Giuseppe Santomaso (1907-1990) - Composizione





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Giuseppe Santomaso, Composizione, 1971, serigrafia, firmata, edizione limitata 50/80, 77 × 56 cm, Italia, venduta da Galerie, incorniciata, stato adeguato.
Descrizione del venditore
Il pittore‑incisore‑litografo Giuseppe Santomaso è nato nel 1907 a Venezia.
Studò nella sua città natale all'Accademia di Belle Arti (1932–1934).
La sua carriera grafica iniziò nel 1938, una forma di espressione che non abbandonò mai, un'occasione per partecipare anche all'avventura del libro illustrato moderno.
Fin da giovane affascinato dalle avanguardie, nel 1937 viaggia prima nei Paesi Bassi, dove studia artisti impressionisti e fauvisti.
Dopo un soggiorno a Parigi (1939), dove rimase molto colpito dalle opere di Matisse, Braque, Bonnard e Picasso, il giovane artista aderisce al movimento Corrente, che si sviluppò a Milano tra il 1938 e il 1943, un movimento che riflette la rottura con la retorica ufficiale.
Nel 1946 diventa membro fondatore della « Nuova secessione artistica italiana », che in seguito sarà chiamata « Fronte Nuovo delle Arti » – un gruppo di artisti antifascisti –, e successivamente occupa un posto nel cerchio del gruppo Otto (con Renato Birolli, Antonio Corpora, Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Giulio Turcato, Afro Basaldella e Mattia Moreni).
In quel periodo l'artista inizia i suoi primi studi verso l'astrazione.
Tra il 1948 e il 1950 le sue opere mostrano un apprezzamento del colore, considerato più importante della struttura formale della precedente fase. L'espressione di Giuseppe Santomaso diventa istintiva, il colore è davvero l'elemento essenziale.
L'arte di Santomaso si basa sull'automatismo del gesto, sull'uso delle trasparenze e sulla vibrazione dei colori. L'artista ha tratto la sua tavolozza dalla tradizione della pittura veneziana e conferisce così alla sua opera una nuova, vibrante essenza, completamente pervasa di poesia.
Mostre si succedono: partecipa alla Documenta di Kassel (1955, 1959 e 1964), alla Biennale di São Paulo (1961), alla Biennale di Tokio (1967) e alla Biennale di Venezia (13 volte!), inoltre una sua mostra personale nel 1979 presso la Fondazione Joan Miró a Barcellona.
Sono state organizzate numerose retrospettive della sua opera (Stedelijk Museum ad Amsterdam e a Bruxelles nel 1960, Amburgo e Berlino nel 1965–66, Venezia nel 1982, Locarno nel 1990).
Dal 1957 al 1974 insegnò all'Accademia di Belle Arti di Venezia.
L'artista morì nel 1990 a Venezia.
Le foto fanno parte della descrizione delle condizioni.
Il pittore‑incisore‑litografo Giuseppe Santomaso è nato nel 1907 a Venezia.
Studò nella sua città natale all'Accademia di Belle Arti (1932–1934).
La sua carriera grafica iniziò nel 1938, una forma di espressione che non abbandonò mai, un'occasione per partecipare anche all'avventura del libro illustrato moderno.
Fin da giovane affascinato dalle avanguardie, nel 1937 viaggia prima nei Paesi Bassi, dove studia artisti impressionisti e fauvisti.
Dopo un soggiorno a Parigi (1939), dove rimase molto colpito dalle opere di Matisse, Braque, Bonnard e Picasso, il giovane artista aderisce al movimento Corrente, che si sviluppò a Milano tra il 1938 e il 1943, un movimento che riflette la rottura con la retorica ufficiale.
Nel 1946 diventa membro fondatore della « Nuova secessione artistica italiana », che in seguito sarà chiamata « Fronte Nuovo delle Arti » – un gruppo di artisti antifascisti –, e successivamente occupa un posto nel cerchio del gruppo Otto (con Renato Birolli, Antonio Corpora, Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Giulio Turcato, Afro Basaldella e Mattia Moreni).
In quel periodo l'artista inizia i suoi primi studi verso l'astrazione.
Tra il 1948 e il 1950 le sue opere mostrano un apprezzamento del colore, considerato più importante della struttura formale della precedente fase. L'espressione di Giuseppe Santomaso diventa istintiva, il colore è davvero l'elemento essenziale.
L'arte di Santomaso si basa sull'automatismo del gesto, sull'uso delle trasparenze e sulla vibrazione dei colori. L'artista ha tratto la sua tavolozza dalla tradizione della pittura veneziana e conferisce così alla sua opera una nuova, vibrante essenza, completamente pervasa di poesia.
Mostre si succedono: partecipa alla Documenta di Kassel (1955, 1959 e 1964), alla Biennale di São Paulo (1961), alla Biennale di Tokio (1967) e alla Biennale di Venezia (13 volte!), inoltre una sua mostra personale nel 1979 presso la Fondazione Joan Miró a Barcellona.
Sono state organizzate numerose retrospettive della sua opera (Stedelijk Museum ad Amsterdam e a Bruxelles nel 1960, Amburgo e Berlino nel 1965–66, Venezia nel 1982, Locarno nel 1990).
Dal 1957 al 1974 insegnò all'Accademia di Belle Arti di Venezia.
L'artista morì nel 1990 a Venezia.
Le foto fanno parte della descrizione delle condizioni.

