Popolo Batak - Antico Pustaha - 1857





Aggiungi ai tuoi preferiti per ricevere un avviso quando inizia l'asta.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 135164 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Descrizione del venditore
Antico Pustaha (chiamato anche Pustaka), un libro magico-rituale e di divinazione tipico della cultura del popolo Batak, un'etnia dell'isola di Sumatra, in Indonesia (in particolare della regione intorno al Lago Toba).
Le pagine (Laklak): Non sono di carta comune, ma sono realizzate con la corteccia interna dell'albero alim.
La rilegatura: Le due estremità della corteccia sono incollate o fissate a due copertine rigide in legno (lampak), spesso decorate o intagliate (a volte con figure di gechi o lucertole, simboli della divinità della terra).
Il testo è scritto in caratteri Batak, un alfabeto sillabico di origine indiana (derivato dall'antica scrittura Brahmi). La lingua utilizzata in questi libri è l'hata poda, un linguaggio arcaico e rituale accessibile solo ai sacerdoti.
Questi libri erano i quaderni personali e i ricettari del Datu (il sacerdote-sciamano, guaritore e mago della comunità).
Le quattro creature scolpite nei quadranti sono gechi o lucertole, una delle figure mitologiche più importanti per i Batak, legata alla divinità della terra: Boraspati ni Tano.
Il medaglione inserito al centro della copertina è una moneta coloniale in rame da 1 Cent delle Indie Orientali Olandesi (Nederlandsch Indië), datata precisamente 1857.
Il venditore si racconta
Antico Pustaha (chiamato anche Pustaka), un libro magico-rituale e di divinazione tipico della cultura del popolo Batak, un'etnia dell'isola di Sumatra, in Indonesia (in particolare della regione intorno al Lago Toba).
Le pagine (Laklak): Non sono di carta comune, ma sono realizzate con la corteccia interna dell'albero alim.
La rilegatura: Le due estremità della corteccia sono incollate o fissate a due copertine rigide in legno (lampak), spesso decorate o intagliate (a volte con figure di gechi o lucertole, simboli della divinità della terra).
Il testo è scritto in caratteri Batak, un alfabeto sillabico di origine indiana (derivato dall'antica scrittura Brahmi). La lingua utilizzata in questi libri è l'hata poda, un linguaggio arcaico e rituale accessibile solo ai sacerdoti.
Questi libri erano i quaderni personali e i ricettari del Datu (il sacerdote-sciamano, guaritore e mago della comunità).
Le quattro creature scolpite nei quadranti sono gechi o lucertole, una delle figure mitologiche più importanti per i Batak, legata alla divinità della terra: Boraspati ni Tano.
Il medaglione inserito al centro della copertina è una moneta coloniale in rame da 1 Cent delle Indie Orientali Olandesi (Nederlandsch Indië), datata precisamente 1857.

