Verscheidene auteurs - Gio Ponti - 202

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Raccoglitore d'arte in inglese su Gio Ponti, di diversi autori, 509 pagine, 1 volume, in ottime condizioni, edizione: altra edizione.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Gio Ponti

Contenuto vedi foto 3 e 4

Giovanni (Giò) Ponti (Milano, 18 novembre 1891 – ivi, 16 settembre 1979) è stato un architetto, scrittore e designer industriale italiano.

"In oltre sessant’anni di carriera progettò mobili, oggetti di uso quotidiano e edifici. Edifici famosi di sua mano sono la Torre Pirelli a Milano (in collaborazione con Pier Luigi Nervi), il Palazzo Liviano a Padova, il Denver Art Museum (Edificio Nord) e il grande magazzino De Bijenkorf a Eindhoven. Per la sua influenza e la varietà di argomenti in diverse discipline è anche noto come il 'padre del design moderno italiano'.

Vita
Giovanni Ponti nacque a Milano il 18 novembre 1891. Iniziò gli studi di architettura al Politecnico di Milano, ma furono interrotti dal servizio militare durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la laurea nel 1921 avviò uno studio di architettura con Mino Fiocchi ed Emilio Lancia. Il suo lavoro fu esposto per la prima volta nel 1923 alla Biennale delle Arti Decorative di Monza, entrando poi a far parte del comitato esecutivo nell’organizzazione delle Triennali di Milano. Nello stesso anno iniziò a ricoprire il ruolo di direttore artistico presso la Manifattura Ceramica Richard Ginori, dove esercitò una grande influenza sull’innovazione dei prodotti. Nel 1925 i suoi lavori per questa ditta furono presentati all’Esposizione Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes, dove riscossero grande successo.
Con Emilio Lancia fondò nel 1926 lo Studio Ponti-Lancia. In questo periodo l’opera di Ponti fu fortemente influenzata dal Novecento Italiano, movimento artistico che si inseriva nell’ideologia fascista di Benito Mussolini. Questo stile si vede, tra l’altro, nel progetto della sua casa privata in Via Randaccio 9 a Milano del 1925 e nell’interno del Palazzo Contini-Bonacossi a Firenze del 1931.[4]
Intorno al 1927 emerse in Italia un nuovo movimento stilistico, il Movimento Italiano per l’Architettura Razionale, l’italiano razionalista, che utilizzava le nuove possibilità tecnologiche della costruzione. Ponti aderì a questa nuova scuola e influenzò fortemente lo sviluppo della corrente stilistica. Lo fece, tra l’altro, tramite la rivista Domus che fondò nel 1928 e con cui scrisse di design e architettura e del suo impegno nelle Triennali di Milano.
Nel 1933 avviò lo Studio Ponti-Fornaroli-Soncini con gli ingegneri Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini. Nello stesso anno scrisse il libro La Casa all’Italiana ('La casa in stile italiano'), in cui sosteneva che le case italiane, nonostante innovazioni e cambiamenti stilistici, non dovevano perdere il loro carattere italiano. Tra il 1931 e il 1936 partecipò al progetto delle Domus-woning a Milano. Queste case avevano dall’esterno uno stile di costruzione tipicamente milanese, ma interni moderni e innovativi, incentrati su flessibilità e mobili modulari. Ponti riteneva che l’interior design dovesse adattarsi all’uomo, non viceversa. Nel 1936 progettò il primo Palazzo Montecatini; un moderno condominio per il quale fu coinvolto per la prima volta sia nel progetto dell’edificio che di interni e arredamento. Nello stesso anno fu nominato professore e membro stabile della facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, carica che mantenne fino al 1961.
Negli anni Quaranta Ponti fu poco attivo dal punto di vista architettonico, concentrandosi su scrittura, design industriale e pittura. Nel 1941 lasciò la rivista che aveva fondato, Domus, e fondò la rivista Stile, a cui partecipò fino al 1947. Nel 1948 divenne nuovamente caporedattore di Domus.
Dagli anni Cinquanta ripresero le sue attività architettoniche. In quel periodo viaggiò molto e progettò, tra l’altro, due ville a Caracas a metà degli anni Cinquanta, alcuni uffici governativi a Bagdad (1958) e un auditorium nel Time & Life Building (1959) a New York. La composizione del suo studio cambiò in quel periodo. Dopo l’ingresso di Alberto Rosselli nel 1954, il nome divenne Studio Ponti-Fornaroli-Rosselli. Anche in patria Ponti rimase attivo: fu responsabile del progetto della Torre Pirelli (1955-1958) a Milano. L’edificio, con 32 piani, allora era il grattacielo più alto d’Europa. In questo periodo lavorò anche per la fabbrica Jsa, per la quale disegnò tessuti dal 1950 al 1958.

Durante la sua carriera Ponti lavorò per oltre 120 aziende. Morì a Milano il 16 settembre 1979".

Stato di conservazione: eccellente.

Documento importante!!

Spedito accuratamente imballato con tracciabilità e assicurazione.

Buona offerta!!

