Maurice Boel (1913-1998) - Het Stoeltje

05
giorni
09
ore
27
minuti
10
secondi
Offerta iniziale
€ 1
Senza prezzo di riserva
Nessuna offerta

Tutela degli acquirenti Catawiki

Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli

Trustpilot 4.4 | 135253 recensioni

Valutato Eccellente su Trustpilot.

Het Stoeltje, gouache su carta del 1949 di Maurice Boel, originale nell’espressionismo astratto, raffigura un interno, firmata in basso a destra, 93 cm per 77 cm, Belgio, venduta con cornice.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Un'opera astratta espressionista di un modello su una sedia nell'atelier dell'artista.

Gouache su carta.
Firmato in basso a destra: Boel.
Datata: 49.

Maurice Boel subì durante gli anni accademici l'influenza di Alfred Bastien. Ma dopo il servizio militare scelse decisamente la via dell'espressionismo nello stile di Constant Permeke.

Maurice Boel tenne la sua prima mostra personale nel 1938 presso la galleria ‘Studio’ a Ostenda. James Ensor, pur noto per il suo comportamento cinico nei confronti dei giovani talenti, insistette per scriverne l'introduzione e gli attribuì tutta la sua lode.

Studió nel 1950 e nel 1951 all'Académie Libre ‘La Grande Chaumière’ a Parigi. Vi vendette alcune opere a una galleria. Durante quel soggiorno conobbe artisti come Hartung, Zadkine, Braque e Fouyiata. Fu una rivelazione per lui e ne scaturì un profondo rinnovamento del suo stile. Lasciò la figurazione e gradualmente passò a un'astrazione geometrica, lirica, pur mantenendo colore e ritmo. Si liberò dall'influenza di Permeke, dalla «couleur locale» e dal didascalico delle sue opere precedenti. Trovò gradualmente il proprio stile. Tuttavia in seguito produsse anche opere neofigurative, in particolare la rappresentazione di paesaggi in Devon, sua meta preferita di vacanza.

Nel 1959 divenne il primo vincitore del Dutch Talensprijs quando fu estesa al Belgio. Da allora seguirono una dopo l'altra numerose esposizioni.

In quel periodo partì di nuovo verso la Spagna e seguì un corso di lingua a Cadice. Andò a vivere lì con sua moglie e, oltre alle sue incisioni e dipinti, scrisse anche poemi spagnoli. In seguito scoprì la località balneare di Salou, disegnò tra l'altro ‘Cavalli fantastici’ (1957) e tenne conferenze sull'evoluzione dell'arte. Tornato in Belgio, dipinse decorazioni murali con verticali astratte all'Ostend Hotel (1956). Si avventurò nella terza dimensione e progettò, su incarico della Città di Ostenda, alcune installazioni, una delle quali fu selezionata per l'Expo ’58.

Nel 1960 partì per l'Italia e vi tenne una mostra a Firenze insieme ad Anne Dubois. Grazie a una borsa di studio del Ministero dell'Istruzione Pubblica poté lavorare a Roma all'Accademia Belga nel 1961. Nell luglio 1961 tenne una mostra con Camille De Taye e Jeanne Rucquoi. Più tardi, nello stesso anno, espose le sue opere italiane al Kursaal di Ostenda.

In questo decennio l'architettura rigorosa e fredda delle sue pitture si evolve in bande più ampie, ordinate in modo ingegnoso. Sotto l'influsso della luce italiana modificò il suo stile e abbandonò le forme più rigide degli anni '50. Integrò nelle sue composizioni astratte sfumature cromatiche più ricche e sottili che si riflettono in colori dorati e argentati sullo sfondo.

Sempre più evolse verso un'astrazione lirica. Le sue creazioni diventano ‘paesaggi dell'anima’, visibili solo all'artista. Per lo spettatore è puro arte astratta.

Le sue opere hanno una costruzione ben ponderata, con linee verticali ritmiche e campi irregolari. Sono permeate di sentimento. La tavolozza di queste verticali contrasta con uno sfondo più cupo, in cui a volte emergono tocchi di colore più vivaci. Lascia libero sfogo al senso per i colori e per forme armoniche e contrastanti, ma senza cadere in una rigidità calcolata o in un'astrazione gelida. Crea un gioco di colori e ombre, o piuttosto, bordi colorati che danno una certa rilievo al dipinto. Raggiunge lo stesso effetto con spazi stretti tra le sue verticali. Quelle tipiche linee verticali di altezze irregolari, che sembrano pieghe lisciate sul lenzuolo, vengono paragonate a dipinti a tenda o a tubi d'organo stretti.

Maurice Boel fece parte di una nuova generazione di pittori come Mendelson, Kurt Lewy o Mig Quinet, che hanno fatto risorgere la pittura astratta, dopo che una precedente generazione di pittori astratti, come Peeters, Joostens, Baugniet, Servranckx o Donas, si era allontanata.

Nel 1988 il Musée des Beaux-Arts di Ostenda dedicò una retrospettiva al suo lavoro. A febbraio 2010 ne aprì una nuova nelle Gallerie Veneziane di Ostenda.

Condizione: l'opera si trova in buone condizioni ed è incorniciata e protetta da vetro, e viene fornita gratuitamente insieme a questa.

Quest'opera verrà imballata con cura per la spedizione.
Qualora, nonostante l'imballaggio accurato, si dovesse verificare una rottura del vetro o eventuali danni conseguenti, la responsabilità è a vostro carico.
Ritiro è anche possibile.

