Albertus Patavinus - In evangelia- nice postincunable -contemporary binding - 1529





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(RELIGIONE; TEOLOGIA; LEGATURA DEL RINASCIMENTO) ALBERTO DA PADOVA (1269 c.-1323 o 1328)
Alberti Patavini eremitae Augustiniani doctoris Parisiensis praeconis celeberrimo in Evangelia Sanctorum alcune utilissime prediche. Taurini, in aedibus Antonii Ranoti, 1529.
§ 4to (250x154); [22], CCCL (recte 358), [2] fogli. La pagina del titolo stampata in rosso e nero, all’interno di una cornice xilografica di tipo architettonico con un piccolo ritratto dell’autore nella parte superiore. Iniziali xilografe. Bellissimo esemplare in pelle bovina marrone antica, riccamente punzonata al danno. Antiche firme di proprietà. Macchie marginali poco importanti su alcune foglie, deboli imbrunimenti occasionali. Eccellente copia.
Edizione torinese del XVI secolo (probabilmente la quinta mai pubblicata) di questa opera di eloquenza sacra di Alberto da Padova, molto rara come tutti i volumi stampati da Ranoto. Il bordo del frontespizio è lo stesso già usato da Porro nel 1527 per i “Praeconum omnia in Evangelia” dello stesso autore. L’epistolario preliminare al lettore è del frate agostiniano torinese Augusto Maria Perachino (o Peracchini); sono incluse alcune composizioni poetiche latine di Goffredo Montanari e Fra’ Pellegrino da Moncalieri. Nelle numerose note marginali si citano spesso Erasmus, che nella prefazione di Perachino è definito “Cicerone olandese".
Sconosciuta è la data della morte di Alberto da Padova; si ritiene generalmente, ma non è provato, che fosse allievo di Egidio Romano a Parigi. Acclamato predicatore a Bologna e a Parigi, Alberto fu nominato predicatore apostolico in riconoscimento della sua fama da Papa Bonifazio VIII; lasciò diverse opere di eloquenza sacra ed esegesi biblica. La città di Padova eresse un monumento ad Alberto da Padova, dove è celebrato come “studiorum columna ac summus republicae christiano splendor”. Antonio Ranoto, attivo tra il 1516 e il 1531, fu inizialmente (1516-18) in partnership con Nicola Benedetti, poi (1519-20) con Eustache Herbert, successivamente proseguendo la sua attività in modo indipendente.
AGOSTINO M. GIACOMINI Alberto da Padova In: Dizionario Biografico degli Italiani; BERSANO BEGEY, I, p. 36, n. 98; SANDER, 197; Catalogue des livres componant la bibliothèque de feu M. le Comte Jacques Manzoni, I, p. 99; EDIT, A-771. Sulla Ranoto: ASCARELLI La tipografia cinquecentina italiana p. 102.
(RELIGIONE; TEOLOGIA; LEGATURA DEL RINASCIMENTO) ALBERTO DA PADOVA (1269 c.-1323 o 1328)
Alberti Patavini eremitae Augustiniani doctoris Parisiensis praeconis celeberrimo in Evangelia Sanctorum alcune utilissime prediche. Taurini, in aedibus Antonii Ranoti, 1529.
§ 4to (250x154); [22], CCCL (recte 358), [2] fogli. La pagina del titolo stampata in rosso e nero, all’interno di una cornice xilografica di tipo architettonico con un piccolo ritratto dell’autore nella parte superiore. Iniziali xilografe. Bellissimo esemplare in pelle bovina marrone antica, riccamente punzonata al danno. Antiche firme di proprietà. Macchie marginali poco importanti su alcune foglie, deboli imbrunimenti occasionali. Eccellente copia.
Edizione torinese del XVI secolo (probabilmente la quinta mai pubblicata) di questa opera di eloquenza sacra di Alberto da Padova, molto rara come tutti i volumi stampati da Ranoto. Il bordo del frontespizio è lo stesso già usato da Porro nel 1527 per i “Praeconum omnia in Evangelia” dello stesso autore. L’epistolario preliminare al lettore è del frate agostiniano torinese Augusto Maria Perachino (o Peracchini); sono incluse alcune composizioni poetiche latine di Goffredo Montanari e Fra’ Pellegrino da Moncalieri. Nelle numerose note marginali si citano spesso Erasmus, che nella prefazione di Perachino è definito “Cicerone olandese".
Sconosciuta è la data della morte di Alberto da Padova; si ritiene generalmente, ma non è provato, che fosse allievo di Egidio Romano a Parigi. Acclamato predicatore a Bologna e a Parigi, Alberto fu nominato predicatore apostolico in riconoscimento della sua fama da Papa Bonifazio VIII; lasciò diverse opere di eloquenza sacra ed esegesi biblica. La città di Padova eresse un monumento ad Alberto da Padova, dove è celebrato come “studiorum columna ac summus republicae christiano splendor”. Antonio Ranoto, attivo tra il 1516 e il 1531, fu inizialmente (1516-18) in partnership con Nicola Benedetti, poi (1519-20) con Eustache Herbert, successivamente proseguendo la sua attività in modo indipendente.
AGOSTINO M. GIACOMINI Alberto da Padova In: Dizionario Biografico degli Italiani; BERSANO BEGEY, I, p. 36, n. 98; SANDER, 197; Catalogue des livres componant la bibliothèque de feu M. le Comte Jacques Manzoni, I, p. 99; EDIT, A-771. Sulla Ranoto: ASCARELLI La tipografia cinquecentina italiana p. 102.
