Jinks Kunst - La cène - Fromat 65 X 65 cm

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Descrizione del venditore

Questa opera imponente e paradossale détourna un cartello stradale «Divieto di Senso» per integrare al suo interno una raffigurazione stencil de La Dernier Cène di Léonard de Vinci. Realizzata su un grande cartello circolare di 65 cm di diametro, crea un contrasto visivo e concettuale molto forte tra l’autorità del divieto e la scena religiosa emblematica.

Lo sfondo dell’opera è un cartello stradale rotondo, dominato da un grande cerchio rosso attraversato da una barretta bianca orizzontale.Questo simbolo universale di interdizione costituisce la tela di fondo inaspettata della scena religiosa.
Le caratteristiche proprie al cartello (materiale riflettente, eventuali graffi o tracce di usura) contribuiscono all’aspetto ruvido e urbano dell’opera, in contrasto con la natura classica della rappresentazione.

La celebre fresco è trasposta in un’immagine stencil monocromatica, probabilmente nera o di tono scuro, sovrapposta sulla barretta bianca del cartello.
Nonostante la semplificazione insita nella tecnica dello stencil, si riconoscono le figure di Gesù al centro, circondato dai suoi discepoli disposti da una parte e dall’altra del lungo tavolo.
L’artista ha probabilmente selezionato gli elementi più riconoscibili della composizione per rendere l’opera identificabile nonostante la stilizzazione. Le posture e i raggruppamenti dei personaggi possono essere suggeriti dai contorni e dalle macchie dello stencil.
Il contrasto tra la solennità della scena religiosa e l’imperativo dell’interdizione crea una tensione narrativa intrigante. Ci si può chiedere cosa sia “interdetto” qui: l’accesso, la partecipazione, la comprensione?

La precisione dei contorni delle figure e della tavola testimonia la maestria della tecnica dello stencil. L’artista ha saputo tradurre un’opera complessa in una forma stilizzata ma riconoscibile.

La dimensione imponente del cartello rinforza l’impatto visivo del détourner, rendendo la juxtaposition dell’interdizione e della scena religiosa ancora più portante.

L’opera emana un’atmosfera al tempo stesso sorprendente e contemplativa. Il contrasto tra il profano (il cartello stradale) e lo sacro (La Cène) invita a una riflessione inaspettata. L’interdizione, simbolo di restrizione e limite, è associata a una scena di condivisione e dell’última cena. Questa juxtaposition può suscitare domande sull’autorità, sulla fede, sull’esclusione e sull’inclusione. L’opera, per il suo audace distaccamento, costringe lo spettatore a una nuova lettura di simboli familiari e a una possibile interpretazione sovversiva.
Per questo détour, Jinks ha utilizzato un cartello francese.

Ogni opera è firmata, datata 2025, e fornita con un certificato di autenticità, a garantire provenienza e autenticità.

Non perdete questa opportunità di acquisire un’opera unica!

È possibile trovare le mie creazioni nelle strade di oltre 30 paesi (Mali, Turchia, Marocco, Thailandia, Iraq, Nepal…).

Artista citato su Artsper e Artprice.

È possibile scoprire sulla mia pagina Facebook una mappa che geolocalizza le mie creazioni in oltre 30 paesi.

Mi piacciono particolarmente il lavoro di Jef Aérosol, Fin Dac, Invader, Goin, Icy & Sot, Miss Van, Fafi, Logan Hicks, Speedy Graphito, Dan Kitchener, JonOne, Kaws, Blek the Rat, Shepard Fairey / Obey, Dran, Trust.Icon, Dondi, Basquiat...

IMPORTANTE: Le opere sono spedite con cura, con assicurazione. Al momento della ricezione del pacco, verificare attentamente che tutto sia integro. In caso contrario, rifiutare il pacco. Altrimenti non sarei in grado di far funzionare l’assicurazione. Se non fosse così, potrebbero esserci rischi che non possa far nulla in caso di controversie. Sarà vostra responsabilità.

BIOGRAFIA
Jinks Kunst è un artista urbano franco-svizzero nato nel 1976. Vive e lavora a Nantes.

La sua adolescenza è segnata dalla cultura hip-hop e da quella dello skate. Magazine, fanzine, copertine di dischi lo portano a scoprire i graffiti e le illustrazioni di artisti come Lazoo o Mode 2.

