Francisco Vidal (1978) - Still Free 2

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Francisco Vidal (1978) propone un lavoro originale del 2025 in acrilico su tela intitolato "Still Free 2", 50 × 50 cm, firmato a mano, in ottime condizioni, in stile Pop Art con temi culturali.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Tecnica: acrilico su tela
Dimensione: 50x50 cm
Titolo: “Still Free 2”

Dipinto del pittore Francisco Vidal, il suo lavoro si distingue per la sua vibranza, impegno politico e profonda radicazione nelle sue eredità transculturali africane ed europee. Il suo lavoro fonde una molteplicità di linguaggi artistici contemporanei con riflessioni sul colonialismo, identità e diaspora africana; i suoi colori forti esprimono la vivacità del suo lavoro, insieme al movimento della pennellata fortemente influenzata dalla cultura hip-hop degli anni ’80, dal graffiti e dalla Pop Art. Presenza di linee calligrafiche potenti, a volte illeggibili, che rimandano alla “scrittura di strada” e al murales urbano.
Perfettamente confezionato e spedito in una scatola di cartone.

Biografia Francisco Vidal
È nata a Lisbona nel 1978. È portoghese, angolana e capoverdiana e vive tra Luanda, Angola e Lisbona, Portogallo. Laureato in Arti Plastiche presso la Scuola Superiore di Arti e Design di Caldas da Rainha, ha seguito un corso avanzato in Arti Visive presso la Escola de Artes Visuais Maumaus, a Lisbona.
Francisco Vidal ha sviluppato negli ultimi quindici anni una pratica artistica di dimensione evidentemente autobiografica, sebbene questa non debba essere confusa né intesa come mera manovra autopromozionale o come autore di riferimento, ma come l’intima estensione di se stesso, attraverso una continua traduzione pittorica, ossessiva nel colore e nel disegno, della sua individualità e identità, in un eterno work-in-progress.
Nato in Portogallo, da genitori angolani e capoverdiani, l’artista combina influenze estetiche discordanti, come il cubismo, il fumetto, motivi africani o la cultura hip-hop degli anni ’80, oltre al graffiti contemporaneo e alla street art. La sua pratica artistica, attraverso il disegno, la pittura, la scultura e l’installazione, riflette transversalmente reminiscenze delle sue origini — un’educazione transculturale, discendente dall’intersezione tra la cultura angolana, capoverdiana e portoghese — che si traduce in un’opera pittoricamente vibrante e irriverente. Esempio di questo melting-pot visivo è questa mostra, «Oficina Tropical», presente in Zet Gallery, a Braga, temporaneamente chiusa a causa della pandemia di Covid-19, in cui vengono presentate quasi una cento di opere, fondamentalmente pensate per questo luogo, dove si esplora la molteplicità di colori, idee, supporti e riferimenti, impiegati dall’artista.
Vidal, riflettendo sulle possibilità di espressione estetica in relazione alla società e alle ricorrenze portoghesi e angolane, imprime significato a un lavoro profondamente radicato nelle sue eredità transculturali. Infatti, le sue opere trattano temi come la razza, la miscegenazione culturale e la diaspora africana, che riflettono preoccupazioni sociali e la sua autoconsapevolezza come individuo, come esempi le opere che presenta in questa nuova serie di lavori. In questa mostra e, per estensione, trasversalmente in tutta l’opera dell’artista, si combina la furia del colore e la libertà del disegno. Un remix di riferimenti e influenze, in libera associazione, che riflette l’autentica poetica della creatività contemporanea, abbracciata dalla multiculturalità.
Prevalentemente costituita da disegni e dipinti, questa nuova serie di lavori illustra i momenti più significativi della vita dell’artista, avvenuti negli ultimi mesi che hanno preceduto l’inaugurazione della mostra. Attraverso forma, linea e colore, tutto ciò che gli circorna è assorbito nella pittura e nel disegno. In evidenza qui, gli eventi in cui traspare una profonda natura umana, come la scelta di rappresentare Moussa Marega, una critica percepibile all’ingiustizia razziale subita di recente dal calciatore.
Ora riflessione, ora critica, i disegni e i dipinti si moltiplicano in un percorso plastico circostante, rivelando tacite tracce di inquietudini sociali, universali e senza tempo. Rappresentativa di questa costante riflessione sociale sono le sconcertanti pitture su piante di cotone, che includono questa mostra. Nonostante una composizione allegra e colorata, queste pitture nascondono un riferimento simbolico ai tempi della schiavitù. Le opere alludono alla battaglia del 1961, avvenuta a Baixa de Cassanje, una regione produttrice di cotone, ora considerata l’inizio della Guerra per l’Indipendenza Angolana. Nel 1961, sotto il regime coloniale portoghese, i lavoratori si ribellarono a Baixa de Cassanje insoddisfatti delle condizioni di lavoro forzato e le truppe portoghesi lanciarono una bomba al napalm sui campi di cotone provocando un alto numero di morti.
Sia nella rivelazione di passato storici meno conosciuti (come nella serie di ritratti che ha realizzato sulle molte figure che hanno contribuito al pensiero angolano contemporaneo), sia nella rappresentazione della contemporaneità attuale (che si costruisce a partire da fatti della vita quotidiana relazionale) o nella ricerca di un futuro socialmente impegnato (che passa dall’avvicinamento all’arte, come sua proposta di creare scuole dedicate all’insegnamento artistico); è ricorrente nel lavoro di Vidal la costante riflessione sociale nella ricerca dell’egemonia angolana che designa come «Luuanda Rising».
Ancorato al movimento afrofuturista, Francisco Vidal traccia scenari di un paese passato, presente e futuro attraverso una elaborata costruzione immaginifica consapevole di una condizione post-coloniale involontaria, mai disunendosi dal suo impegno con il reale contemporaneo sia esso sociale, politico o artistico.

