conserva. Il mio lavoro nasce da un rapporto diretto con materiali nobili e complessi come polveri di marmo e pietra, pigmenti naturali, terre armene, ossidi e metalli. Non li considero semplici strumenti espressivi, ma presenze vive, portatrici di tempo, storia e possibilità di rinascita.
Attraverso un processo che considero più rituale che scultoreo: una rinascita della pietra guidata dalla mia mano. La pratica nasce dall’osservazione e dal desiderio di restituire vita a ciò che è stato frantumato, abbandonato o dimenticato. Frammenti e scarti, spesso provenienti dal lavoro di altri scultori, diventano materia originaria per i miei lavori.
Si tratta di materiali che portano già in sé una storia. Li scompongo e li ricompongo, generando forme che non appartengono più al loro stato precedente, ma a una nuova condizione. Ogni opera emerge da un equilibrio fragile tra perdita e rinascita, tra memoria e possibilità, rendendo visibile il momento in cui la materia smette di essere ciò che era e diventa qualcos’altro.
Il percorso assume la forma di una trasformazione che supera la scultura tradizionale, avvicinandosi a una dimensione quasi alchemica. Utilizzo materie che hanno già avuto un’esistenza, le scompongo e le ricompongo per generare nuove forme e identità. Ogni creazione nasce da una tensione tra distruzione e rigenerazione, tra perdita e memoria, rendendo visibile uno stato continuo di mutamento.
La ricerca si confronta con materiali che incarnano una contraddizione profonda: apparentemente eterni e indistruttibili, ma allo stesso tempo sensibili e vulnerabili. Ciò che sembra immutabile rivela una natura instabile, capace di reagire, ossidarsi e trasformarsi nel tempo. Questa condizione rende la materia parte attiva del lavoro, coinvolta in un dialogo costante con il tempo e l’ambiente.
La perfezione lascia spazio alla fragilità, e l’eternità si manifesta come esperienza viva e umana. La materia non è subordinata, ma diventa co-autrice, conservando sulla superficie le tracce del gesto, del processo e della propria evoluzione.
Autodidatta, ho costruito il mio percorso attraverso sperimentazione, osservazione e ascolto. L’approccio non mira al controllo, ma all’accompagnamento del materiale nella sua trasformazione. Le forme risultanti riflettono il funzionamento della memoria: strutture in cui frammenti, tracce e assenze convivono e si rigenerano.
Questa pratica esplora la materia come archivio vivente. Le sculture emergono come presenze sospese tra rovina e rinascita, tra permanenza e trasformazione, restituendo alla materia una dimensione profondamente contemporanea e umana.
*CAUSA CHIUSURA LA SPEDIZIONE PARTIRA' IL GIORNO 18/06/26*
- Scultura contemporanea di Matteo Ciffo (Italia - 1987) . Titolo Origini - Teschio 2
- Anno 2025 . Edizione n. 1/40 - Firmata e autenticata dall' artista, con certificato d' autenticità
- Materiale : Fusione a cera persa di Bronzo
- Condizioni eccellenti
Collezione ORIGINI
Prima della frammentazione.
Prima dell’architettura del ricordo.
Prima dei blocchi, delle erosioni e delle ricostruzioni impossibili.
Origini nasce come il primo contatto con la materia archetipica dell’essere umano: il cranio.
Non come simbolo di morte, ma come struttura primordiale, matrice, testimonianza assoluta del tempo.
Queste opere in bronzo rappresentano l’inizio della ricerca che porterà successivamente alla collezione Frammenti.
Se Frammenti indaga la memoria spezzata, la rovina e la ricostruzione dell’identità attraverso moduli geometrici e architetture scultoree, Origini ne costituisce il nucleo iniziale: la forma essenziale da cui tutto deriva.
Il bronzo assume qui un ruolo fondamentale.
Materiale eterno, storico, quasi rituale, conserva la superficie come una pelle consumata dal tempo.
Le incisioni verticali attraversano il cranio come stratificazioni temporali, sedimentazioni di memoria, tracce primitive di un linguaggio ancora sconosciuto.
In Origini la forma è ancora integra.
Non è stata spezzata.
Non è ancora diventata frammento.
Ma contiene già tutto ciò che verrà dopo.
Le opere della serie Frammenti nascono infatti da questa tensione iniziale:
la volontà di trasformare il corpo classico in reperto contemporaneo, di interrompere la perfezione attraverso il vuoto, il cubo, l’erosione e la sospensione.
Origini è quindi il punto zero della ricerca.
La materia ancestrale da cui emergono le successive architetture della memoria.
Dove Frammenti racconta la disgregazione dell’identità nel tempo, Origini ne custodisce ancora il seme primitivo.
MATTEO CIFFO
Nato a Biella nel 1987, dal 2007 sviluppo una ricerca incentrata sulla materia, sulla sua trasformazione e sulla memoria che conserva. Il mio lavoro nasce da un rapporto diretto con materiali nobili e complessi come polveri di marmo e pietra, pigmenti naturali, terre armene, ossidi e metalli. Non li considero semplici strumenti espressivi, ma presenze vive, portatrici di tempo, storia e possibilità di rinascita.
Attraverso un processo che considero più rituale che scultoreo: una rinascita della pietra guidata dalla mia mano. La pratica nasce dall’osservazione e dal desiderio di restituire vita a ciò che è stato frantumato, abbandonato o dimenticato. Frammenti e scarti, spesso provenienti dal lavoro di altri scultori, diventano materia originaria per i miei lavori.
Si tratta di materiali che portano già in sé una storia. Li scompongo e li ricompongo, generando forme che non appartengono più al loro stato precedente, ma a una nuova condizione. Ogni opera emerge da un equilibrio fragile tra perdita e rinascita, tra memoria e possibilità, rendendo visibile il momento in cui la materia smette di essere ciò che era e diventa qualcos’altro.
Il percorso assume la forma di una trasformazione che supera la scultura tradizionale, avvicinandosi a una dimensione quasi alchemica. Utilizzo materie che hanno già avuto un’esistenza, le scompongo e le ricompongo per generare nuove forme e identità. Ogni creazione nasce da una tensione tra distruzione e rigenerazione, tra perdita e memoria, rendendo visibile uno stato continuo di mutamento.
La ricerca si confronta con materiali che incarnano una contraddizione profonda: apparentemente eterni e indistruttibili, ma allo stesso tempo sensibili e vulnerabili. Ciò che sembra immutabile rivela una natura instabile, capace di reagire, ossidarsi e trasformarsi nel tempo. Questa condizione rende la materia parte attiva del lavoro, coinvolta in un dialogo costante con il tempo e l’ambiente.
La perfezione lascia spazio alla fragilità, e l’eternità si manifesta come esperienza viva e umana. La materia non è subordinata, ma diventa co-autrice, conservando sulla superficie le tracce del gesto, del processo e della propria evoluzione.
Autodidatta, ho costruito il mio percorso attraverso sperimentazione, osservazione e ascolto. L’approccio non mira al controllo, ma all’accompagnamento del materiale nella sua trasformazione. Le forme risultanti riflettono il funzionamento della memoria: strutture in cui frammenti, tracce e assenze convivono e si rigenerano.
Questa pratica esplora la materia come archivio vivente. Le sculture emergono come presenze sospese tra rovina e rinascita, tra permanenza e trasformazione, restituendo alla materia una dimensione profondamente contemporanea e umana.
