Ferdowsi - Le Shahnameh de Hougton (2vol) - 1981





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Vol. 1 : xviii, 293 p. + 1 planche volante. Vol. 2 : ix, [2], 545, [1] p. Rilegatura in tela blu avancé con dorature e motivi elaborati sui piatti, titolo dorato ed etichette in pelle rossa sui dorsi. Trance dorate. Tiratura limitata a 750 esemplari non numerati, stampati in Monotype Bembo inglese su carta di lino spesso (vol. 1) e su carta pergamena Caledonia (vol. 2). Il primo volume comprende 21 tavole fac-simile a pagina intera, riprodotte in collotipia a colori con sovrapposizione dorata (di cui una tavola volante a colori inserita all’inizio dell’opera). Il secondo volume contiene una tavola a colori supplementare in frontespizio e 269 tavole in collotipo seppia. Senza astuccio originale, ma con la tavola volante a colori* inserita all’inizio dell’opera. Lo Shanameh, poema epico scritto da Ferdowsi tra il 977 e il 1010, è considerato l’epopea nazionale del popolo persiano. Composto da 50 000 distici, è il poema epico più lungo scritto da un solo autore. Il manoscrits illuminato noto come Shanameh di Houghton (o Shahnameh di Shah Tahmasp) è tra i più famosi e probabilmente tra i meglio illustrati dell’opera. È considerato contenere alcuni degli esempi più sontuosi e riconosciuti della pittura miniaturistica persiana. La creazione del manoscritto probabilmente iniziò negli anni 1520 presso l’atelier reale di Tabriz, su ordine di Shah Ismaïl Ier della Persia safavide, e fu completata sotto il regno di suo figlio Tahmasp Ier, verso il 1530. Al suo completamento, conteneva 759 pagine, delle quali 258 erano miniature, create da un gran numero di artisti tra i più talentuosi dell’epoca, alcuni dei quali identificati, tra cui Mir Sayyid Ali, Sultan Mohammad, Mizra-Ali (figlio di Sultan Mohammad), Aqa Mirak, Mir Musavvir, Dust Muhammad e probabilmente Abd al-Samad. Anni dopo, nel 1568, il manoscritto fu donato al sultano ottomano Selim II. Dopo la caduta dell’Impero ottomano, entrò nella collezione di Edmond James de Rothschild, poi fu acquistato dall’imprenditore americano Arthur Houghton Jr. Il primo volume di questa opera propone un’analisi approfondita dell’opera da parte degli studiosi della storia persiana e dell’arte islamica Martin Bernard Dickson e Stuart Cary Welch. Questo testo esamina il contenuto letterario dell’epopea e il suo autore, nonché la storia del manoscritto del Shahnameh di Houghton stesso, includendo una descrizione dettagliata e una presentazione dei numerosi artisti che vi hanno contribuito. Il volume è illustrato da 21 esempi di pagine illuminate del manoscritto, magnificamente riprodotte in fac-simile a colori in collotipia, misuranti ciascuna 11 3/4 × 17 pollici. 3/4 pollici (bordure dorate punteggiate comprese). La tavola, inserita sul recto, è protetta da una tasca di carta piegata, con una didascalia stampata. Tutte le altre tavole a colori rilegati sono protette da una foglia di carta velina, ciascuna accompagnata da una didascalia stampata. Inoltre, il volume è riccamente illustrato da numerose riproduzioni fotografiche in bianco e nero di tavole e immagini, sia a piena pagina che miniature integrate nel testo. È inclusa anche una tabella dei contenuti, un elenco delle illustrazioni e un indice dettagliato. Il secondo volume presenta in frontespizio l’ultima tavola a colori, riproducente l’ex libris della Rosetta del Shah Tahmaspe il Safavide, tratto dal manoscritto. Seguono 269 riproduzioni in collotipo seppia a piena pagina di tavole del manoscritto, presentate in ordine. Ogni tavola è accompagnata da un testo a fronte, contenente una descrizione e un’analisi dettagliate del suo contenuto. Copertine con qualche graffio e/o macchia minore. Interni puliti e dai colori vividi. Rilegature in ottime condizioni, interni in eccellente stato generale.
