Plinio Martelli - Untitle

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Kai Brückner
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Descrizione del venditore

La foto viene venduta con cornice misure 73x53
Plinio Martelli (1945-2016) ha respirato l’arte fin da bambino: suo padre e suo nonno erano, infatti, pittori. Il primo vicino a Menzio, Quaglino e Fico, il secondo a Carrà, Bonzagni e Malerba. Fin dai suoi esordi, dopo aver frequentato l’Accademia Albertina sotto la guida di Paulucci e Calandri, partecipa a numerose mostre collettive, fra cui lo storico evento Fluxus del 1967 presso la galleria Il Punto e, l’anno successivo, alla mostra di Marcello Rumma, curata da Germano Celant, “Arte Povera + Azioni Povere”, ad Amalfi per poi allestire la sua prima personale nel 1969 nella prestigiosa galleria di Christian Stein con cui avvia una collaborazione destinata a durare a lungo nel tempo. Il suo lavoro si indirizza immediatamente verso una ricerca sulla trasformazione del linguaggio artistico attraverso l’impiego di materiali inusuali, fusi in sculture suggestive ed evocative. Importanti sono le sue mostre degli anni Settanta presso la galleria LP220 così come la sua sperimentazione in ambito cinematografico che gli vale un invito alla Biennale di Venezia del 1978.
Artista poliedrico, Martelli si cimenta con la fotografia come metafora della pittura, costruendo uno stile personale riconoscibilissimo grazie a un uso della luce finalizzato a indagare la dimensione esistenziale dei suoi soggetti.
Pioniere nella riscoperta del tatuaggio come forma di espressione artistica e narrativa, ha poi esplorato il mondo dell’erotismo nelle sue pieghe più intime e talvolta estreme. Affascinato da sempre dall’idea del “Corpo illustrato ed Inciso” ricostruisce Set Fotografici che evocano un’atmosfera classica, gotica, noir, erotica, dal gusto Trash con ironia e provocazione.
Una “Mise en Scene” attraverso immagini dal sapore evocativo, in cui la costruzione si avvicina all’idea del “Ritratto in Studio” con evidenti riferimenti alla Pittura Classica e Manierista e ad una iconografia idealmente Feticista che ci rimanda alla sensualità di immagini erotiche del passato.
Il corpo della “Modella” è esaltato dal Tatuaggio “Come metafora della Pittura“ allo stesso tempo costretto e incatenato dalle ombre e dalle luci dei set e dagli oggetti che ne compongono il “Ritratto“, tutto si trasforma in mondo alchemico misterioso e sensuale, il tutto unisce una rappresentazione dell’immagine dell’Estetica Diversa, paradossale con una ironia irriverente e preziosa.


Il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo in gallerie private e musei pubblici: Torino, Milano, Bologna, Bolzano, Parigi, Colonia, Sidney, Londra, New York, Barcellona, Palma di Maiorca, Bruxelles. Sue opere fanno parte delle collezioni di diversi musei, fra cui la Galleria d’Arte Moderna di Torino.
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La foto viene venduta con cornice misure 73x53
Plinio Martelli (1945-2016) ha respirato l’arte fin da bambino: suo padre e suo nonno erano, infatti, pittori. Il primo vicino a Menzio, Quaglino e Fico, il secondo a Carrà, Bonzagni e Malerba. Fin dai suoi esordi, dopo aver frequentato l’Accademia Albertina sotto la guida di Paulucci e Calandri, partecipa a numerose mostre collettive, fra cui lo storico evento Fluxus del 1967 presso la galleria Il Punto e, l’anno successivo, alla mostra di Marcello Rumma, curata da Germano Celant, “Arte Povera + Azioni Povere”, ad Amalfi per poi allestire la sua prima personale nel 1969 nella prestigiosa galleria di Christian Stein con cui avvia una collaborazione destinata a durare a lungo nel tempo. Il suo lavoro si indirizza immediatamente verso una ricerca sulla trasformazione del linguaggio artistico attraverso l’impiego di materiali inusuali, fusi in sculture suggestive ed evocative. Importanti sono le sue mostre degli anni Settanta presso la galleria LP220 così come la sua sperimentazione in ambito cinematografico che gli vale un invito alla Biennale di Venezia del 1978.
Artista poliedrico, Martelli si cimenta con la fotografia come metafora della pittura, costruendo uno stile personale riconoscibilissimo grazie a un uso della luce finalizzato a indagare la dimensione esistenziale dei suoi soggetti.
Pioniere nella riscoperta del tatuaggio come forma di espressione artistica e narrativa, ha poi esplorato il mondo dell’erotismo nelle sue pieghe più intime e talvolta estreme. Affascinato da sempre dall’idea del “Corpo illustrato ed Inciso” ricostruisce Set Fotografici che evocano un’atmosfera classica, gotica, noir, erotica, dal gusto Trash con ironia e provocazione.
Una “Mise en Scene” attraverso immagini dal sapore evocativo, in cui la costruzione si avvicina all’idea del “Ritratto in Studio” con evidenti riferimenti alla Pittura Classica e Manierista e ad una iconografia idealmente Feticista che ci rimanda alla sensualità di immagini erotiche del passato.
Il corpo della “Modella” è esaltato dal Tatuaggio “Come metafora della Pittura“ allo stesso tempo costretto e incatenato dalle ombre e dalle luci dei set e dagli oggetti che ne compongono il “Ritratto“, tutto si trasforma in mondo alchemico misterioso e sensuale, il tutto unisce una rappresentazione dell’immagine dell’Estetica Diversa, paradossale con una ironia irriverente e preziosa.


Il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo in gallerie private e musei pubblici: Torino, Milano, Bologna, Bolzano, Parigi, Colonia, Sidney, Londra, New York, Barcellona, Palma di Maiorca, Bruxelles. Sue opere fanno parte delle collezioni di diversi musei, fra cui la Galleria d’Arte Moderna di Torino.
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Dettagli

Data di stampa
2006
Artista
Plinio Martelli
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Titolo dell'opera
Untitle
Condizione
Ottime
Tecnica
Stampa digitale
Altezza
59 cm
Edizione
5/25
Larghezza
42 cm
Firma
Firmato a mano
Genere
Cultura pop
ItaliaVerificato
Nuovo
su Catawiki
Privato

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