Ben Dauchez - Blu Ray Surimpression






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Descrizione del venditore
Serie "Surimpression contemporaine "
-Titolo Blu Ray Surimpression
-Tiraggio Fine Art
80X80 Numéroté signé 1/15au formato non incorniciato
-Certificat D'Authenticité
Alla frontiera tra fotografia contemporanea e pittura astratta, quest'opera in sovraimpressione sovrappone textures, luci e gesti grafici in una composizione vibrante dominata da tonalità di blu profondo. Le tracce bianche evocano il movimento del pennello sulla tela, mentre gli strati differenti di immagini creano una profondità quasi pittorica. Una creazione immersiva in cui la fotografia si trasforma in materia artistica, richiamando l'energia dell'espressionismo astratto e la libertà del gesto pittorico.
Fusioni di due mondi: La multiproiezione consente di sovrapporre questi due universi — quello della rigore formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture dei muri in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra la modernità e la tradizione.
Approccio concettuale: L'uso della multiproiezione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra l'architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, addirittura mediterraneo.
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multiproiezione potrebbe anche suggerire un'esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche diverse o percezioni differenti del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio rispecchia le nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi agli strati multipli di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica: Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multiproiezione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovinezza, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei laboratori di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito tutte le basi della fotografia, dalla tecnica classica, al caricamento e alla post-produzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, appena laureato, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere i fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri decisivi nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la mostra sulfurea INRI e il libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra le altre, dalle Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo suscita anche l'interesse di marchi con codici identitari molto diversi per cui ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior (beauty), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King (pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa strada fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
Serie "Surimpression contemporaine "
-Titolo Blu Ray Surimpression
-Tiraggio Fine Art
80X80 Numéroté signé 1/15au formato non incorniciato
-Certificat D'Authenticité
Alla frontiera tra fotografia contemporanea e pittura astratta, quest'opera in sovraimpressione sovrappone textures, luci e gesti grafici in una composizione vibrante dominata da tonalità di blu profondo. Le tracce bianche evocano il movimento del pennello sulla tela, mentre gli strati differenti di immagini creano una profondità quasi pittorica. Una creazione immersiva in cui la fotografia si trasforma in materia artistica, richiamando l'energia dell'espressionismo astratto e la libertà del gesto pittorico.
Fusioni di due mondi: La multiproiezione consente di sovrapporre questi due universi — quello della rigore formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture dei muri in terra battuta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra la modernità e la tradizione.
Approccio concettuale: L'uso della multiproiezione può anche simboleggiare l'idea di interazione tra passato e presente, tra l'architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, addirittura mediterraneo.
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multiproiezione potrebbe anche suggerire un'esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso epoche diverse o percezioni differenti del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio rispecchia le nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, pur ispirandosi agli strati multipli di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica: Infine, quest'opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multiproiezione può creare un'atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovinezza, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei laboratori di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito tutte le basi della fotografia, dalla tecnica classica, al caricamento e alla post-produzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, appena laureato, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere i fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... Da alcuni incontri decisivi nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la mostra sulfurea INRI e il libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra le altre, dalle Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo suscita anche l'interesse di marchi con codici identitari molto diversi per cui ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior (beauty), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King (pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa strada fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
