I Tarocchi dei Visconti - 1965





Aggiungi ai tuoi preferiti per ricevere un avviso quando inizia l'asta.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 135164 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Descrizione del venditore
De Visconti-Tarot – Tarot
De 26 Carte dell'Accademia Carrara
26 carte + cartoncino informativo, Bergamo
L’Accademia Carrara di Belle Arti, fondata a Bergamo dal conte Giacomo Carrara nel 1795, è oggi una delle principali collezioni di pittura italiane per qualità delle opere e forse una delle gallerie d’arte più apprezzate in tutta l’Europa per il notevole livello dei numerosi dipinti in suo possesso.
Tutte le scuole italiane di pittura sono onorevolmente rappresentate con opere di grandi maestri, grazie alla raffinata cultura e al sicuro e illuminato gusto del conte Carrara, del conte Lochis (1859), del senatore Morelli (1891), di Marenzi, Ceresa, Baglioni e dei molti altri donatori che arricchirono gradualmente la Pinacoteca.
Fu proprio l’illustre Francesco Baglioni a donare nel 1901 le ventisei carte da tarocchi all’Accademia Carrara. La loro rarità le rese molto note.
La massima raffinatezza decorativa le ha unite alle opere d’arte più sincere. Le carte da gioco apparvero per la prima volta in Europa Occidentale alla fine del Medioevo. Il vescovo di Würzburg ne vietò l’uso ai monaci nel 1329, ma la pratica pastorale riflette chiaramente un’antica e diffusa abitudine; Leopoldo Cicognara sostiene che esse siano menzionate in un trattato del 1299 di un certo Sandro di Pipozzo, che non è possibile verificare ulteriormente. Nel XV secolo il nome carta o tarocco era già comune e, con la diffusione del gioco alle corti e tra i ceti superiori, nacquero tarocchi di valore che occupavano un rango pari a gioielli, disegni colorati e decorazioni realizzate dai più eminenti artisti. Poi la moda passò, incisioni e xilografie le resero superflue, e il tempo le diffuse. Le carte donate da Baglioni all’Accademia Carrara facevano parte di un mazzo di ben 75 pezzi in possesso del nobiluomo Alessandro Colleoni. Tagliate dalla carta, rivestite di tela con una colla forte e gesso, su sfondo dorato a leggera goffratura, contornate, presentano una tavolozza di colori intensa e una raffinatezza estrema del disegno. In passato attribuite agli Zavattari, furono riconosciute da Longhi come opere giovanili di Bonifacio Bembo per lo stile e il gusto: solenne, araldico, cavalleresco come nessun altro; gusto prezioso, elegante, raffinato. Il motto «a bon droit» di Filippo Maria Visconti induce a pensare che le carte siano state realizzate per la corte di quel principe e nel periodo del suo dominio. Tre delle ventisei carte furono realizzate nel 1480 dall’armigero cremonese Antonio Cicognara (la Temperanza, la Luna, il Castello di Pluto).
le carte misurano 9.5 x 17.5 cm
l’anno 1965 è l’ipotetico anno di pubblicazione di questo mazzo
De Visconti-Tarot – Tarot
De 26 Carte dell'Accademia Carrara
26 carte + cartoncino informativo, Bergamo
L’Accademia Carrara di Belle Arti, fondata a Bergamo dal conte Giacomo Carrara nel 1795, è oggi una delle principali collezioni di pittura italiane per qualità delle opere e forse una delle gallerie d’arte più apprezzate in tutta l’Europa per il notevole livello dei numerosi dipinti in suo possesso.
Tutte le scuole italiane di pittura sono onorevolmente rappresentate con opere di grandi maestri, grazie alla raffinata cultura e al sicuro e illuminato gusto del conte Carrara, del conte Lochis (1859), del senatore Morelli (1891), di Marenzi, Ceresa, Baglioni e dei molti altri donatori che arricchirono gradualmente la Pinacoteca.
Fu proprio l’illustre Francesco Baglioni a donare nel 1901 le ventisei carte da tarocchi all’Accademia Carrara. La loro rarità le rese molto note.
La massima raffinatezza decorativa le ha unite alle opere d’arte più sincere. Le carte da gioco apparvero per la prima volta in Europa Occidentale alla fine del Medioevo. Il vescovo di Würzburg ne vietò l’uso ai monaci nel 1329, ma la pratica pastorale riflette chiaramente un’antica e diffusa abitudine; Leopoldo Cicognara sostiene che esse siano menzionate in un trattato del 1299 di un certo Sandro di Pipozzo, che non è possibile verificare ulteriormente. Nel XV secolo il nome carta o tarocco era già comune e, con la diffusione del gioco alle corti e tra i ceti superiori, nacquero tarocchi di valore che occupavano un rango pari a gioielli, disegni colorati e decorazioni realizzate dai più eminenti artisti. Poi la moda passò, incisioni e xilografie le resero superflue, e il tempo le diffuse. Le carte donate da Baglioni all’Accademia Carrara facevano parte di un mazzo di ben 75 pezzi in possesso del nobiluomo Alessandro Colleoni. Tagliate dalla carta, rivestite di tela con una colla forte e gesso, su sfondo dorato a leggera goffratura, contornate, presentano una tavolozza di colori intensa e una raffinatezza estrema del disegno. In passato attribuite agli Zavattari, furono riconosciute da Longhi come opere giovanili di Bonifacio Bembo per lo stile e il gusto: solenne, araldico, cavalleresco come nessun altro; gusto prezioso, elegante, raffinato. Il motto «a bon droit» di Filippo Maria Visconti induce a pensare che le carte siano state realizzate per la corte di quel principe e nel periodo del suo dominio. Tre delle ventisei carte furono realizzate nel 1480 dall’armigero cremonese Antonio Cicognara (la Temperanza, la Luna, il Castello di Pluto).
le carte misurano 9.5 x 17.5 cm
l’anno 1965 è l’ipotetico anno di pubblicazione di questo mazzo

