Giuseppe Bravi (1940) - La Cattedrale





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Giuseppe Bravi (Milano, 1940) presenta La Cattedrale, 1983, tecnica mista, astratto, colori giallo, rosso, nero, bianco e multicolore, 112 × 79 cm, Edizione Originale, venduta con cornice da Galleria, Italia.
Descrizione del venditore
Giuseppe Bravi (Milano 1940) è noto al pubblico mantovano per le numerose mostre realizzate presso la Libreria Galleria Einaudi, allo spazio Life e recentemente allo Spazio Arrivabene. Il suo linguaggio è a metà strada tra figurazione e astrazione e ci consente un intrattenimento gioioso con le forme.
La mostra al Museo Diocesano espone l’ impegno creativo di Giuseppe Bravi relativo agli ultimi quattro anni e risulta totalmente inedito. Circa cinquanta opere da muro (anche di piccolo formato) che escono dalla consuetudine di ciò che normalmente si intende per quadro. Meglio parlare di composizioni dipinte con elementi in rilievo. Tredici invece le piccole sculture lignee con alcune parti colorate.
Le parole del curatore ci aiutano a sintonizzarci con le intenzioni gioiose e leggere dell’artista: ”L’equilibrismo dei segni indica tragitti, percorsi, scorciatoie del senso, camminamenti arditi, fondali della coscienza dove riattivare nuovi entusiasmi. E i legni mimano montagne in miniatura, alture scoscese alla portata del cuore, mentre le ali di un Icaro incauto osano sfidare l’ovvio”
Giuseppe Bravi (Milano 1940) è noto al pubblico mantovano per le numerose mostre realizzate presso la Libreria Galleria Einaudi, allo spazio Life e recentemente allo Spazio Arrivabene. Il suo linguaggio è a metà strada tra figurazione e astrazione e ci consente un intrattenimento gioioso con le forme.
La mostra al Museo Diocesano espone l’ impegno creativo di Giuseppe Bravi relativo agli ultimi quattro anni e risulta totalmente inedito. Circa cinquanta opere da muro (anche di piccolo formato) che escono dalla consuetudine di ciò che normalmente si intende per quadro. Meglio parlare di composizioni dipinte con elementi in rilievo. Tredici invece le piccole sculture lignee con alcune parti colorate.
Le parole del curatore ci aiutano a sintonizzarci con le intenzioni gioiose e leggere dell’artista: ”L’equilibrismo dei segni indica tragitti, percorsi, scorciatoie del senso, camminamenti arditi, fondali della coscienza dove riattivare nuovi entusiasmi. E i legni mimano montagne in miniatura, alture scoscese alla portata del cuore, mentre le ali di un Icaro incauto osano sfidare l’ovvio”

