MEDSAN - Death Note : The Shinigami's Bargain (デスノート) - UNIQUE WORK






Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
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Medsan, Death Note : The Shinigami's Bargain (デスノート) – OPERA UNICA, giclée su legno 40 × 60 cm, firmata a mano, edizione 1/1, anno 2026, realizzata in Francia, in ottime condizioni, venduta direttamente dall’artista.
Descrizione del venditore
NON ESISTE NIENTE AL MONDO SE NON UN SOLLO - EDIZIONE 1/1
Con questa opera in formato ritratto, Medsan firma una reinterpretazione magistrale di una delle saghe manga più celebrate all’inizio del XXI secolo, trasponendo l’universo psicologico di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata nel linguaggio dell’estampa giapponese tradizionale dell’Edo. Questa stampa unica mette in scena il celebre patto funesto tra Light Yagami e lo shinigami Ryuk — due figure emblematiche della pop culture giapponese contemporanea — reimmaginate nello stile dei grandi maestri dell’ukiyo-e del XIX secolo.
La magia della composizione risiede in questa vertigginosa trasposizione temporale. In primo piano, il giovane Kira in kimono scuro, il tradizionale cappello di paglia (sandogasa) a proteggere il suo sguardo deciso dalla pioggia battente, annota con concentrazione i nomi maledetti nel suo Death Note — quel taccuino della morte il cui potere soprannaturale può uccidere chiunque vi appaia scritto il proprio nome. La moltitudine di penne tra le dita dialoga con i caratteri giapponesi (デスノート) inscritti sulla copertina del carnet. Alcune mele nere — quei frutti così cari a Ryuk — cospargono il lastrico bagnato ai suoi piedi, abbandonate come offerte al dio della morte. Sullo sfondo, appollaiato sulla palizzata di una vecchia strada di Edo, Ryuk in persona si china sull’episodio — silhouette scheletrica dai lunghi capelli neri, mascella spaventosa, sorriso malizioso teso in una smorfia, occhi di un rosso sangue che squarciano la notte piovosa. Lo shinigami, spirito della morte nella mitologia giapponese, osserva il suo protetto umano con quel misto caratteristico di humour cinico e distacco millenario.
L’impatto della composizione è magistralmente valorizzato da un trattamento pittorico che riproduce fedelmente i codici grafici dell’ukiyo-e del XIX secolo — tratto nero deciso, campiture di colore limitate, tratteggio meticoloso dei capelli e dei tessuti, lanterne di carta (chochin) sospese lungo l’angusta viuzza notturna. La palette dominante — blu di Prussia intensi della pioggia e del cielo, grigio ardesia dei lastricati bagnati, beige del cappello di paglia e ocra dorati delle lanterne, colpi di rosso sangue per gli occhi dello shinigami e l’hanko sulla mela — crea un’atmosfera crepuscolare che trasuda autenticità storica. La carta washi patinata dai bordi leggermente ingialliti simula alla perfezione l’aspetto delle stampe invecchiate dai secoli. Il tradizionale cartiglio verticale in alto a destra, che ospita il titolo
NON ESISTE NIENTE AL MONDO SE NON UN SOLLO - EDIZIONE 1/1
Con questa opera in formato ritratto, Medsan firma una reinterpretazione magistrale di una delle saghe manga più celebrate all’inizio del XXI secolo, trasponendo l’universo psicologico di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata nel linguaggio dell’estampa giapponese tradizionale dell’Edo. Questa stampa unica mette in scena il celebre patto funesto tra Light Yagami e lo shinigami Ryuk — due figure emblematiche della pop culture giapponese contemporanea — reimmaginate nello stile dei grandi maestri dell’ukiyo-e del XIX secolo.
La magia della composizione risiede in questa vertigginosa trasposizione temporale. In primo piano, il giovane Kira in kimono scuro, il tradizionale cappello di paglia (sandogasa) a proteggere il suo sguardo deciso dalla pioggia battente, annota con concentrazione i nomi maledetti nel suo Death Note — quel taccuino della morte il cui potere soprannaturale può uccidere chiunque vi appaia scritto il proprio nome. La moltitudine di penne tra le dita dialoga con i caratteri giapponesi (デスノート) inscritti sulla copertina del carnet. Alcune mele nere — quei frutti così cari a Ryuk — cospargono il lastrico bagnato ai suoi piedi, abbandonate come offerte al dio della morte. Sullo sfondo, appollaiato sulla palizzata di una vecchia strada di Edo, Ryuk in persona si china sull’episodio — silhouette scheletrica dai lunghi capelli neri, mascella spaventosa, sorriso malizioso teso in una smorfia, occhi di un rosso sangue che squarciano la notte piovosa. Lo shinigami, spirito della morte nella mitologia giapponese, osserva il suo protetto umano con quel misto caratteristico di humour cinico e distacco millenario.
L’impatto della composizione è magistralmente valorizzato da un trattamento pittorico che riproduce fedelmente i codici grafici dell’ukiyo-e del XIX secolo — tratto nero deciso, campiture di colore limitate, tratteggio meticoloso dei capelli e dei tessuti, lanterne di carta (chochin) sospese lungo l’angusta viuzza notturna. La palette dominante — blu di Prussia intensi della pioggia e del cielo, grigio ardesia dei lastricati bagnati, beige del cappello di paglia e ocra dorati delle lanterne, colpi di rosso sangue per gli occhi dello shinigami e l’hanko sulla mela — crea un’atmosfera crepuscolare che trasuda autenticità storica. La carta washi patinata dai bordi leggermente ingialliti simula alla perfezione l’aspetto delle stampe invecchiate dai secoli. Il tradizionale cartiglio verticale in alto a destra, che ospita il titolo
