Splendido Reliquiario Kota - Gabon (Senza prezzo di riserva)





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Superbe Reliquaire Kota, legno, Gabon, provenienza Collezione privata, fornito con supporto, in ottime condizioni, autenticità riproduzione.
Descrizione del venditore
I Kota avevano un tempo l'usanza di lasciare i loro morti esposti agli elementi, nel cuore della foresta.
Sotto l'influenza di popoli vicini, cominciarono progressivamente a seppellire i loro capi.
In seguito, scavarono i loro ossa, principalmente il cranio, al fine di deporle in scatole di corteccia o in cesti di vimini chiamati bwété, sormontati da una scultura protettiva.
Di questi reliquiari, spesso conservati in modo incompleto, sono soprattutto le sculture giunte a noi. Cellesi avevano per funzione di proteggere le reliquie dalle forze invisibili suscettibili di indebolire il loro potere soprannaturale.
I reliquiari erano affidati ai capi del clan, che li custodivano al riparo dallo sguardo e potevano richiamarne la potenza a beneficio della comunità. Quando gravi crisi colpivano il villaggio spesso composto da diversi clan, i capi riunivano i loro reliquiari per procedere a riti volti a ristabilire l’equilibrio e la protezione del gruppo.
Tra i Mahongwé e i popoli vicini, questo culto era noto con il nome di Bwiti. Le figure poste in cima ai reliquiari erano considerate i « volti » del bwété. Ogni scultura possedeva il proprio nome nonché poteri particolari.
Durante le grandi cerimonie del Bwiti, anche chiamate bwett, bwété, mbulu-ngulu o mboy a seconda dei gruppi coinvolti, alle quali partecipavano solo gli iniziati, i reliquiari venivano esposti pubblicamente e giocavano un ruolo centrale nei rituali.
Il Bwiti è un rito iniziatico originario delle popolazioni Mitsogo e Gapinzi nel centro del Gabon. La sua origine esatta rimane sconosciuta, ma è anteriore al XIX secolo.
Oggi il Bwiti è diffusissimo in Gabon, sia tra le popolazioni del sud del paese sia tra i Fang del nord, dove continua a occupare un posto importante nella vita spirituale e culturale.
I Kota avevano un tempo l'usanza di lasciare i loro morti esposti agli elementi, nel cuore della foresta.
Sotto l'influenza di popoli vicini, cominciarono progressivamente a seppellire i loro capi.
In seguito, scavarono i loro ossa, principalmente il cranio, al fine di deporle in scatole di corteccia o in cesti di vimini chiamati bwété, sormontati da una scultura protettiva.
Di questi reliquiari, spesso conservati in modo incompleto, sono soprattutto le sculture giunte a noi. Cellesi avevano per funzione di proteggere le reliquie dalle forze invisibili suscettibili di indebolire il loro potere soprannaturale.
I reliquiari erano affidati ai capi del clan, che li custodivano al riparo dallo sguardo e potevano richiamarne la potenza a beneficio della comunità. Quando gravi crisi colpivano il villaggio spesso composto da diversi clan, i capi riunivano i loro reliquiari per procedere a riti volti a ristabilire l’equilibrio e la protezione del gruppo.
Tra i Mahongwé e i popoli vicini, questo culto era noto con il nome di Bwiti. Le figure poste in cima ai reliquiari erano considerate i « volti » del bwété. Ogni scultura possedeva il proprio nome nonché poteri particolari.
Durante le grandi cerimonie del Bwiti, anche chiamate bwett, bwété, mbulu-ngulu o mboy a seconda dei gruppi coinvolti, alle quali partecipavano solo gli iniziati, i reliquiari venivano esposti pubblicamente e giocavano un ruolo centrale nei rituali.
Il Bwiti è un rito iniziatico originario delle popolazioni Mitsogo e Gapinzi nel centro del Gabon. La sua origine esatta rimane sconosciuta, ma è anteriore al XIX secolo.
Oggi il Bwiti è diffusissimo in Gabon, sia tra le popolazioni del sud del paese sia tra i Fang del nord, dove continua a occupare un posto importante nella vita spirituale e culturale.

