Bartolomeo Pinelli - Mitologia illustrata - 1897

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Bartolomeo Pinelli, Mitologia illustrata. Introduzione e testo descrittivo di Angelo de Gubernatis. Roma, Maussier e Maruca, 1987. Legatura editoriale in tela con medaglione applicato. lllustrazioni di Barolomeo Pinelli. Tracce del tempo alla copertina - 2 quinterni staccati - diffuse fioriture. In asta senza riserva!

Bartolomeo Pinelli (Roma, 20 novembre 1781 – Roma, 1º aprile 1835) è stato un incisore, pittore e ceramista italiano.


Bartolomeo Pinelli
Artista grafico estremamente prolifico, secondo recenti stime avrebbe prodotto circa quattromila incisioni e diecimila disegni[1].

Nelle sue stampe illustrò i costumi dei popoli italiani, i grandi capolavori della letteratura (Eneide, Divina Commedia, Orlando furioso, Gerusalemme liberata, Don Chisciotte della Mancia, Manzoni), e soggetti della storia romana, greca, napoleonica eccetera. Il tema in generale più ricorrente è Roma, i suoi abitanti, i suoi monumenti, la città antica e quella a lui contemporanea. Egli ebbe fra i propri allievi il noto ritrattista goriziano Giuseppe Tominz.

La sua opera di illustratore possiede, oltre all'intrinseco valore artistico, un rilevante significato documentario per l'etnografia di Roma, dell'Italia e della Svizzera[2].

Biografia

Busto commemorativo di B. Pinelli a Trastevere

La dea Roma ed il Re di Roma, Museo napoleonico di Roma

Affresco nella Villa Villoresi di Sesto Fiorentino

Giocatori di morra

Vera Trasteverina

Raccolta dei Costumi del Regno di Napoli:
"Costume di Napoli"

Bagnanti

Frontespizio della raccolta di 15 Costumi della Svizzera

Piazza di S. Cosimato in Trastevere

Enea e il dio Tiberino
Nacque a Roma il 20 novembre 1781, da Giovanni Battista e Francesca Gianfarani, in un edificio del rione di Trastevere oggi non più esistente, ma in corrispondenza del quale si trovano una lapide ed un busto bronzeo in suo onore.

Suo padre era un modellatore di statue devozionali, e lo avviò all'arte della manipolazione della ceramica. Tuttavia le sue capacità nel campo della figurazione si sarebbero esplicate soprattutto attraverso le tecniche dell'incisione, del disegno e della pittura. Si formò prima all'Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove la famiglia si era trasferita nel 1792, e poi all'Accademia di San Luca a Roma, dove era tornato nel 1799. Nello stesso 1799 cominciò la collaborazione con Franz Kaisermann, per il quale dipinse le figure delle sue vedute all'acquerello. Nel frattempo diede inizio ai suoi studi, sbocciati poi (1807) nell'Album di trentasei acquerelli di Scene e Costumi di Roma e del Lazio.

Quanto al suo aspetto fisico e alle sue abitudini comportamentali, così scrisse di lui un contemporaneo:

«Fu Bartolomeo Pinelli di media statura, di fisonomia e di portamento vivaci; portò folta la capigliatura che a lunghi boccoli gli incorniciava il viso e gli scendeva inanellata dinanzi [...]; i tratti del viso ebbe marcati, ma regolari, e non portò che i piccoli mustacchi come appare anche nel suo busto che fu posto al Pincio. Di costumi fu bizzarro, amante anche troppo dello scherzo. Vestì negligentemente a modo del popolo e lo si vide sempre girare per Roma accompagnato da due grandi mastini e munito di mazza che aveva per pomo una figura di bronzo. Era facile all'ira quantunque fosse di consueto allegro e faceto; fu scettico [leggi: ateo] come molti degli uomini di ingegno del suo tempo e fu patriota a suo modo, cioè innamorato di Roma antica, nella quale concentrò tutti i suoi affetti»
(David Silvagni, La corte e la società romana nei secoli XVII e XIX, Roma, Forzani & C. Tipografi del Senato, 1881-4, voll. 3, vol. III, p. 395)

Del 1809 è la sua prima serie di incisioni dal titolo Raccolta di cinquanta costumi pittoreschi incisi all'acquaforte. Fu probabilmente nello stesso anno che contrasse il matrimonio con Mariangela Gatti, avvenuto con rito repubblicano e dal quale nacquero una figlia femmina, forse morta in giovane età e di cui non si conoscono nemmeno gli estremi anagrafici, e un maschio, Achille. Nel 1816 realizzò le illustrazioni per la Storia Romana e nel 1821 quelle per la Storia Greca. Tra il 1822 e il 1823 realizzò le cinquantadue tavole per il Meo Patacca. Oltre al repertorio di immagini dedicate ai costumi romani, Pinelli divenne noto per aver illustrato numerosi libri, realizzando cicli ispirati a Iliade, Odissea, Eneide e alla mitologia greco-romana in generale: opere che maggiormente rivelano l'impronta del neoclassicismo.

Il 25 agosto 1834, per la sua indifferenza al precetto pasquale, ricevette con disprezzo l'interdetto.

Morì povero il 1º aprile del 1835, lasciando incompleta l'illustrazione del Maggio romanesco di Giovanni Camillo Peresio.

Bartolomeo Pinelli, Mitologia illustrata. Introduzione e testo descrittivo di Angelo de Gubernatis. Roma, Maussier e Maruca, 1987. Legatura editoriale in tela con medaglione applicato. lllustrazioni di Barolomeo Pinelli. Tracce del tempo alla copertina - 2 quinterni staccati - diffuse fioriture. In asta senza riserva!

