Valverde, Juan de Hamusco - Anatomia del corpo humano - 1682






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Anatomia del corpo umano di Juan de Hamusco Valverde, edizione italiana del 1682, Venezia, Niccolò Pezzana, legatura in pergamena, 152 pagine e 47 tavole anatomiche a piena pagina.
Descrizione del venditore
Legatura coeva in piena pergamena rigida, cerniere ed angoli restaurati.
(14), 152 pagine numerate e 47 tavole anatomiche a piena pagina.
L'opera apparve per la prima volta in spagnolo a Roma nel 1556 col titolo Historia de la composición del cuerpo humano. La prima edizione in italiano uscì a Roma nel 1559 (con una seconda tiratura nel 1560), tradotta da Antonio Tabo e riveduta dall'autore. Seguirono edizioni veneziane nel 1586, 1606 e 1608. L'edizione del 1682 presso Nicolò Pezzana è l'ultima in lingua italiana.
Le tavole anatomiche riprendono, nel disegno e nella tecnica calcografica, quelle della prima edizione del 1556. I disegni originali sono attribuiti al pittore spagnolo Gaspar Becerra (ca. 1520–1570), le incisioni in rame a Nicolas Beatrizet (ca. 1507–1570), le cui iniziali «NB» compaiono su molte lastre.
L'opera presenta 47 tavole nella sua configurazione completa (incluse le quattro relative ai muscoli aggiunte dall'edizione italiana del 1586 in poi): 38 di queste derivano direttamente dalla Fabrica di Vesalio, mentre le restanti sono originali di Valverde. Tra le tavole originali più celebri figura quella dell'«uomo scorticato» che regge nella mano il proprio tegumento e un coltello, considerata iconograficamente autonoma rispetto al modello vesaliano.
Juan Valverde de Amusco nacque ad Amusco (Palencia, Corona di Castiglia) intorno al 1525. Si recò in Italia per studiare medicina a Padova e Roma, dove fu allievo di Realdo Colombo e di Bartolomeo Eustachio. Esercitò a Roma, dove lavorò all'ospedale Santo Spirito.
L'Anatomia del corpo humano fu il primo trattato moderno di anatomia scritto in una lingua volgare accessibile (prima in spagnolo, poi in italiano), contribuendo in modo significativo alla diffusione della nuova anatomia rinascimentale in Europa, con una circolazione superiore a quella della Fabrica vesaliana, più costosa e scritta in latino accademico.
Benché Vesalio accusasse Valverde di plagio, la storiografia ha riconosciuto all'opera un contributo originale: Valverde apportò circa sessanta correzioni e aggiunte al testo e alle illustrazioni del maestro, in particolare nelle raffigurazioni dei muscoli dell'occhio, del naso e della laringe.
Esemplare completo. Lievi riparazioni al margine bianco del frontespizio e successive tre carte. Gora leggerissima alla c. 117, lievi bruniture più evidenti a qualche quinterno.
Legatura coeva in piena pergamena rigida, cerniere ed angoli restaurati.
(14), 152 pagine numerate e 47 tavole anatomiche a piena pagina.
L'opera apparve per la prima volta in spagnolo a Roma nel 1556 col titolo Historia de la composición del cuerpo humano. La prima edizione in italiano uscì a Roma nel 1559 (con una seconda tiratura nel 1560), tradotta da Antonio Tabo e riveduta dall'autore. Seguirono edizioni veneziane nel 1586, 1606 e 1608. L'edizione del 1682 presso Nicolò Pezzana è l'ultima in lingua italiana.
Le tavole anatomiche riprendono, nel disegno e nella tecnica calcografica, quelle della prima edizione del 1556. I disegni originali sono attribuiti al pittore spagnolo Gaspar Becerra (ca. 1520–1570), le incisioni in rame a Nicolas Beatrizet (ca. 1507–1570), le cui iniziali «NB» compaiono su molte lastre.
L'opera presenta 47 tavole nella sua configurazione completa (incluse le quattro relative ai muscoli aggiunte dall'edizione italiana del 1586 in poi): 38 di queste derivano direttamente dalla Fabrica di Vesalio, mentre le restanti sono originali di Valverde. Tra le tavole originali più celebri figura quella dell'«uomo scorticato» che regge nella mano il proprio tegumento e un coltello, considerata iconograficamente autonoma rispetto al modello vesaliano.
Juan Valverde de Amusco nacque ad Amusco (Palencia, Corona di Castiglia) intorno al 1525. Si recò in Italia per studiare medicina a Padova e Roma, dove fu allievo di Realdo Colombo e di Bartolomeo Eustachio. Esercitò a Roma, dove lavorò all'ospedale Santo Spirito.
L'Anatomia del corpo humano fu il primo trattato moderno di anatomia scritto in una lingua volgare accessibile (prima in spagnolo, poi in italiano), contribuendo in modo significativo alla diffusione della nuova anatomia rinascimentale in Europa, con una circolazione superiore a quella della Fabrica vesaliana, più costosa e scritta in latino accademico.
Benché Vesalio accusasse Valverde di plagio, la storiografia ha riconosciuto all'opera un contributo originale: Valverde apportò circa sessanta correzioni e aggiunte al testo e alle illustrazioni del maestro, in particolare nelle raffigurazioni dei muscoli dell'occhio, del naso e della laringe.
Esemplare completo. Lievi riparazioni al margine bianco del frontespizio e successive tre carte. Gora leggerissima alla c. 117, lievi bruniture più evidenti a qualche quinterno.