Inizia da lettering graffiti, poi nel 2006 si lancia nel stencil. È una vera rivelazione e una passione divorante che non lo lascia più. Le sue realizzazioni sono tutte fatte a mano. Così, armato di un cutter, cesella con minutia per ore opere di grande formato.

Nel gennaio 2008 inizia a détourner i pannelli di segnalazione di Nantes, poi nel resto del mondo. Intervenire nelle vie del globo è una necessità per Jinks Kunst. Le sue creazioni sono visibili in più di 30 paesi.

Questi viaggi sono sempre l’occasione di lunghe camminate per scoprire i muri giusti, i cartelli giusti. Sono ricchi di incontri con le popolazioni locali. Per Jinks Kunst, l’arte urbana è un modo per creare legami con gli abitanti dei paesi che esplora, per impegnarsi in azioni (spesso volontarie) presso pubblici (baraccopoli, campi profughi, quartieri popolari, scuole) con poco o nessun accesso a questa forma di espressione culturale, organizzando, in particolare, laboratori di creazione con stencil.

Il venditore si racconta

Nato nel 1976 a Vevey, in Svizzera, Jinks Kunst è un street artist franco-svizzero residente a Nantes, dove vive e lavora. Il suo universo affonda le radici in un’adolescenza profondamente segnata dalla cultura hip-hop e dall’energia grezza dello skate. Attraverso riviste, fanzine e custodie di dischi, scopre molto presto il graffiti e l’illustrazione. Inizialmente attratto dal lettering del graffiti, espande progressivamente la sua pratica nutrendosi di sperimentazione e del contesto sul campo. Nel corso degli anni, il suo lavoro si esprime in forme molteplici: collage di dipinti realizzati su carta, adesivi, affreschi e reinterpretazioni di segnali stradali. Investiga una grande varietà di supporti, dai muri ai pannelli urbani, ma anche legno, pedane di skateboard o dischi in vinile. Dall’inizio degli anni 2000, le sue opere sono regolarmente esposte in Francia e all’estero. Entrano in diverse collezioni private e compaiono in numerosi volumi internazionali dedicati al street art, testimoniando un percorso già solidamente inscritto nella scena urbana contemporanea. Per Jinks Kunst, la strada non è solo un luogo di esposizione: è una necessità. Il suo lavoro vi si inscritte come una traccia vivente, e i suoi stencil, manifesti, adesivi e dipinti si ritrovano oggi in 44 paesi, tra Europa, Africa, Asia e America del Sud. Questi viaggi sono sempre accompagnati dalla stessa démarche: camminare a lungo, osservare, cercare i muri giusti, i pannelli giusti, i luoghi giusti. Ma sono soprattutto l’occasione di incontri forti con le popolazioni locali e gli artisti locali. In quest’approccio, l’arte urbana diventa uno strumento di legame sociale e un mezzo per agire concretamente. Jinks Kunst si impegna regolarmente in attività di volontariato, presso pubblici con scarso o nullo accesso a questa forma di espressione culturale. In baraccopoli, campi profughi, quartieri operai o scuole, organizza laboratori di creazione a spray, condividendo la sua abilità come passerella tra le culture e le realtà. L’anno 2006 segna una svolta decisiva: scopre lo stencil, che diventa immediatamente una rivelazione e una passione duratura. Il suo lavoro si distingue per una produzione completamente manuale. Armato di un cutter, ritaglia con precisione estrema, per ore, foto o disegni di personaggi. La sua ispirazione è vasta e libera, attingendo tanto all’attualità quanto alla politica, alla letteratura, alle culture urbane o al mondo animale. Nel gennaio 2008, avvia a Nantes una serie di reinterpretazioni di segnali stradali, pratica che diventerà rapidamente emblematica del suo lavoro e che proseguirà poi in molti paesi. Il suo percorso è costellato di progetti significativi. Nel 2015 realizza diverse pitture nel bidonville di Sidi Moumen a Casablanca, in Marocco, in collaborazione con l’associazione Street Art Sans Frontière. L’anno successivo entra nel progetto Prasad dell’associazione Art Lab a Katmandu, in Nepal, che organizza atelier di street art. Per chiudere l’evento a Benni, realizza un affresco omaggio a Mahabir Pun, insegnante nepalese noto per il suo lavoro di installazione del wifi nelle zone remote