Fabretti - Aquis et Aquaeductibus ...Romae - 1680





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Descrizione del venditore
GLI ACQUEDOTTI DEGLI IMPERATORI : CAPOLAVORO DELL'ARCHEOLOGIA BAROCCA
Prima edizione di una delle opere più importanti dell'archeologia e dell'ingegneria antiquaria del XVII secolo. Con il De aquis et aquaeductibus veteris Romae, Raffaele Fabretti affrontò per la prima volta in maniera sistematica lo studio della rete idrica dell'antica Roma, combinando osservazione diretta sul territorio, ricerca archeologica e analisi delle fonti classiche. Il risultato è un'opera fondamentale per comprendere il funzionamento degli acquedotti imperiali che alimentarono per secoli la più grande metropoli del mondo antico. Le grandi tavole topografiche ripiegate, unite alle numerose illustrazioni, rendono il volume una delle testimonianze più significative della nascita dell'archeologia scientifica moderna.
REASONS FOR COLLECTING
• Prima edizione dell'opera più celebre di Raffaele Fabretti.
• Testo fondamentale per la storia dell'archeologia romana.
• Importante fonte per lo studio dell'ingegneria idraulica antica.
• Completo di grandi tavole topografiche ripiegate.
• Magnifica legatura coeva in piena pergamena.
MARKET VALUE
La prima edizione del 1680 è considerata l'edizione più ricercata dell'opera. Gli esemplari completi delle tavole topografiche risultano sempre apprezzati sia dai collezionisti di archeologia classica sia dagli studiosi di storia dell'ingegneria. Sul mercato antiquario internazionale il valore si colloca generalmente tra € 1.200 e € 3.000, con punte superiori per copie particolarmente fresche, complete e in legatura coeva.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena con tassello rosso e titolo in oro al dorso. Vignetta calcografica al frontespizio raffigurante un istrice, impresa personale dell'autore accompagnata da motto greco. Tre grandi tavole topografiche ripiegate, una pianta di Roma a piena pagina e numerose illustrazioni nel testo e fuori testo. Presenti arrossature, sporadiche macchie e note manoscritte al frontespizio. Collazione: (2), 194, 22 nn., (2) pp. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione.
FULL TITLE AND AUTHOR
De aquis et aquaeductibus veteris Romae dissertationes tres.
Romae: Typis Ioannis Baptistae Bussotti, 1680.
Raffaele Fabretti.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L'opera rappresenta una vera pietra miliare nello studio della topografia romana. Riprendendo il celebre trattato di Frontino sugli acquedotti, Fabretti ampliò enormemente le conoscenze disponibili attraverso un lavoro pionieristico di ricognizione sul campo. Le sue indagini permisero di identificare e descrivere numerosi tracciati acquedottistici, ponti, condotte, serbatoi e sistemi di distribuzione che avevano garantito per secoli l'approvvigionamento idrico della capitale imperiale.
Ciò che rende il volume straordinario è il metodo adottato dall'autore: osservazione diretta, confronto con le fonti antiche e documentazione grafica. Questo approccio anticipa molti dei principi che diventeranno fondamentali nell'archeologia moderna e nella ricerca topografica scientifica. Ancora oggi l'opera conserva un ruolo centrale nella storia degli studi sull'idraulica romana.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Raffaele Fabretti (1618–1700), nato a Urbino, fu uno dei più autorevoli antiquari e archeologi del Seicento. Dopo una carriera al servizio della Curia romana, dedicò gran parte della propria vita allo studio delle antichità del Lazio e di Roma. Le sue ricerche sul territorio, unite a una rigorosa metodologia di analisi delle fonti, contribuirono in modo decisivo alla nascita dell'archeologia scientifica. Oltre agli studi sugli acquedotti, pubblicò opere fondamentali sull'epigrafia romana, sulla topografia antica e sulle antichità cristiane.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Pubblicata a Roma nel 1680 da Giovanni Battista Bussotti, questa prima edizione conobbe immediata diffusione negli ambienti eruditi europei. Architetti, antiquari, ingegneri e studiosi di storia romana la considerarono rapidamente un'opera di riferimento. Le grandi tavole ripiegate costituiscono uno degli elementi più importanti dell'edizione e risultano frequentemente mancanti negli esemplari sopravvissuti. La sua influenza sugli studi di topografia romana e archeologia monumentale si estese ben oltre il XVIII secolo.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Cicognara, Catalogo ragionato dei libri d'arte e d'antichità, n. 3712.
Brunet, Manuel du Libraire, II, col. 1149.
Graesse, Trésor de Livres Rares, III, p. 547.
Ebert, Allgemeines bibliographisches Lexicon, n. 7696.
Rossetti, Roma. Bibliografia, II, n. 4457.
Fowler, A Bibliography of Works Relating to Roman Antiquities.
ICCU / OPAC SBN, censimento dell'edizione romana del 1680.
WorldCat, De aquis et aquaeductibus veteris Romae dissertationes tres, Roma, 1680.
Frontinus, De aquaeductu urbis Romae, principali edizioni critiche e commentate.