Francisco Vidal non è di oggi e il suo nome si sente qui e là. Laureato in Arti Plastiche presso la Escola Superior de Tecnologia e Gestão de Arte & Design delle Caldas da Rainha e con il Master in Fine Arts presso la School of Visual Arts della Columbia University, a New York, è un nome imprescindibile della pittura, del disegno e del gesto che si fa colore, si fa Africa e si fa magia. Con un percorso iniziato nel nuovo millennio, le opere di questo artista integrano collezioni nazionali e internazionali prestigiose, tra cui spiccano la Fundação EDP, Fundação Calouste Gulbenkian o la Coleção Cachola, tra tante altre.
Il lavoro di Francisco Vidal va dalla pittura all’installazione, risultato di una meditata e continua riflessione sulle possibilità discorsive dell’espressione plastica ed estetica nel rapporto con le società e l’attualità portoghese e angolana. In tal senso, il suo lavoro è imbevuto di una connotazione storica e politica.
In parallelo alla sua pratica individuale, Francisco Vidal sviluppa dal 2012, insieme a Rita GT, Antonio Ole e Nelo Teixeira, lo studio virtuale e-Studio: collettivo di artisti con base a Luanda, con uno spazio di Progetti e di galleria, con programma regolare di esposizioni e di educazione artistica.
Francisco Vidal è formato presso la Columbia University School of the Arts di New York (USA), dove ha conseguito il Master.
Attualmente è selezionato per il Padiglione dell’Angola alla 56ª Biennale di Venezia, con curatela di António Ole e curatela-assistente di Antónia Gaeta.
Francisco Vidal espone regolarmente dal 2005, distinguendosi per mostre personali Água e Luz, Instituto Camões, Luanda, Angola (2014); AIR – African Industrial Revolution alla UNAP, Luanda, Angola (2012); Água, Galeria 111, Lisbona (2007); Ecotone, Galeria 111, Porto (2007); Subbus, Galeria 111, Lisbona (2006). Delle esposizioni collettive segnaliamo: Mabaxa, Soso Gallery – Contemporary African Art, Luanda, Angola (2012); Republic, Fundação Calouste Gulbenkian (2011); MFA ThesisExhibition, Fisher Landau Center for the Art, Long Island, USA (2011); Povo, Fundação EDP (2010); O Dia pela Noite, Lux, Lisbona (2010); e Exchanging Glances, Instituto Camões in Capo Verde, Angola e Moçambique (2007).
Nel 2005 è stato selezionato per i Premi EDP – Nuovi Artisti, avendo nel 2013 inoltre rilasciato uno dei 10 artisti inclusi nella serie di documentari Generazione 25 de Abril, di Abílio Leitão e Alexandre Melo.
Il suo lavoro è rappresentato in varie collezioni, tra cui spicca la Collezione della Fundação EDP, Fundação PLMJ, Collezione Sindika Dokolo, e Fundação Calouste Gulbenkian.

Tecnica: acrilico su tela
Dimensione: 50x50 cm
Titolo: “Still Free 2”

Dipinto del pittore Francisco Vidal, il suo lavoro si distingue per la sua vibranza, impegno politico e profonda radicazione nelle sue eredità transculturali africane ed europee. Il suo lavoro fonde una molteplicità di linguaggi artistici contemporanei con riflessioni sul colonialismo, identità e diaspora africana; i suoi colori forti esprimono la vivacità del suo lavoro, insieme al movimento della pennellata fortemente influenzata dalla cultura hip-hop degli anni ’80, dal graffiti e dalla Pop Art. Presenza di linee calligrafiche potenti, a volte illeggibili, che rimandano alla “scrittura di strada” e al murales urbano.
Perfettamente confezionato e spedito in una scatola di cartone.

