Jacques Halbert - Cerises fondues






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Cerises fondues, gouache su carta di Jacques Halbert (nato nel 1955), periodo 1970–1980, Francia, 24,5 × 33 cm, non firmato, edizione originale, in ottime condizioni, venduto da Galerie.
Descrizione del venditore
Jacques Halbert (nato nel 1955)
Ciliegie fusa
Gessetto su carta
24,5 x 33 cm
Jacques Halbert è nato nel 1955 a Bourgueil.
Vive e lavora a Candes Saint Martin nella Valle della Loira.
Gli anni delle prime esperienze
Studente all’École des Beaux-Arts di Bourges, Jacques Halbert dipinge le sue prime ciliegie nello spazio pubblico su una transenna lunga oltre 40 metri. Nello stesso anno, si reca molto spesso a Parigi per incontrare la scena artistica. Vestito da chef, si conosce ai vernissage vendendo piccole tele e tarte alle ciliegie in una cassetta che porta alla sua taglia. Tale atteggiamento gli permette di avvicinarsi a molti artisti (Ben Vautier, Raymond Hains, Andre Cadere, Catherine e Jacques Pineau, ecc.) ed essere invitato alla FIAC nel 1976. In tale occasione, Jacques Halbert crea la Galerie Cerise, un triciclo trasformato in galleria ambulante.
Gli anni americani
Nel 1978, Jacques Halbert si reca per la prima volta negli Stati Uniti invitato a partecipare alla fiera di Washington. Durante quel soggiorno scopre New York e incontra l’artista Jean Dupuy che lo aiuta a stabilirsi lì. Jean Dupuy lo fa entrare in contatto con tutta la scena artistica d’avanguardia, con i membri di Fluxus e artisti emergenti come Keith Haring. Jacques Halbert partecipa a numerose performance e vive gli ultimi anni di La Collective Consciouness. Espone presso le gallerie newyorkesi Gracie Mansion e Emily Harvey. Nel 1985, similmente a FOOD di Gordon Matta-Clark e alla Eat Art Galerie di Daniel Spoerri, Jacques Halbert apre e dirige per 5 anni The Art Café nel East Village. Nel 1990, Jacques Halbert lascia New York per concentrarsi esclusivamente sulla sua opera. Visse inizialmente in Florida per alcuni anni, poi a Los Angeles, vivendo l’esperienza delle due coste americane. Nel 1999, al ritorno a New York, fonda Magnifik Gallery a Williamsburg mentre prosegue il lavoro che è oggetto di esposizioni negli USA e in Europa.
Il ritorno in Francia
Qualche mese dopo l’11 settembre 2001, Jacques Halbert lascia New York e si trasferisce a Candes-Saint-Martin, in Toureno. Negli ultimi 20 anni, la sua opera è oggetto di esposizioni e retrospettive in centri d’arte: Le Creux de l’Enfer a Thiers, Le Centre de Création Contemporaine a Tours, La chapelle de Genneteil a Château-Gontier, ecc… tra cui l’ultima nel 2020 al castello di Montsoreau-Musée d’art contemporain. Le opere di Jacques Halbert sono presenti anche in collezioni pubbliche come il Centre National des Arts Plastiques, il Musée d’art di Nantes, Emily Harvey Foundation a New York, le Artothèques di Caen e di Angers, il FRAC Auvergne, …
Da oltre 45 anni, la ciliegia è un motivo ricorrente nella sua opera, segnato da due linee guida: pittura e performance.
Nel 2021, il castello di Montsoreau-Musée d’art contemporain pubblica « Autoritratto », un libro nel quale oltre trenta artisti, critici e storici dell’arte delineano il ritratto dell’artista (Daniel Dezeuze, ORLAN, Ben Vautier, Mathieu Mercier, Fabrice Hyber, Claire Chevrier, Patrick Tosani, Olivier Mosset, …).
Jacques Halbert (nato nel 1955)
Ciliegie fusa
Gessetto su carta
24,5 x 33 cm
Jacques Halbert è nato nel 1955 a Bourgueil.
Vive e lavora a Candes Saint Martin nella Valle della Loira.
Gli anni delle prime esperienze
Studente all’École des Beaux-Arts di Bourges, Jacques Halbert dipinge le sue prime ciliegie nello spazio pubblico su una transenna lunga oltre 40 metri. Nello stesso anno, si reca molto spesso a Parigi per incontrare la scena artistica. Vestito da chef, si conosce ai vernissage vendendo piccole tele e tarte alle ciliegie in una cassetta che porta alla sua taglia. Tale atteggiamento gli permette di avvicinarsi a molti artisti (Ben Vautier, Raymond Hains, Andre Cadere, Catherine e Jacques Pineau, ecc.) ed essere invitato alla FIAC nel 1976. In tale occasione, Jacques Halbert crea la Galerie Cerise, un triciclo trasformato in galleria ambulante.
Gli anni americani
Nel 1978, Jacques Halbert si reca per la prima volta negli Stati Uniti invitato a partecipare alla fiera di Washington. Durante quel soggiorno scopre New York e incontra l’artista Jean Dupuy che lo aiuta a stabilirsi lì. Jean Dupuy lo fa entrare in contatto con tutta la scena artistica d’avanguardia, con i membri di Fluxus e artisti emergenti come Keith Haring. Jacques Halbert partecipa a numerose performance e vive gli ultimi anni di La Collective Consciouness. Espone presso le gallerie newyorkesi Gracie Mansion e Emily Harvey. Nel 1985, similmente a FOOD di Gordon Matta-Clark e alla Eat Art Galerie di Daniel Spoerri, Jacques Halbert apre e dirige per 5 anni The Art Café nel East Village. Nel 1990, Jacques Halbert lascia New York per concentrarsi esclusivamente sulla sua opera. Visse inizialmente in Florida per alcuni anni, poi a Los Angeles, vivendo l’esperienza delle due coste americane. Nel 1999, al ritorno a New York, fonda Magnifik Gallery a Williamsburg mentre prosegue il lavoro che è oggetto di esposizioni negli USA e in Europa.
Il ritorno in Francia
Qualche mese dopo l’11 settembre 2001, Jacques Halbert lascia New York e si trasferisce a Candes-Saint-Martin, in Toureno. Negli ultimi 20 anni, la sua opera è oggetto di esposizioni e retrospettive in centri d’arte: Le Creux de l’Enfer a Thiers, Le Centre de Création Contemporaine a Tours, La chapelle de Genneteil a Château-Gontier, ecc… tra cui l’ultima nel 2020 al castello di Montsoreau-Musée d’art contemporain. Le opere di Jacques Halbert sono presenti anche in collezioni pubbliche come il Centre National des Arts Plastiques, il Musée d’art di Nantes, Emily Harvey Foundation a New York, le Artothèques di Caen e di Angers, il FRAC Auvergne, …
Da oltre 45 anni, la ciliegia è un motivo ricorrente nella sua opera, segnato da due linee guida: pittura e performance.
Nel 2021, il castello di Montsoreau-Musée d’art contemporain pubblica « Autoritratto », un libro nel quale oltre trenta artisti, critici e storici dell’arte delineano il ritratto dell’artista (Daniel Dezeuze, ORLAN, Ben Vautier, Mathieu Mercier, Fabrice Hyber, Claire Chevrier, Patrick Tosani, Olivier Mosset, …).