dell’Himalaya. Questa realizzazione assume la forma di un ritratto monumentale di 2,5 metri per 4,3 metri. Nel 2017, nel contesto del festival Cambodia Urban Art a Phnom Penh, Cambogia, crea un’opera in omaggio al film Les Pépites di Xavier de Lauzanne, girato in questa stessa città. Questo progetto gli permette di incontrare il regista, interessato al suo approccio e al suo universo. Nel 2019 organizza il progetto volontario “Alibi” in collaborazione con diverse strutture locali. Con l’associazione Solid’Art International, interviene nel Kurdistan iracheno nonché in vari campi profughi: Chatila a Beirut, poi Marj e Bar Elias nella valle della Bekaa in Libano. Il progetto mira a dipingere con la popolazione locale, ma soprattutto accanto ai rifugiati, dando vita a momenti di creazione collettiva intensi e profondamente umani. Parallelamente alle azioni sul campo, il suo lavoro continua a imporsi nei principali eventi artistici. Nel 2021 è tra i 76 artisti selezionati su 2300 candidati per partecipare al Prix del graffiti e del street art 2021 di Parigi. Nel 2022 partecipa, insieme a 25 artisti, all’esposizione Road Map organizzata dal Colors Festival nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Nel 2023 partecipa al Salone d’arte contemporanea del Secours populaire “Solid’Art” al Carreau du Temple, evento solidale che mobilita gli artisti a sostegno delle azioni dell’associazione. Nello stesso anno offre 11 opere al fondo di dotazione del CHU di Nantes, destinate a una vendita all’asta finalizzata a raccogliere fondi per finanziare progetti legati alla salute, allo sport, alla ricerca, all’inclusione e all’arte. Il 2024 segna una tappa importante con una nuova mostra personale presso La Graffiti Compagnie di Le Pouliguen, confermando un legame fedele con questo luogo di espressione. Partecipa anche a diverse esposizioni collettive di grande respiro, tra cui Colors Festival di Tours e l’evento solidale C’est de la bombe all’Empreinte Galerie di Orléans. Il suo lavoro viaggia anche presso la Baart Gallery di Bari in Italia, la galleria Une Vision Singulière a Hénon, lo Shack a Parigi e il Shake Art Festival di Saint-Brieuc, appuntamento imprescindibile della scena urbana. Nel 2025 la sua attività artistica si intensifica notevolmente. Presenta tre mostre personali, alla Gallery Morphose e New Eye a Nantes, nonché a Undercover a Saint-Nazaire. Parallelamente partecipa a diversi progetti collettivi impegnati e tematici, tra cui Art for Gaza alla Sanctuary Gallery nel Regno Unito, Faites vos jeux a Orléans, o ancora una mostra al Museo Collection Bien Jouet. Rinnova inoltre la sua presenza al Colors Festival di Tours, alla Baart Gallery in Italia e alla La Graffiti Compagnie per l’esposizione Y a pas de mâle !. Sul terreno, anche quell’anno è punteggiato da interventi internazionali di grande rilievo. Jinks Kunst partecipa in particolare al primo Meeting of Styles a Yeumbeul, Senegal, al Zagreb Street Art Festival in Croazia e al Paste Up Festival di Grenoble. Invitato dall’Institut Français a Vientiane in Laos, nell’ambito del programma Cycle Patrimoine, prosegue la sua esplorazione artistica in tutto il mondo. In Francia interviene su siti emblematici, come La Maison Radieuse di Le Corbusier a Rezé in occasione del suo septantenario, partecipa al progetto Collège fou fou fou in Ille-et-Vilaine e si distingue durante la jam DKA / D77 a Parigi. Tra impegno sociale, viaggi, interventi urbani ed esposizioni, Jinks Kunst costruisce un percorso singolare, esigente e profondamente umano. Il suo approccio, radicato nella strada ma aperto al mondo, trasforma muri e segnali urbani in spazi di narrazione, memoria e dialogo, invitando a proseguire l’esplorazione del suo universo oltre ogni opera incontrata.
Tradotto con Google Traduttore

Questa opera imponente e paradossale détourna un cartello stradale «Divieto di Senso» per integrare al suo interno una raffigurazione stencil de La Dernier Cène di Léonard de Vinci. Realizzata su un grande cartello circolare di 65 cm di diametro, crea un contrasto visivo e concettuale molto forte tra l’autorità del divieto e la scena religiosa emblematica.

