Autori vari - Oracoli cioè Sentenze et Documenti - 1574

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Il lavoro
Oracoli, cioè Sentenze, e Documenti nobili e illustri è una antologia di saggezza classica, stampata nel 1574 a Venezia da Giacomo Vidali. Il titolo completo ne indica il programma: raccoglie sentenze (sentenze) e passi esemplari dai principali autori ebrei, greci e latini dell’età antica, destinati “all’ornamento e alla conservazione della vita civile e cristiana”. La raccolta si conclude con una selezione degli apoftegmi di Plutarco — brevi e concisi detti dei sovrani, condottieri e filosofi, raccolti stesso da Plutarco nei suoi Moralia e nella Rinascenza incredibilmente popolare come manuale di retorica, formazione e statalmo.

L’esemplare apparve in formato 32° (una piccola misura da tasca di soli 11 × 8 cm), con 16 fogli non numerati più 344 pagine numerate. Questo piccolo formato era tipico dei cosiddetti libri da bisaccia — libri da portare in tasca o in valigia, destinati a consultazioni quotidiane. La legatura in pelle marrone chiaro del XIX secolo con ricca decorazione dorata è un’aggiunta posteriore, tipica dei collezionisti ottocenteschi che volevano mettere in stato adatto le loro cinquecentine.

Il contenuto: uno specchio per sovrani e cittadini
L’opera è elencata come Aa. Vv. (autori vari) — una raccolta senza un singolo autore. Non è un caso: nella seconda metà del XVI secolo il genere della florilegio di sentenze raggiunse il suo culmine in Italia. Scienziati come Paolo Manuzio e, prima di lui, Erasmo da Rotterdam (Adagia, 1500; Apophthegmata, 1531) avevano elevato la raccolta di detti della saggezza classica a una forma letteraria in sé. Queste compilazioni venivano lette da umanisti, cortigiani, avvocati e dispositori di chierici come guide pratiche per la retorica e l’agire morale — una specie di enciclopedia della saggezza citabile.

La scelta di coronare l’opera con i “fiori” (i fiori) degli apoftegmi di Plutarco è molto significativa. Plutarco (ca. 46–127 d.C.) fu, in Rinascimento, uno degli autori antichi tra i più letti; i suoi Apophthegmata Regum et Imperatorum furono originariamente dedicati all’imperatore Traiano e restano una fonte chiave per la mitologia della Sparta e gli exempla virtutis del mondo antico.

L’editore: Giacomo Vidali a Venezia
Giacomo Vidali fu un tipografo veneziano attivo negli anni 1570 e 1580. Faceva parte di una comunità tipografica straordinariamente densa: Venezia fu nel XVI secolo il centro incontrastato della tipografia europea. Quasi la metà di tutte le aziende tipografiche attive in Italia (circa 438 su un totale di 1.650 nel periodo 1465–1600) aveva sede nella laguna. Oltre a grandi nomi come Aldo Manuzio, i Giunti e Gabriele Giolito de’ Ferrari operavano moltissimi stampatori minori come Vidali, che spesso si specializzavano in edizioni economiche e mobili per un vasto pubblico di lettori.

La produzione di Vidali si inserisce in quel che gli storici chiamano la “polverizzazione” del mercato librario veneziano: piccoli ateliers che si occupavano di opere religiose, classici in lingua volgare e compilazioni per l’istruzione e la fondazione. Proprio questi stampatori minori diffusero la cultura umanistica ben al di fuori delle élites, con edizioni in formato tascabile che erano accessibili e commerciabili.

L’importanza di questo libro
Tre ragioni rendono questa edizione particolare:
1. È una cinquecentina — un libro stampato nel XVI secolo — e di conseguenza per definizione di valore bibliografico. Ogni esemplare pervenuto del 1574 è una testimonianza concreta del primo secolo della stampa libraria.
2. Documenta la pratica rinascimentale del florilegio, in cui la saggezza antica veniva selezionata, ordinata e “crociata” per essere utilizzabile in una società cattolica dopo il Concilio di Trento. Il sottotitolo — “per ornamento e conservazione della vita civile e cristiana” — mostra come i classici pagani fossero posti al servizio della cultura educativa controriformistica.
3. È un esempio eloquente dell’influenza di Plutarco sul pensiero europeo. Da Montaigne a Shakespeare, e più tardi fino a Winston Churchill, generazioni di scrittori e statalisti trassero ispirazione dagli stessi apoftegmi che Vidali mise a disposizione del lettore veneziano nel 1574."

