Neeharika Donau-Hossain - Apotheose





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Apoteosi – dalla serie di opere „SCHWEBEN“
Questo dipinto a olio tematizza lo stato di distacco – un momento tra terra e cielo, tra corpo e mente, tra realtà e trascendenza. Le tre figure femminili che fluttuano sembrano liberate dalle leggi della gravità e si muovono liberamente nello spazio di una monumental arcata architettonica. Da ciò nasce l’impressione di una liberazione interiore, di uno stato in cui i limiti vengono annullati e la coscienza raggiunge nuovi piani.
L’architettura circolare della cupola rafforza questa impressione. Ricorda spazi sacri e fa riferimento alla perfezione, all’unità e all’infinito. Lo sguardo dello spettatore viene attirato al centro dell’immagine, dove le figure sono legate tra loro in una coreografia dinamica. Nonostante il loro movimento, appaiono serene, armoniose e prive di peso – come se fossero sostenute da una forza invisibile.
Particolarmente importanti sono i tessuti fluidi. Essi dissolvono in parte i confini dei corpi e trasformano le figure in pura movimento, energia e colore. Le tonalità violette e rosa-rosato creano un’atmosfera poetica, quasi onirica. Il viola tradizionalmente rappresenta spiritualità, trasformazione e la connessione tra materia e spirito, mentre le tonalità rosa più leggere trasmettono leggerezza, apertura e gioia di vivere.
La prospettiva dall’alto accentua la sensazione di elevazione. Lo sguardo dello spettatore viene rivolto verso le figure dall’alto e viene trascinato anche lui in questo stato di fluttuazione. Ne deriva una sorta di meditazione visiva sulla libertà, sulla fiducia e sull’abbandono. Le figure sembrano né cadere né volare attivamente — sono piuttosto in uno stato di perfetto sostegno.
All’interno della serie „SCHWEBEN“ il dipinto può essere inteso come simbolo di quei momenti in cui le persone superano la pesantezza interiore e si liberano da paure, vincoli o aspettative sociali. Descrive uno stato di equilibrio tra corpo e anima, in cui la leggerezza non appare come fuga dalla realtà, ma come espressione di una coscienza ampliata. Il fluttuare diventa così metafora di libertà, fiducia e della possibilità di crescere oltre i propri limiti.
L’artista Neeharika Donau Hossain
Neeharika Donau Hossain ha studiato pittura presso la Hochschule für Künste di Bremen. Ha proseguito con ulteriori percorsi formativi come Multimedia e Web designer ed è oggi una professionista indipendente, initiatrice di progetti interculturali, gallerista e insegnante d’arte presso il Kunstzentrum Farbenmeer a Brema, che dirige insieme a suo marito Onil Hossain dal 2003.
Insieme la coppia di artisti realizza anche murales per committenti pubblici e privati in patria e all’estero, sviluppa concept di spazio e porta a termine commissioni di pittura quali ritratti e illustrazioni per libri, ecc.
Dal 1992 diverse mostre e murales in spazi pubblici sia in patria sia all’estero.
Nella sua serie Schweben l’artista dipinge persone nel realismo contemporaneo con accenni al realismo fantastico. Affronta sia i vincoli dell’anatomia umana sia la libertà che sperimentiamo nel nostro corpo. Le sue figure sono contorte, aggraziate, non vincolate rigidamente, ma libere, oltreconfine, ma anche prive di appoggio. I volti sono spesso parzialmente nascosti, lasciando un alone di mistero alle loro espressioni ed emozioni. Le pose potrebbero esprimere sia dolore sia estasi. Potrebbero cadere o volare.
Gli elementi prospettici di cui si serve spesso servono a estendere la figura, a creare uno spazio psicologico. Nella fluttuazione lo sforzo di unità è pienamente realizzato e si è giunti a una quiete. Lo sforzo è sempre in cammino verso il proprio obiettivo. Lo fluttuare è al traguardo, è il traguardo stesso. È una quiete in movimento, movimento che riposa in sé.