Lo sfondo dell’opera è un cartello stradale rotondo, dominato da un grande cerchio rosso attraversato da una barretta bianca orizzontale.Questo simbolo universale di interdizione costituisce la tela di fondo inaspettata della scena religiosa.
Le caratteristiche proprie al cartello (materiale riflettente, eventuali graffi o tracce di usura) contribuiscono all’aspetto ruvido e urbano dell’opera, in contrasto con la natura classica della rappresentazione.

La celebre fresco è trasposta in un’immagine stencil monocromatica, probabilmente nera o di tono scuro, sovrapposta sulla barretta bianca del cartello.
Nonostante la semplificazione insita nella tecnica dello stencil, si riconoscono le figure di Gesù al centro, circondato dai suoi discepoli disposti da una parte e dall’altra del lungo tavolo.
L’artista ha probabilmente selezionato gli elementi più riconoscibili della composizione per rendere l’opera identificabile nonostante la stilizzazione. Le posture e i raggruppamenti dei personaggi possono essere suggeriti dai contorni e dalle macchie dello stencil.
Il contrasto tra la solennità della scena religiosa e l’imperativo dell’interdizione crea una tensione narrativa intrigante. Ci si può chiedere cosa sia “interdetto” qui: l’accesso, la partecipazione, la comprensione?

La precisione dei contorni delle figure e della tavola testimonia la maestria della tecnica dello stencil. L’artista ha saputo tradurre un’opera complessa in una forma stilizzata ma riconoscibile.

La dimensione imponente del cartello rinforza l’impatto visivo del détourner, rendendo la juxtaposition dell’interdizione e della scena religiosa ancora più portante.

L’opera emana un’atmosfera al tempo stesso sorprendente e contemplativa. Il contrasto tra il profano (il cartello stradale) e lo sacro (La Cène) invita a una riflessione inaspettata. L’interdizione, simbolo di restrizione e limite, è associata a una scena di condivisione e dell’última cena. Questa juxtaposition può suscitare domande sull’autorità, sulla fede, sull’esclusione e sull’inclusione. L’opera, per il suo audace distaccamento, costringe lo spettatore a una nuova lettura di simboli familiari e a una possibile interpretazione sovversiva.
Per questo détour, Jinks ha utilizzato un cartello francese.

Ogni opera è firmata, datata 2025, e fornita con un certificato di autenticità, a garantire provenienza e autenticità.

Non perdete questa opportunità di acquisire un’opera unica!

È possibile trovare le mie creazioni nelle strade di oltre 30 paesi (Mali, Turchia, Marocco, Thailandia, Iraq, Nepal…).

Artista citato su Artsper e Artprice.

È possibile scoprire sulla mia pagina Facebook una mappa che geolocalizza le mie creazioni in oltre 30 paesi.

Mi piacciono particolarmente il lavoro di Jef Aérosol, Fin Dac, Invader, Goin, Icy & Sot, Miss Van, Fafi, Logan Hicks, Speedy Graphito, Dan Kitchener, JonOne, Kaws, Blek the Rat, Shepard Fairey / Obey, Dran, Trust.Icon, Dondi, Basquiat...

IMPORTANTE: Le opere sono spedite con cura, con assicurazione. Al momento della ricezione del pacco, verificare attentamente che tutto sia integro. In caso contrario, rifiutare il pacco. Altrimenti non sarei in grado di far funzionare l’assicurazione. Se non fosse così, potrebbero esserci rischi che non possa far nulla in caso di controversie. Sarà vostra responsabilità.

BIOGRAFIA
Jinks Kunst è un artista urbano franco-svizzero nato nel 1976. Vive e lavora a Nantes.

La sua adolescenza è segnata dalla cultura hip-hop e da quella dello skate. Magazine, fanzine, copertine di dischi lo portano a scoprire i graffiti e le illustrazioni di artisti come Lazoo o Mode 2.

Inizia da lettering graffiti, poi nel 2006 si lancia nel stencil. È una vera rivelazione e una passione divorante che non lo lascia più. Le sue realizzazioni sono tutte fatte a mano. Così, armato di un cutter, cesella con minutia per ore opere di grande formato.

