MEDSAN - Imperial Moon over Edo (帝国の月) - UNIQUE WORK






Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
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Medsan, Imperial Moon over Edo (帝国の月) – OPERA UNICA, giclée 40 × 60 cm su carta washi, firmata a mano, del 2026 come originale, arte Pop, Francia, venduta direttamente dall’artista.
Descrizione del venditore
NON ESISTE CHE UN UNICO E IN MUSO NEL MONDO - EDIZIONE 1/1
Con questa opera in formato verticale, Medsan firma una rilettura magistrale di un incontro improbabile tra due universi mitici: l'ukiyo-e giapponese tradizionale del periodo Edo e l'iconografia galattica della saga Star Wars. Questa stampa unica mette in scena la Stella della Morte — stazione spaziale emblematică dell'Impero Galattico di George Lucas, gigantesca arma di distruzione di massa a forma di luna artificiale — sospesa nel cielo crepuscolare giapponese come un astro minaccioso, che sovrasta la baia di Sagami e il Monte Fuji ancestrale.
La magia della composizione risiede in questo dialogo impossibile tra due temporalità antagoniste. In primo piano, barche di pescatori giapponesi tradizionali, fedeli in tutto a figurini delle stampe ukiyo-e del XIX secolo, navigano pacificamente sulle onde stilizzate nello stile iconico di Hokusai e Hiroshige — quelle onde blu con schiuma bianca strappata, motivo ripetitivo che ondula in un tappeto ipnotico. I marinai, ignari o rassegnati, alzano gli occhi verso l'apparizione celeste, alcuni indicandola col dito con stupore. Sul secondo piano, il Monte Fuji si erge silenzioso e immemoriale, testimone dei secoli, la sua silhouette conica perfettamente riconoscibile che si staglia nella foschia azzurra. E nel cielo notturno, mostruosa e silenziosa, la Stella della Morte fluttua come un pessimo presagio — il suo Superlaser spalancato puntato sulla Terra, il suo disco equatoriale perfettamente visibile, le città tattiche che percorrono la superficie metallica. Il riflesso della stazione si spezza sull'oceano in mille scintille luminosi, come una luna fredda di origine tecnologica che distrugge l'armonia ancestrale.
L'impatto della composizione è magistralmente valorizzato da una resa pittorica che riproduce fedelmente i codici grafici dell'ukiyo-e del XIX secolo — tratto nero deciso, piani cromatici limitati, palette ristretta ai blu di Prussia, grigio stagno, avori perlati e tocchi di rosso vermiglio dello stemma imperiale. La carta di riso leggermente invecchiata con subtili macchie ocrè simula perfettamente l'aspetto delle stampe invecchiate dai secoli, mantenendo la grana caratteristica della carta washi. Il tradizionale cartiglio verticale in alto a destra, che ospita il titolo
NON ESISTE CHE UN UNICO E IN MUSO NEL MONDO - EDIZIONE 1/1
Con questa opera in formato verticale, Medsan firma una rilettura magistrale di un incontro improbabile tra due universi mitici: l'ukiyo-e giapponese tradizionale del periodo Edo e l'iconografia galattica della saga Star Wars. Questa stampa unica mette in scena la Stella della Morte — stazione spaziale emblematică dell'Impero Galattico di George Lucas, gigantesca arma di distruzione di massa a forma di luna artificiale — sospesa nel cielo crepuscolare giapponese come un astro minaccioso, che sovrasta la baia di Sagami e il Monte Fuji ancestrale.
La magia della composizione risiede in questo dialogo impossibile tra due temporalità antagoniste. In primo piano, barche di pescatori giapponesi tradizionali, fedeli in tutto a figurini delle stampe ukiyo-e del XIX secolo, navigano pacificamente sulle onde stilizzate nello stile iconico di Hokusai e Hiroshige — quelle onde blu con schiuma bianca strappata, motivo ripetitivo che ondula in un tappeto ipnotico. I marinai, ignari o rassegnati, alzano gli occhi verso l'apparizione celeste, alcuni indicandola col dito con stupore. Sul secondo piano, il Monte Fuji si erge silenzioso e immemoriale, testimone dei secoli, la sua silhouette conica perfettamente riconoscibile che si staglia nella foschia azzurra. E nel cielo notturno, mostruosa e silenziosa, la Stella della Morte fluttua come un pessimo presagio — il suo Superlaser spalancato puntato sulla Terra, il suo disco equatoriale perfettamente visibile, le città tattiche che percorrono la superficie metallica. Il riflesso della stazione si spezza sull'oceano in mille scintille luminosi, come una luna fredda di origine tecnologica che distrugge l'armonia ancestrale.
L'impatto della composizione è magistralmente valorizzato da una resa pittorica che riproduce fedelmente i codici grafici dell'ukiyo-e del XIX secolo — tratto nero deciso, piani cromatici limitati, palette ristretta ai blu di Prussia, grigio stagno, avori perlati e tocchi di rosso vermiglio dello stemma imperiale. La carta di riso leggermente invecchiata con subtili macchie ocrè simula perfettamente l'aspetto delle stampe invecchiate dai secoli, mantenendo la grana caratteristica della carta washi. Il tradizionale cartiglio verticale in alto a destra, che ospita il titolo