Apoteosi – dalla serie di opere „SCHWEBEN“
Questo dipinto a olio tematizza lo stato di distacco – un momento tra terra e cielo, tra corpo e mente, tra realtà e trascendenza. Le tre figure femminili che fluttuano sembrano liberate dalle leggi della gravità e si muovono liberamente nello spazio di una monumental arcata architettonica. Da ciò nasce l’impressione di una liberazione interiore, di uno stato in cui i limiti vengono annullati e la coscienza raggiunge nuovi piani.
L’architettura circolare della cupola rafforza questa impressione. Ricorda spazi sacri e fa riferimento alla perfezione, all’unità e all’infinito. Lo sguardo dello spettatore viene attirato al centro dell’immagine, dove le figure sono legate tra loro in una coreografia dinamica. Nonostante il loro movimento, appaiono serene, armoniose e prive di peso – come se fossero sostenute da una forza invisibile.
Particolarmente importanti sono i tessuti fluidi. Essi dissolvono in parte i confini dei corpi e trasformano le figure in pura movimento, energia e colore. Le tonalità violette e rosa-rosato creano un’atmosfera poetica, quasi onirica. Il viola tradizionalmente rappresenta spiritualità, trasformazione e la connessione tra materia e spirito, mentre le tonalità rosa più leggere trasmettono leggerezza, apertura e gioia di vivere.
La prospettiva dall’alto accentua la sensazione di elevazione. Lo sguardo dello spettatore viene rivolto verso le figure dall’alto e viene trascinato anche lui in questo stato di fluttuazione. Ne deriva una sorta di meditazione visiva sulla libertà, sulla fiducia e sull’abbandono. Le figure sembrano né cadere né volare attivamente — sono piuttosto in uno stato di perfetto sostegno.
All’interno della serie „SCHWEBEN“ il dipinto può essere inteso come simbolo di quei momenti in cui le persone superano la pesantezza interiore e si liberano da paure, vincoli o aspettative sociali. Descrive uno stato di equilibrio tra corpo e anima, in cui la leggerezza non appare come fuga dalla realtà, ma come espressione di una coscienza ampliata. Il fluttuare diventa così metafora di libertà, fiducia e della possibilità di crescere oltre i propri limiti.
L’artista Neeharika Donau Hossain
Neeharika Donau Hossain ha studiato pittura presso la Hochschule für Künste di Bremen. Ha proseguito con ulteriori percorsi formativi come Multimedia e Web designer ed è oggi una professionista indipendente, initiatrice di progetti interculturali, gallerista e insegnante d’arte presso il Kunstzentrum Farbenmeer a Brema, che dirige insieme a suo marito Onil Hossain dal 2003.
Insieme la coppia di artisti realizza anche murales per committenti pubblici e privati in patria e all’estero, sviluppa concept di spazio e porta a termine commissioni di pittura quali ritratti e illustrazioni per libri, ecc.
Dal 1992 diverse mostre e murales in spazi pubblici sia in patria sia all’estero.
Nella sua serie Schweben l’artista dipinge persone nel realismo contemporaneo con accenni al realismo fantastico. Affronta sia i vincoli dell’anatomia umana sia la libertà che sperimentiamo nel nostro corpo. Le sue figure sono contorte, aggraziate, non vincolate rigidamente, ma libere, oltreconfine, ma anche prive di appoggio. I volti sono spesso parzialmente nascosti, lasciando un alone di mistero alle loro espressioni ed emozioni. Le pose potrebbero esprimere sia dolore sia estasi. Potrebbero cadere o volare.
Gli elementi prospettici di cui si serve spesso servono a estendere la figura, a creare uno spazio psicologico. Nella fluttuazione lo sforzo di unità è pienamente realizzato e si è giunti a una quiete. Lo sforzo è sempre in cammino verso il proprio obiettivo. Lo fluttuare è al traguardo, è il traguardo stesso. È una quiete in movimento, movimento che riposa in sé.