Il lavoro
Oracoli, cioè Sentenze, e Documenti nobili e illustri è una antologia di saggezza classica, stampata nel 1574 a Venezia da Giacomo Vidali. Il titolo completo ne indica il programma: raccoglie sentenze (sentenze) e passi esemplari dai principali autori ebrei, greci e latini dell’età antica, destinati “all’ornamento e alla conservazione della vita civile e cristiana”. La raccolta si conclude con una selezione degli apoftegmi di Plutarco — brevi e concisi detti dei sovrani, condottieri e filosofi, raccolti stesso da Plutarco nei suoi Moralia e nella Rinascenza incredibilmente popolare come manuale di retorica, formazione e statalmo.

L’esemplare apparve in formato 32° (una piccola misura da tasca di soli 11 × 8 cm), con 16 fogli non numerati più 344 pagine numerate. Questo piccolo formato era tipico dei cosiddetti libri da bisaccia — libri da portare in tasca o in valigia, destinati a consultazioni quotidiane. La legatura in pelle marrone chiaro del XIX secolo con ricca decorazione dorata è un’aggiunta posteriore, tipica dei collezionisti ottocenteschi che volevano mettere in stato adatto le loro cinquecentine.

Il contenuto: uno specchio per sovrani e cittadini
L’opera è elencata come Aa. Vv. (autori vari) — una raccolta senza un singolo autore. Non è un caso: nella seconda metà del XVI secolo il genere della florilegio di sentenze raggiunse il suo culmine in Italia. Scienziati come Paolo Manuzio e, prima di lui, Erasmo da Rotterdam (Adagia, 1500; Apophthegmata, 1531) avevano elevato la raccolta di detti della saggezza classica a una forma letteraria in sé. Queste compilazioni venivano lette da umanisti, cortigiani, avvocati e dispositori di chierici come guide pratiche per la retorica e l’agire morale — una specie di enciclopedia della saggezza citabile.

La scelta di coronare l’opera con i “fiori” (i fiori) degli apoftegmi di Plutarco è molto significativa. Plutarco (ca. 46–127 d.C.) fu, in Rinascimento, uno degli autori antichi tra i più letti; i suoi Apophthegmata Regum et Imperatorum furono originariamente dedicati all’imperatore Traiano e restano una fonte chiave per la mitologia della Sparta e gli exempla virtutis del mondo antico.

L’editore: Giacomo Vidali a Venezia
Giacomo Vidali fu un tipografo veneziano attivo negli anni 1570 e 1580. Faceva parte di una comunità tipografica straordinariamente densa: Venezia fu nel XVI secolo il centro incontrastato della tipografia europea. Quasi la metà di tutte le aziende tipografiche attive in Italia (circa 438 su un totale di 1.650 nel periodo 1465–1600) aveva sede nella laguna. Oltre a grandi nomi come Aldo Manuzio, i Giunti e Gabriele Giolito de’ Ferrari operavano moltissimi stampatori minori come Vidali, che spesso si specializzavano in edizioni economiche e mobili per un vasto pubblico di lettori.

La produzione di Vidali si inserisce in quel che gli storici chiamano la “polverizzazione” del mercato librario veneziano: piccoli ateliers che si occupavano di opere religiose, classici in lingua volgare e compilazioni per l’istruzione e la fondazione. Proprio questi stampatori minori diffusero la cultura umanistica ben al di fuori delle élites, con edizioni in formato tascabile che erano accessibili e commerciabili.

L’importanza di questo libro
Tre ragioni rendono questa edizione particolare:
1. È una cinquecentina — un libro stampato nel XVI secolo — e di conseguenza per definizione di valore bibliografico. Ogni esemplare pervenuto del 1574 è una testimonianza concreta del primo secolo della stampa libraria.
2. Documenta la pratica rinascimentale del florilegio, in cui la saggezza antica veniva selezionata, ordinata e “crociata” per essere utilizzabile in una società cattolica dopo il Concilio di Trento. Il sottotitolo — “per ornamento e conservazione della vita civile e cristiana” — mostra come i classici pagani fossero posti al servizio della cultura educativa controriformistica.
3. È un esempio eloquente dell’influenza di Plutarco sul pensiero europeo. Da Montaigne a Shakespeare, e più tardi fino a Winston Churchill, generazioni di scrittori e statalisti trassero ispirazione dagli stessi apoftegmi che Vidali mise a disposizione del lettore veneziano nel 1574."

Dettagli

Numero di Libri
1
Soggetto
Filosofia, Letteratura
Titolo del Libro
Oracoli cioè Sentenze et Documenti
Autore/ Illustratore
Autori vari
Condizione
Molto buone
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
1574
Altezza
11 cm
Edizione
1° edizione in questo formato
Larghezza
8 cm
Lingua
Italiano
Lingua originale
No
Editore
Venetië
Legatura
Mezza pelle
Numero di pagine
360
BelgioVerificato
10
Oggetti venduti
Privato

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