Nel gennaio 2008 inizia a détourner i pannelli di segnalazione di Nantes, poi nel resto del mondo. Intervenire nelle vie del globo è una necessità per Jinks Kunst. Le sue creazioni sono visibili in più di 30 paesi.

Questi viaggi sono sempre l’occasione di lunghe camminate per scoprire i muri giusti, i cartelli giusti. Sono ricchi di incontri con le popolazioni locali. Per Jinks Kunst, l’arte urbana è un modo per creare legami con gli abitanti dei paesi che esplora, per impegnarsi in azioni (spesso volontarie) presso pubblici (baraccopoli, campi profughi, quartieri popolari, scuole) con poco o nessun accesso a questa forma di espressione culturale, organizzando, in particolare, laboratori di creazione con stencil.

Il venditore si racconta

Nato nel 1976 a Vevey, in Svizzera, Jinks Kunst è un street artist franco-svizzero residente a Nantes, dove vive e lavora. Il suo universo affonda le radici in un’adolescenza profondamente segnata dalla cultura hip-hop e dall’energia grezza dello skate. Attraverso riviste, fanzine e custodie di dischi, scopre molto presto il graffiti e l’illustrazione. Inizialmente attratto dal lettering del graffiti, espande progressivamente la sua pratica nutrendosi di sperimentazione e del contesto sul campo. Nel corso degli anni, il suo lavoro si esprime in forme molteplici: collage di dipinti realizzati su carta, adesivi, affreschi e reinterpretazioni di segnali stradali. Investiga una grande varietà di supporti, dai muri ai pannelli urbani, ma anche legno, pedane di skateboard o dischi in vinile. Dall’inizio degli anni 2000, le sue opere sono regolarmente esposte in Francia e all’estero. Entrano in diverse collezioni private e compaiono in numerosi volumi internazionali dedicati al street art, testimoniando un percorso già solidamente inscritto nella scena urbana contemporanea. Per Jinks Kunst, la strada non è solo un luogo di esposizione: è una necessità. Il suo lavoro vi si inscritte come una traccia vivente, e i suoi stencil, manifesti, adesivi e dipinti si ritrovano oggi in 44 paesi, tra Europa, Africa, Asia e America del Sud. Questi viaggi sono sempre accompagnati dalla stessa démarche: camminare a lungo, osservare, cercare i muri giusti, i pannelli giusti, i luoghi giusti. Ma sono soprattutto l’occasione di incontri forti con le popolazioni locali e gli artisti locali. In quest’approccio, l’arte urbana diventa uno strumento di legame sociale e un mezzo per agire concretamente. Jinks Kunst si impegna regolarmente in attività di volontariato, presso pubblici con scarso o nullo accesso a questa forma di espressione culturale. In baraccopoli, campi profughi, quartieri operai o scuole, organizza laboratori di creazione a spray, condividendo la sua abilità come passerella tra le culture e le realtà. L’anno 2006 segna una svolta decisiva: scopre lo stencil, che diventa immediatamente una rivelazione e una passione duratura. Il suo lavoro si distingue per una produzione completamente manuale. Armato di un cutter, ritaglia con precisione estrema, per ore, foto o disegni di personaggi. La sua ispirazione è vasta e libera, attingendo tanto all’attualità quanto alla politica, alla letteratura, alle culture urbane o al mondo animale. Nel gennaio 2008, avvia a Nantes una serie di reinterpretazioni di segnali stradali, pratica che diventerà rapidamente emblematica del suo lavoro e che proseguirà poi in molti paesi. Il suo percorso è costellato di progetti significativi. Nel 2015 realizza diverse pitture nel bidonville di Sidi Moumen a Casablanca, in Marocco, in collaborazione con l’associazione Street Art Sans Frontière. L’anno successivo entra nel progetto Prasad dell’associazione Art Lab a Katmandu, in Nepal, che organizza atelier di street art. Per chiudere l’evento a Benni, realizza un affresco omaggio a Mahabir Pun, insegnante nepalese noto per il suo lavoro di installazione del wifi nelle zone remote dell’Himalaya. Questa realizzazione assume la forma di un ritratto monumentale di 2,5 metri per 4,3 metri. Nel 2017, nel contesto del festival Cambodia Urban Art a Phnom Penh, Cambogia, crea un’opera in omaggio al film Les Pépites di