Signed; Stephen Shore - Vehiculaire Et Vernaculaire - 2024





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Vehiculaire et Vernaculaire, firmato dall autore Stephen Shore, è un libro fotografico in francese rilegato di 190 pagine, pubblicato nel 2024 da Xavier Barral, formato 28 x 23 cm, prima edizione.
Descrizione del venditore
Stephen Shore ha trascorso tutta la sua vita a fotografare i paesaggi rurali e urbani del suo paese e a documentarne l’evoluzione. Pubblicato in occasione di una grande mostra retrospettiva a Parigi, questo libro affronta il lavoro di Shore attraverso un prisma inedito: quello veicolare.
Figura di punta della scena statunitense, Stephen Shore ha trascorso la vita a fotografare i paesaggi rurali e urbani del suo paese e a documentarne l’evoluzione. Pubblicato in occasione di una grande mostra retrospettiva a Parigi, questo libro affronta il lavoro di Shore attraverso un prisma inedito: quello veicolare. Mostra come lo stesso fotografo abbia utilizzato i diversi mezzi di locomozione (auto, treno, aereo e persino drone) per esplorare, visitare e sperimentare il territorio, e come i suoi viaggi abbiano modellato il suo lavoro. Il territorio, tema principale della fotografia statunitense a causa della geografia così particolare del paese e dei suoi grandi spazi, è intimamente legato alla società americana stessa.
Dalla sua prima serie in bianco e nero, Los Angeles nel 1969, fino ai famosi American Surfaces e Uncommon Places, Stephen Shore accorda un posto importante all’automobile, che passa da semplice soggetto a mezzo fotografico. La macchina sarà sempre utilizzata per la fotografia, e questa rilettura dell’opera di Shore mira a osservare come il vernacolare americano, lo stile di vita degli americani, venga reso visibile da Stephen Shore grazie al veicolo. L’opera esplora una decina di serie importanti fino al lavoro più recente. Il fotografo si è impegnato in un continuo sperimentare, in particolare utilizzando il drone negli anni 2020 per testimoniare le tracce dell’urbanistica che plasmano nuovi spazi. Le immagini del libro sono accompagnate da un’intervista inedita tra Clément Chéroux, direttore della Fondazione Henri Cartier-Bresson, e Stephen Shore, che apporterà una nuova luce sul lavoro del fotografo.
Stephen Shore ha trascorso tutta la sua vita a fotografare i paesaggi rurali e urbani del suo paese e a documentarne l’evoluzione. Pubblicato in occasione di una grande mostra retrospettiva a Parigi, questo libro affronta il lavoro di Shore attraverso un prisma inedito: quello veicolare.
Figura di punta della scena statunitense, Stephen Shore ha trascorso la vita a fotografare i paesaggi rurali e urbani del suo paese e a documentarne l’evoluzione. Pubblicato in occasione di una grande mostra retrospettiva a Parigi, questo libro affronta il lavoro di Shore attraverso un prisma inedito: quello veicolare. Mostra come lo stesso fotografo abbia utilizzato i diversi mezzi di locomozione (auto, treno, aereo e persino drone) per esplorare, visitare e sperimentare il territorio, e come i suoi viaggi abbiano modellato il suo lavoro. Il territorio, tema principale della fotografia statunitense a causa della geografia così particolare del paese e dei suoi grandi spazi, è intimamente legato alla società americana stessa.
Dalla sua prima serie in bianco e nero, Los Angeles nel 1969, fino ai famosi American Surfaces e Uncommon Places, Stephen Shore accorda un posto importante all’automobile, che passa da semplice soggetto a mezzo fotografico. La macchina sarà sempre utilizzata per la fotografia, e questa rilettura dell’opera di Shore mira a osservare come il vernacolare americano, lo stile di vita degli americani, venga reso visibile da Stephen Shore grazie al veicolo. L’opera esplora una decina di serie importanti fino al lavoro più recente. Il fotografo si è impegnato in un continuo sperimentare, in particolare utilizzando il drone negli anni 2020 per testimoniare le tracce dell’urbanistica che plasmano nuovi spazi. Le immagini del libro sono accompagnate da un’intervista inedita tra Clément Chéroux, direttore della Fondazione Henri Cartier-Bresson, e Stephen Shore, che apporterà una nuova luce sul lavoro del fotografo.