Gio Ponti

Contenuto vedi foto 3 e 4

Giovanni (Giò) Ponti (Milano, 18 novembre 1891 – ivi, 16 settembre 1979) è stato un architetto, scrittore e designer industriale italiano.

"In oltre sessant’anni di carriera progettò mobili, oggetti di uso quotidiano e edifici. Edifici famosi di sua mano sono la Torre Pirelli a Milano (in collaborazione con Pier Luigi Nervi), il Palazzo Liviano a Padova, il Denver Art Museum (Edificio Nord) e il grande magazzino De Bijenkorf a Eindhoven. Per la sua influenza e la varietà di argomenti in diverse discipline è anche noto come il 'padre del design moderno italiano'.

Vita
Giovanni Ponti nacque a Milano il 18 novembre 1891. Iniziò gli studi di architettura al Politecnico di Milano, ma furono interrotti dal servizio militare durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la laurea nel 1921 avviò uno studio di architettura con Mino Fiocchi ed Emilio Lancia. Il suo lavoro fu esposto per la prima volta nel 1923 alla Biennale delle Arti Decorative di Monza, entrando poi a far parte del comitato esecutivo nell’organizzazione delle Triennali di Milano. Nello stesso anno iniziò a ricoprire il ruolo di direttore artistico presso la Manifattura Ceramica Richard Ginori, dove esercitò una grande influenza sull’innovazione dei prodotti. Nel 1925 i suoi lavori per questa ditta furono presentati all’Esposizione Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes, dove riscossero grande successo.
Con Emilio Lancia fondò nel 1926 lo Studio Ponti-Lancia. In questo periodo l’opera di Ponti fu fortemente influenzata dal Novecento Italiano, movimento artistico che si inseriva nell’ideologia fascista di Benito Mussolini. Questo stile si vede, tra l’altro, nel progetto della sua casa privata in Via Randaccio 9 a Milano del 1925 e nell’interno del Palazzo Contini-Bonacossi a Firenze del 1931.[4]
Intorno al 1927 emerse in Italia un nuovo movimento stilistico, il Movimento Italiano per l’Architettura Razionale, l’italiano razionalista, che utilizzava le nuove possibilità tecnologiche della costruzione. Ponti aderì a questa nuova scuola e influenzò fortemente lo sviluppo della corrente stilistica. Lo fece, tra l’altro, tramite la rivista Domus che fondò nel 1928 e con cui scrisse di design e architettura e del suo impegno nelle Triennali di Milano.
Nel 1933 avviò lo Studio Ponti-Fornaroli-Soncini con gli ingegneri Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini. Nello stesso anno scrisse il libro La Casa all’Italiana ('La casa in stile italiano'), in cui sosteneva che le case italiane, nonostante innovazioni e cambiamenti stilistici, non dovevano perdere il loro carattere italiano. Tra il 1931 e il 1936 partecipò al progetto delle Domus-woning a Milano. Queste case avevano dall’esterno uno stile di costruzione tipicamente milanese, ma interni moderni e innovativi, incentrati su flessibilità e mobili modulari. Ponti riteneva che l’interior design dovesse adattarsi all’uomo, non viceversa. Nel 1936 progettò il primo Palazzo Montecatini; un moderno condominio per il quale fu coinvolto per la prima volta sia nel progetto dell’edificio che di interni e arredamento. Nello stesso anno fu nominato professore e membro stabile della facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, carica che mantenne fino al 1961.
Negli anni Quaranta Ponti fu poco attivo dal punto di vista architettonico, concentrandosi su scrittura, design industriale e pittura. Nel 1941 lasciò la rivista che aveva fondato, Domus, e fondò la rivista Stile, a cui partecipò fino al 1947. Nel 1948 divenne nuovamente caporedattore di Domus.
Dagli anni Cinquanta ripresero le sue attività architettoniche. In quel periodo viaggiò molto e progettò, tra l’altro, due ville a Caracas a metà degli anni Cinquanta, alcuni uffici governativi a Bagdad (1958) e un auditorium nel Time & Life Building (1959) a New York. La composizione del suo studio cambiò in quel periodo. Dopo l’ingresso di Alberto Rosselli nel 1954, il nome divenne Studio Ponti-Fornaroli-Rosselli. Anche in patria Ponti rimase attivo: fu responsabile del progetto della Torre Pirelli (1955-1958) a Milano. L’edificio, con 32 piani, allora era il grattacielo più alto d’Europa. In questo periodo lavorò anche per la fabbrica Jsa, per la quale disegnò tessuti dal 1950 al 1958.

Durante la sua carriera Ponti lavorò per oltre 120 aziende. Morì a Milano il 16 settembre 1979".

Stato di conservazione: eccellente.

Documento importante!!

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Dettagli

Numero di Libri
1
Soggetto
Arte
Titolo del Libro
Gio Ponti
Autore/ Illustratore
Verscheidene auteurs
Condizione
Molto buone
Artista
Gio Ponti
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
202
Edizione
Altra edizione
Lingua
Inglese
Lingua originale
No
Legatura
Copertina rigida
Numero di pagine
509
Venduto da
Paesi BassiVerificato
1025
Oggetti venduti
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