Xavier de Lauzanne, girato in questa stessa città. Questo progetto gli permette di incontrare il regista, interessato al suo approccio e al suo universo. Nel 2019 organizza il progetto volontario “Alibi” in collaborazione con diverse strutture locali. Con l’associazione Solid’Art International, interviene nel Kurdistan iracheno nonché in vari campi profughi: Chatila a Beirut, poi Marj e Bar Elias nella valle della Bekaa in Libano. Il progetto mira a dipingere con la popolazione locale, ma soprattutto accanto ai rifugiati, dando vita a momenti di creazione collettiva intensi e profondamente umani. Parallelamente alle azioni sul campo, il suo lavoro continua a imporsi nei principali eventi artistici. Nel 2021 è tra i 76 artisti selezionati su 2300 candidati per partecipare al Prix del graffiti e del street art 2021 di Parigi. Nel 2022 partecipa, insieme a 25 artisti, all’esposizione Road Map organizzata dal Colors Festival nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Nel 2023 partecipa al Salone d’arte contemporanea del Secours populaire “Solid’Art” al Carreau du Temple, evento solidale che mobilita gli artisti a sostegno delle azioni dell’associazione. Nello stesso anno offre 11 opere al fondo di dotazione del CHU di Nantes, destinate a una vendita all’asta finalizzata a raccogliere fondi per finanziare progetti legati alla salute, allo sport, alla ricerca, all’inclusione e all’arte. Il 2024 segna una tappa importante con una nuova mostra personale presso La Graffiti Compagnie di Le Pouliguen, confermando un legame fedele con questo luogo di espressione. Partecipa anche a diverse esposizioni collettive di grande respiro, tra cui Colors Festival di Tours e l’evento solidale C’est de la bombe all’Empreinte Galerie di Orléans. Il suo lavoro viaggia anche presso la Baart Gallery di Bari in Italia, la galleria Une Vision Singulière a Hénon, lo Shack a Parigi e il Shake Art Festival di Saint-Brieuc, appuntamento imprescindibile della scena urbana. Nel 2025 la sua attività artistica si intensifica notevolmente. Presenta tre mostre personali, alla Gallery Morphose e New Eye a Nantes, nonché a Undercover a Saint-Nazaire. Parallelamente partecipa a diversi progetti collettivi impegnati e tematici, tra cui Art for Gaza alla Sanctuary Gallery nel Regno Unito, Faites vos jeux a Orléans, o ancora una mostra al Museo Collection Bien Jouet. Rinnova inoltre la sua presenza al Colors Festival di Tours, alla Baart Gallery in Italia e alla La Graffiti Compagnie per l’esposizione Y a pas de mâle !. Sul terreno, anche quell’anno è punteggiato da interventi internazionali di grande rilievo. Jinks Kunst partecipa in particolare al primo Meeting of Styles a Yeumbeul, Senegal, al Zagreb Street Art Festival in Croazia e al Paste Up Festival di Grenoble. Invitato dall’Institut Français a Vientiane in Laos, nell’ambito del programma Cycle Patrimoine, prosegue la sua esplorazione artistica in tutto il mondo. In Francia interviene su siti emblematici, come La Maison Radieuse di Le Corbusier a Rezé in occasione del suo septantenario, partecipa al progetto Collège fou fou fou in Ille-et-Vilaine e si distingue durante la jam DKA / D77 a Parigi. Tra impegno sociale, viaggi, interventi urbani ed esposizioni, Jinks Kunst costruisce un percorso singolare, esigente e profondamente umano. Il suo approccio, radicato nella strada ma aperto al mondo, trasforma muri e segnali urbani in spazi di narrazione, memoria e dialogo, invitando a proseguire l’esplorazione del suo universo oltre ogni opera incontrata.
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Dettagli

Artista
Jinks Kunst
Edizione
Originale
Venduto da
Direttamente dall’artista
Venduto con cornice
No
Titolo dell'opera
La cène - Fromat 65 X 65 cm
Tecnica
Vernice spray
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Francia
Anno
2025
Condizione
Eccellenti condizioni
Colore
Rosso
Altezza
65 cm
Larghezza
65 cm
Peso
6 kg
Raffigurazione/Tematica
Religione
Stile
Street art
Periodo
2020+
FranciaVerificato
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Oggetti venduti
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