Un'opera astratta espressionista di un modello su una sedia nell'atelier dell'artista.

Gouache su carta.
Firmato in basso a destra: Boel.
Datata: 49.

Maurice Boel subì durante gli anni accademici l'influenza di Alfred Bastien. Ma dopo il servizio militare scelse decisamente la via dell'espressionismo nello stile di Constant Permeke.

Maurice Boel tenne la sua prima mostra personale nel 1938 presso la galleria ‘Studio’ a Ostenda. James Ensor, pur noto per il suo comportamento cinico nei confronti dei giovani talenti, insistette per scriverne l'introduzione e gli attribuì tutta la sua lode.

Studió nel 1950 e nel 1951 all'Académie Libre ‘La Grande Chaumière’ a Parigi. Vi vendette alcune opere a una galleria. Durante quel soggiorno conobbe artisti come Hartung, Zadkine, Braque e Fouyiata. Fu una rivelazione per lui e ne scaturì un profondo rinnovamento del suo stile. Lasciò la figurazione e gradualmente passò a un'astrazione geometrica, lirica, pur mantenendo colore e ritmo. Si liberò dall'influenza di Permeke, dalla «couleur locale» e dal didascalico delle sue opere precedenti. Trovò gradualmente il proprio stile. Tuttavia in seguito produsse anche opere neofigurative, in particolare la rappresentazione di paesaggi in Devon, sua meta preferita di vacanza.

Nel 1959 divenne il primo vincitore del Dutch Talensprijs quando fu estesa al Belgio. Da allora seguirono una dopo l'altra numerose esposizioni.

In quel periodo partì di nuovo verso la Spagna e seguì un corso di lingua a Cadice. Andò a vivere lì con sua moglie e, oltre alle sue incisioni e dipinti, scrisse anche poemi spagnoli. In seguito scoprì la località balneare di Salou, disegnò tra l'altro ‘Cavalli fantastici’ (1957) e tenne conferenze sull'evoluzione dell'arte. Tornato in Belgio, dipinse decorazioni murali con verticali astratte all'Ostend Hotel (1956). Si avventurò nella terza dimensione e progettò, su incarico della Città di Ostenda, alcune installazioni, una delle quali fu selezionata per l'Expo ’58.

Nel 1960 partì per l'Italia e vi tenne una mostra a Firenze insieme ad Anne Dubois. Grazie a una borsa di studio del Ministero dell'Istruzione Pubblica poté lavorare a Roma all'Accademia Belga nel 1961. Nell luglio 1961 tenne una mostra con Camille De Taye e Jeanne Rucquoi. Più tardi, nello stesso anno, espose le sue opere italiane al Kursaal di Ostenda.

In questo decennio l'architettura rigorosa e fredda delle sue pitture si evolve in bande più ampie, ordinate in modo ingegnoso. Sotto l'influsso della luce italiana modificò il suo stile e abbandonò le forme più rigide degli anni '50. Integrò nelle sue composizioni astratte sfumature cromatiche più ricche e sottili che si riflettono in colori dorati e argentati sullo sfondo.

Sempre più evolse verso un'astrazione lirica. Le sue creazioni diventano ‘paesaggi dell'anima’, visibili solo all'artista. Per lo spettatore è puro arte astratta.

Le sue opere hanno una costruzione ben ponderata, con linee verticali ritmiche e campi irregolari. Sono permeate di sentimento. La tavolozza di queste verticali contrasta con uno sfondo più cupo, in cui a volte emergono tocchi di colore più vivaci. Lascia libero sfogo al senso per i colori e per forme armoniche e contrastanti, ma senza cadere in una rigidità calcolata o in un'astrazione gelida. Crea un gioco di colori e ombre, o piuttosto, bordi colorati che danno una certa rilievo al dipinto. Raggiunge lo stesso effetto con spazi stretti tra le sue verticali. Quelle tipiche linee verticali di altezze irregolari, che sembrano pieghe lisciate sul lenzuolo, vengono paragonate a dipinti a tenda o a tubi d'organo stretti.

Maurice Boel fece parte di una nuova generazione di pittori come Mendelson, Kurt Lewy o Mig Quinet, che hanno fatto risorgere la pittura astratta, dopo che una precedente generazione di pittori astratti, come Peeters, Joostens, Baugniet, Servranckx o Donas, si era allontanata.

Nel 1988 il Musée des Beaux-Arts di Ostenda dedicò una retrospettiva al suo lavoro. A febbraio 2010 ne aprì una nuova nelle Gallerie Veneziane di Ostenda.

Condizione: l'opera si trova in buone condizioni ed è incorniciata e protetta da vetro, e viene fornita gratuitamente insieme a questa.

Quest'opera verrà imballata con cura per la spedizione.
Qualora, nonostante l'imballaggio accurato, si dovesse verificare una rottura del vetro o eventuali danni conseguenti, la responsabilità è a vostro carico.
Ritiro è anche possibile.

Dettagli

Artista
Maurice Boel (1913-1998)
Venduto con cornice
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Het Stoeltje
Tecnica
Guazzo
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Belgio
Anno
1949
Condizione
Buone condizioni
Altezza
93 cm
Larghezza
77 cm
Raffigurazione/Tematica
Scena d’interni
Stile
Espressionismo astratto
Periodo
1940-1950
Venduto da
Paesi BassiVerificato
325
Oggetti venduti
100%
Privato

Oggetti simili

Per te in

Arte classica e Impressionismo