Vol. 1 : xviii, 293 p. + 1 planche volante. Vol. 2 : ix, [2], 545, [1] p. Rilegatura in tela blu avancé con dorature e motivi elaborati sui piatti, titolo dorato ed etichette in pelle rossa sui dorsi. Trance dorate. Tiratura limitata a 750 esemplari non numerati, stampati in Monotype Bembo inglese su carta di lino spesso (vol. 1) e su carta pergamena Caledonia (vol. 2). Il primo volume comprende 21 tavole fac-simile a pagina intera, riprodotte in collotipia a colori con sovrapposizione dorata (di cui una tavola volante a colori inserita all’inizio dell’opera). Il secondo volume contiene una tavola a colori supplementare in frontespizio e 269 tavole in collotipo seppia. Senza astuccio originale, ma con la tavola volante a colori* inserita all’inizio dell’opera. Lo Shanameh, poema epico scritto da Ferdowsi tra il 977 e il 1010, è considerato l’epopea nazionale del popolo persiano. Composto da 50 000 distici, è il poema epico più lungo scritto da un solo autore. Il manoscrits illuminato noto come Shanameh di Houghton (o Shahnameh di Shah Tahmasp) è tra i più famosi e probabilmente tra i meglio illustrati dell’opera. È considerato contenere alcuni degli esempi più sontuosi e riconosciuti della pittura miniaturistica persiana. La creazione del manoscritto probabilmente iniziò negli anni 1520 presso l’atelier reale di Tabriz, su ordine di Shah Ismaïl Ier della Persia safavide, e fu completata sotto il regno di suo figlio Tahmasp Ier, verso il 1530. Al suo completamento, conteneva 759 pagine, delle quali 258 erano miniature, create da un gran numero di artisti tra i più talentuosi dell’epoca, alcuni dei quali identificati, tra cui Mir Sayyid Ali, Sultan Mohammad, Mizra-Ali (figlio di Sultan Mohammad), Aqa Mirak, Mir Musavvir, Dust Muhammad e probabilmente Abd al-Samad. Anni dopo, nel 1568, il manoscritto fu donato al sultano ottomano Selim II. Dopo la caduta dell’Impero ottomano, entrò nella collezione di Edmond James de Rothschild, poi fu acquistato dall’imprenditore americano Arthur Houghton Jr. Il primo volume di questa opera propone un’analisi approfondita dell’opera da parte degli studiosi della storia persiana e dell’arte islamica Martin Bernard Dickson e Stuart Cary Welch. Questo testo esamina il contenuto letterario dell’epopea e il suo autore, nonché la storia del manoscritto del Shahnameh di Houghton stesso, includendo una descrizione dettagliata e una presentazione dei numerosi artisti che vi hanno contribuito. Il volume è illustrato da 21 esempi di pagine illuminate del manoscritto, magnificamente riprodotte in fac-simile a colori in collotipia, misuranti ciascuna 11 3/4 × 17 pollici. 3/4 pollici (bordure dorate punteggiate comprese). La tavola, inserita sul recto, è protetta da una tasca di carta piegata, con una didascalia stampata. Tutte le altre tavole a colori rilegati sono protette da una foglia di carta velina, ciascuna accompagnata da una didascalia stampata. Inoltre, il volume è riccamente illustrato da numerose riproduzioni fotografiche in bianco e nero di tavole e immagini, sia a piena pagina che miniature integrate nel testo. È inclusa anche una tabella dei contenuti, un elenco delle illustrazioni e un indice dettagliato. Il secondo volume presenta in frontespizio l’ultima tavola a colori, riproducente l’ex libris della Rosetta del Shah Tahmaspe il Safavide, tratto dal manoscritto. Seguono 269 riproduzioni in collotipo seppia a piena pagina di tavole del manoscritto, presentate in ordine. Ogni tavola è accompagnata da un testo a fronte, contenente una descrizione e un’analisi dettagliate del suo contenuto. Copertine con qualche graffio e/o macchia minore. Interni puliti e dai colori vividi. Rilegature in ottime condizioni, interni in eccellente stato generale.