Berlin Katalog, Archäologie und Topographie des Altertums.
Il venditore si racconta
GLI ACQUEDOTTI DEGLI IMPERATORI : CAPOLAVORO DELL'ARCHEOLOGIA BAROCCA
Prima edizione di una delle opere più importanti dell'archeologia e dell'ingegneria antiquaria del XVII secolo. Con il De aquis et aquaeductibus veteris Romae, Raffaele Fabretti affrontò per la prima volta in maniera sistematica lo studio della rete idrica dell'antica Roma, combinando osservazione diretta sul territorio, ricerca archeologica e analisi delle fonti classiche. Il risultato è un'opera fondamentale per comprendere il funzionamento degli acquedotti imperiali che alimentarono per secoli la più grande metropoli del mondo antico. Le grandi tavole topografiche ripiegate, unite alle numerose illustrazioni, rendono il volume una delle testimonianze più significative della nascita dell'archeologia scientifica moderna.
REASONS FOR COLLECTING
• Prima edizione dell'opera più celebre di Raffaele Fabretti.
• Testo fondamentale per la storia dell'archeologia romana.
• Importante fonte per lo studio dell'ingegneria idraulica antica.
• Completo di grandi tavole topografiche ripiegate.
• Magnifica legatura coeva in piena pergamena.
MARKET VALUE
La prima edizione del 1680 è considerata l'edizione più ricercata dell'opera. Gli esemplari completi delle tavole topografiche risultano sempre apprezzati sia dai collezionisti di archeologia classica sia dagli studiosi di storia dell'ingegneria. Sul mercato antiquario internazionale il valore si colloca generalmente tra € 1.200 e € 3.000, con punte superiori per copie particolarmente fresche, complete e in legatura coeva.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena con tassello rosso e titolo in oro al dorso. Vignetta calcografica al frontespizio raffigurante un istrice, impresa personale dell'autore accompagnata da motto greco. Tre grandi tavole topografiche ripiegate, una pianta di Roma a piena pagina e numerose illustrazioni nel testo e fuori testo. Presenti arrossature, sporadiche macchie e note manoscritte al frontespizio. Collazione: (2), 194, 22 nn., (2) pp. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione.
FULL TITLE AND AUTHOR
De aquis et aquaeductibus veteris Romae dissertationes tres.
Romae: Typis Ioannis Baptistae Bussotti, 1680.
Raffaele Fabretti.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L'opera rappresenta una vera pietra miliare nello studio della topografia romana. Riprendendo il celebre trattato di Frontino sugli acquedotti, Fabretti ampliò enormemente le conoscenze disponibili attraverso un lavoro pionieristico di ricognizione sul campo. Le sue indagini permisero di identificare e descrivere numerosi tracciati acquedottistici, ponti, condotte, serbatoi e sistemi di distribuzione che avevano garantito per secoli l'approvvigionamento idrico della capitale imperiale.
Ciò che rende il volume straordinario è il metodo adottato dall'autore: osservazione diretta, confronto con le fonti antiche e documentazione grafica. Questo approccio anticipa molti dei principi che diventeranno fondamentali nell'archeologia moderna e nella ricerca topografica scientifica. Ancora oggi l'opera conserva un ruolo centrale nella storia degli studi sull'idraulica romana.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Raffaele Fabretti (1618–1700), nato a Urbino, fu uno dei più autorevoli antiquari e archeologi del Seicento. Dopo una carriera al servizio della Curia romana, dedicò gran parte della propria vita allo studio delle antichità del Lazio e di Roma. Le sue ricerche sul territorio, unite a una rigorosa metodologia di analisi delle fonti, contribuirono in modo decisivo alla nascita dell'archeologia scientifica. Oltre agli studi sugli acquedotti, pubblicò opere fondamentali sull'epigrafia romana, sulla topografia antica e sulle antichità cristiane.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Pubblicata a Roma nel 1680 da Giovanni Battista Bussotti, questa prima edizione conobbe immediata diffusione negli ambienti eruditi europei. Architetti, antiquari, ingegneri e studiosi di storia romana la considerarono rapidamente un'opera di riferimento. Le grandi tavole ripiegate costituiscono uno degli elementi più importanti dell'edizione e risultano frequentemente mancanti negli esemplari sopravvissuti. La sua influenza sugli studi di topografia romana e archeologia monumentale si estese ben oltre il XVIII secolo.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Cicognara, Catalogo ragionato dei libri d'arte e d'antichità, n. 3712.
Brunet, Manuel du Libraire, II, col. 1149.
Graesse, Trésor de Livres Rares, III, p. 547.
Ebert, Allgemeines bibliographisches Lexicon, n. 7696.
Rossetti, Roma. Bibliografia, II, n. 4457.
Fowler, A Bibliography of Works Relating to Roman Antiquities.
ICCU / OPAC SBN, censimento dell'edizione romana del 1680.
WorldCat, De aquis et aquaeductibus veteris Romae dissertationes tres, Roma, 1680.
Frontinus, De aquaeductu urbis Romae, principali edizioni critiche e commentate.
Berlin Katalog, Archäologie und Topographie des Altertums.