Bartolomeo Pinelli (Roma, 20 novembre 1781 – Roma, 1º aprile 1835) è stato un incisore, pittore e ceramista italiano.


Bartolomeo Pinelli
Artista grafico estremamente prolifico, secondo recenti stime avrebbe prodotto circa quattromila incisioni e diecimila disegni[1].

Nelle sue stampe illustrò i costumi dei popoli italiani, i grandi capolavori della letteratura (Eneide, Divina Commedia, Orlando furioso, Gerusalemme liberata, Don Chisciotte della Mancia, Manzoni), e soggetti della storia romana, greca, napoleonica eccetera. Il tema in generale più ricorrente è Roma, i suoi abitanti, i suoi monumenti, la città antica e quella a lui contemporanea. Egli ebbe fra i propri allievi il noto ritrattista goriziano Giuseppe Tominz.

La sua opera di illustratore possiede, oltre all'intrinseco valore artistico, un rilevante significato documentario per l'etnografia di Roma, dell'Italia e della Svizzera[2].

Biografia

Busto commemorativo di B. Pinelli a Trastevere

La dea Roma ed il Re di Roma, Museo napoleonico di Roma

Affresco nella Villa Villoresi di Sesto Fiorentino

Giocatori di morra

Vera Trasteverina

Raccolta dei Costumi del Regno di Napoli:
"Costume di Napoli"

Bagnanti

Frontespizio della raccolta di 15 Costumi della Svizzera

Piazza di S. Cosimato in Trastevere

Enea e il dio Tiberino
Nacque a Roma il 20 novembre 1781, da Giovanni Battista e Francesca Gianfarani, in un edificio del rione di Trastevere oggi non più esistente, ma in corrispondenza del quale si trovano una lapide ed un busto bronzeo in suo onore.

Suo padre era un modellatore di statue devozionali, e lo avviò all'arte della manipolazione della ceramica. Tuttavia le sue capacità nel campo della figurazione si sarebbero esplicate soprattutto attraverso le tecniche dell'incisione, del disegno e della pittura. Si formò prima all'Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove la famiglia si era trasferita nel 1792, e poi all'Accademia di San Luca a Roma, dove era tornato nel 1799. Nello stesso 1799 cominciò la collaborazione con Franz Kaisermann, per il quale dipinse le figure delle sue vedute all'acquerello. Nel frattempo diede inizio ai suoi studi, sbocciati poi (1807) nell'Album di trentasei acquerelli di Scene e Costumi di Roma e del Lazio.

Quanto al suo aspetto fisico e alle sue abitudini comportamentali, così scrisse di lui un contemporaneo:

«Fu Bartolomeo Pinelli di media statura, di fisonomia e di portamento vivaci; portò folta la capigliatura che a lunghi boccoli gli incorniciava il viso e gli scendeva inanellata dinanzi [...]; i tratti del viso ebbe marcati, ma regolari, e non portò che i piccoli mustacchi come appare anche nel suo busto che fu posto al Pincio. Di costumi fu bizzarro, amante anche troppo dello scherzo. Vestì negligentemente a modo del popolo e lo si vide sempre girare per Roma accompagnato da due grandi mastini e munito di mazza che aveva per pomo una figura di bronzo. Era facile all'ira quantunque fosse di consueto allegro e faceto; fu scettico [leggi: ateo] come molti degli uomini di ingegno del suo tempo e fu patriota a suo modo, cioè innamorato di Roma antica, nella quale concentrò tutti i suoi affetti»
(David Silvagni, La corte e la società romana nei secoli XVII e XIX, Roma, Forzani & C. Tipografi del Senato, 1881-4, voll. 3, vol. III, p. 395)

Del 1809 è la sua prima serie di incisioni dal titolo Raccolta di cinquanta costumi pittoreschi incisi all'acquaforte. Fu probabilmente nello stesso anno che contrasse il matrimonio con Mariangela Gatti, avvenuto con rito repubblicano e dal quale nacquero una figlia femmina, forse morta in giovane età e di cui non si conoscono nemmeno gli estremi anagrafici, e un maschio, Achille. Nel 1816 realizzò le illustrazioni per la Storia Romana e nel 1821 quelle per la Storia Greca. Tra il 1822 e il 1823 realizzò le cinquantadue tavole per il Meo Patacca. Oltre al repertorio di immagini dedicate ai costumi romani, Pinelli divenne noto per aver illustrato numerosi libri, realizzando cicli ispirati a Iliade, Odissea, Eneide e alla mitologia greco-romana in generale: opere che maggiormente rivelano l'impronta del neoclassicismo.

Il 25 agosto 1834, per la sua indifferenza al precetto pasquale, ricevette con disprezzo l'interdetto.

Morì povero il 1º aprile del 1835, lasciando incompleta l'illustrazione del Maggio romanesco di Giovanni Camillo Peresio.

Dettagli

Numero di Libri
1
Soggetto
Arte
Titolo del Libro
Mitologia illustrata
Autore/ Illustratore
Bartolomeo Pinelli
Condizione
Buone
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
1897
Altezza
35 cm
Edizione
Edizione illustrata
Larghezza
25 cm
Lingua
Italiano
Lingua originale
Legatura
Copertina rigida
Numero di pagine
504
Venduto da
ItaliaVerificato
1123
Oggetti venduti
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