Charles Pascarel (né en 1936) - Reflet






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Reflet, dipinto acrilico originale di Charles Pascarel (1976), 130 × 97 cm su tela, stile Pop Art, Francia, firmato a mano, venduto da Galerie, edizione originale, buono stato (peso 2000 g).
Descrizione del venditore
Charles Pascarel (1936)
Reflet
Olio su tela firmato sul retro titolato e datato 5/76
130 x 97
Qualche ammaccatura (vedi foto) ma buono stato generale
Charles Pascarel vive e lavora a Parigi. È nato nel 1936 a Pont-l’Abbé (Finistère). La sua infanzia si è svolta tra famiglie affidatarie e orfanotrofi, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, a causa delle sevizie subite dai suoi genitori. Apprendista tipografo agli Orfani di Auteuil, inizia a guadagnarsi da vivere nelle tipografie a 18 anni. Frequentò i marginali del Quartiere Latino e, dopo aver scoperto i libri di Henry Miller, ambì a diventare scrittore. Si è sposato con Rose-Marie Hervéin, hanno una figlia di nome Sylvie e hanno divorziato. Nel 1963 incontra Monique Descamps, con la quale vive una relazione appassionata. Il suo primo romanzo, Massacre du printemps, viene pubblicato nel 1966 dalle éditions du Seuil, su decisione di Jean Cayrol, Claude Durand e Luc de Goustine. Raggiunge un grande successo di critica e viene tradotto in tedesco con il titolo Frühlingsmassaker nel 1967 (e ristampato in pocket nel 2017). Mentre vive in Corrèze, chiede a Mademoiselle Descamps, che ha dato alla luce un ragazzo di nome Nicolas, di raggiungerlo per sposarsi. Il 2 novembre subiscono un grave incidente stradale vicino a Brive-la-Gaillarde. Restano separati per alcuni mesi, prima di ritrovarsi e sposarsi al comune di Brive nel 1967. Da allora vivono insieme a Parigi.
Dopo un secondo romanzo, La Grande Jouasse, comincia a dipingere, incoraggiato da Henri Cueco e dal critico e fondatore della rivista Opus, Gérald Gassiot-Talabot, che lo seleziona per le Mythologies quotidiennes al Palais de Tokyo nel 1977. Più o meno rapidamente entra nel gruppo che verrà chiamato più tardi figurazione narrativa, espone e si fa conoscere praticando una pittura che dice guidata dalla disciplina e dalla spiritualità del zen. Incontra nel 1970 il commissario-azienda Hervé Poulain e intreccia con lui una forte amicizia per 25 anni. Pubblica un terzo romanzo, Maman, presso Calmann-Levy nel 1980, e realizza la locandina delle 24 Ore di Le Mans. All’approssimarsi del ventesimo secolo, smette di dipingere, pubblica un quarto libro, Le Paradis des singes Martin e una raccolta di poesie su iniziativa di Marc Giai-Miniet, Mythologies SDF. Scopre l’informatica e le possibilità creative di Photoshop. Da allora non ha cessato di praticare l’arte digitale e di scrivere ma si è ritirato dall’attualità, cercando nell’arte, nella letteratura e nella contemplazione l’accomplimento della propria esistenza.
Gli sono occorsi 5 anni per scrivere ciò che forse sarà il suo ultimo libro, Manuel de survie en terrain ennemi, che esce a settembre 2017 presso Jacques Flament éditions.
La Bibliothèque nationale de France ha digitalizzato i suoi quattro romanzi pubblicati nel XX secolo (sito Relire [archive])
Charles Pascarel (1936)
Reflet
Olio su tela firmato sul retro titolato e datato 5/76
130 x 97
Qualche ammaccatura (vedi foto) ma buono stato generale
Charles Pascarel vive e lavora a Parigi. È nato nel 1936 a Pont-l’Abbé (Finistère). La sua infanzia si è svolta tra famiglie affidatarie e orfanotrofi, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, a causa delle sevizie subite dai suoi genitori. Apprendista tipografo agli Orfani di Auteuil, inizia a guadagnarsi da vivere nelle tipografie a 18 anni. Frequentò i marginali del Quartiere Latino e, dopo aver scoperto i libri di Henry Miller, ambì a diventare scrittore. Si è sposato con Rose-Marie Hervéin, hanno una figlia di nome Sylvie e hanno divorziato. Nel 1963 incontra Monique Descamps, con la quale vive una relazione appassionata. Il suo primo romanzo, Massacre du printemps, viene pubblicato nel 1966 dalle éditions du Seuil, su decisione di Jean Cayrol, Claude Durand e Luc de Goustine. Raggiunge un grande successo di critica e viene tradotto in tedesco con il titolo Frühlingsmassaker nel 1967 (e ristampato in pocket nel 2017). Mentre vive in Corrèze, chiede a Mademoiselle Descamps, che ha dato alla luce un ragazzo di nome Nicolas, di raggiungerlo per sposarsi. Il 2 novembre subiscono un grave incidente stradale vicino a Brive-la-Gaillarde. Restano separati per alcuni mesi, prima di ritrovarsi e sposarsi al comune di Brive nel 1967. Da allora vivono insieme a Parigi.
Dopo un secondo romanzo, La Grande Jouasse, comincia a dipingere, incoraggiato da Henri Cueco e dal critico e fondatore della rivista Opus, Gérald Gassiot-Talabot, che lo seleziona per le Mythologies quotidiennes al Palais de Tokyo nel 1977. Più o meno rapidamente entra nel gruppo che verrà chiamato più tardi figurazione narrativa, espone e si fa conoscere praticando una pittura che dice guidata dalla disciplina e dalla spiritualità del zen. Incontra nel 1970 il commissario-azienda Hervé Poulain e intreccia con lui una forte amicizia per 25 anni. Pubblica un terzo romanzo, Maman, presso Calmann-Levy nel 1980, e realizza la locandina delle 24 Ore di Le Mans. All’approssimarsi del ventesimo secolo, smette di dipingere, pubblica un quarto libro, Le Paradis des singes Martin e una raccolta di poesie su iniziativa di Marc Giai-Miniet, Mythologies SDF. Scopre l’informatica e le possibilità creative di Photoshop. Da allora non ha cessato di praticare l’arte digitale e di scrivere ma si è ritirato dall’attualità, cercando nell’arte, nella letteratura e nella contemplazione l’accomplimento della propria esistenza.
Gli sono occorsi 5 anni per scrivere ciò che forse sarà il suo ultimo libro, Manuel de survie en terrain ennemi, che esce a settembre 2017 presso Jacques Flament éditions.
La Bibliothèque nationale de France ha digitalizzato i suoi quattro romanzi pubblicati nel XX secolo (sito Relire [archive])