Biografia Francisco Vidal
È nata a Lisbona nel 1978. È portoghese, angolana e capoverdiana e vive tra Luanda, Angola e Lisbona, Portogallo. Laureato in Arti Plastiche presso la Scuola Superiore di Arti e Design di Caldas da Rainha, ha seguito un corso avanzato in Arti Visive presso la Escola de Artes Visuais Maumaus, a Lisbona.
Francisco Vidal ha sviluppato negli ultimi quindici anni una pratica artistica di dimensione evidentemente autobiografica, sebbene questa non debba essere confusa né intesa come mera manovra autopromozionale o come autore di riferimento, ma come l’intima estensione di se stesso, attraverso una continua traduzione pittorica, ossessiva nel colore e nel disegno, della sua individualità e identità, in un eterno work-in-progress.
Nato in Portogallo, da genitori angolani e capoverdiani, l’artista combina influenze estetiche discordanti, come il cubismo, il fumetto, motivi africani o la cultura hip-hop degli anni ’80, oltre al graffiti contemporaneo e alla street art. La sua pratica artistica, attraverso il disegno, la pittura, la scultura e l’installazione, riflette transversalmente reminiscenze delle sue origini — un’educazione transculturale, discendente dall’intersezione tra la cultura angolana, capoverdiana e portoghese — che si traduce in un’opera pittoricamente vibrante e irriverente. Esempio di questo melting-pot visivo è questa mostra, «Oficina Tropical», presente in Zet Gallery, a Braga, temporaneamente chiusa a causa della pandemia di Covid-19, in cui vengono presentate quasi una cento di opere, fondamentalmente pensate per questo luogo, dove si esplora la molteplicità di colori, idee, supporti e riferimenti, impiegati dall’artista.
Vidal, riflettendo sulle possibilità di espressione estetica in relazione alla società e alle ricorrenze portoghesi e angolane, imprime significato a un lavoro profondamente radicato nelle sue eredità transculturali. Infatti, le sue opere trattano temi come la razza, la miscegenazione culturale e la diaspora africana, che riflettono preoccupazioni sociali e la sua autoconsapevolezza come individuo, come esempi le opere che presenta in questa nuova serie di lavori. In questa mostra e, per estensione, trasversalmente in tutta l’opera dell’artista, si combina la furia del colore e la libertà del disegno. Un remix di riferimenti e influenze, in libera associazione, che riflette l’autentica poetica della creatività contemporanea, abbracciata dalla multiculturalità.
Prevalentemente costituita da disegni e dipinti, questa nuova serie di lavori illustra i momenti più significativi della vita dell’artista, avvenuti negli ultimi mesi che hanno preceduto l’inaugurazione della mostra. Attraverso forma, linea e colore, tutto ciò che gli circorna è assorbito nella pittura e nel disegno. In evidenza qui, gli eventi in cui traspare una profonda natura umana, come la scelta di rappresentare Moussa Marega, una critica percepibile all’ingiustizia razziale subita di recente dal calciatore.
Ora riflessione, ora critica, i disegni e i dipinti si moltiplicano in un percorso plastico circostante, rivelando tacite tracce di inquietudini sociali, universali e senza tempo. Rappresentativa di questa costante riflessione sociale sono le sconcertanti pitture su piante di cotone, che includono questa mostra. Nonostante una composizione allegra e colorata, queste pitture nascondono un riferimento simbolico ai tempi della schiavitù. Le opere alludono alla battaglia del 1961, avvenuta a Baixa de Cassanje, una regione produttrice di cotone, ora considerata l’inizio della Guerra per l’Indipendenza Angolana. Nel 1961, sotto il regime coloniale portoghese, i lavoratori si ribellarono a Baixa de Cassanje insoddisfatti delle condizioni di lavoro forzato e le truppe portoghesi lanciarono una bomba al napalm sui campi di cotone provocando un alto numero di morti.
Sia nella rivelazione di passato storici meno conosciuti (come nella serie di ritratti che ha realizzato sulle molte figure che hanno contribuito al pensiero angolano contemporaneo), sia nella rappresentazione della contemporaneità attuale (che si costruisce a partire da fatti della vita quotidiana relazionale) o nella ricerca di un futuro socialmente impegnato (che passa dall’avvicinamento all’arte, come sua proposta di creare scuole dedicate all’insegnamento artistico); è ricorrente nel lavoro di Vidal la costante riflessione sociale nella ricerca dell’egemonia angolana che designa come «Luuanda Rising».
Ancorato al movimento afrofuturista, Francisco Vidal traccia scenari di un paese passato, presente e futuro attraverso una elaborata costruzione immaginifica consapevole di una condizione post-coloniale involontaria, mai disunendosi dal suo impegno con il reale contemporaneo sia esso sociale, politico o artistico.

Francisco Vidal non è di oggi e il suo nome si sente qui e là. Laureato in Arti Plastiche presso la Escola Superior de Tecnologia e Gestão de Arte & Design delle Caldas da Rainha e con il Master in Fine Arts presso la School of Visual Arts della Columbia University, a New York, è un nome imprescindibile della pittura, del disegno e del gesto che si fa colore, si fa Africa e si fa magia. Con un percorso iniziato nel nuovo millennio, le opere di questo artista integrano collezioni nazionali e internazionali prestigiose, tra cui spiccano la Fundação EDP, Fundação Calouste Gulbenkian o la Coleção Cachola, tra tante altre.
Il lavoro di Francisco Vidal va dalla pittura all’installazione, risultato di una meditata e continua riflessione sulle possibilità discorsive dell’espressione plastica ed estetica nel rapporto con le società e l’attualità portoghese e angolana. In tal senso, il suo lavoro è imbevuto di una connotazione storica e politica.
In parallelo alla sua pratica individuale, Francisco Vidal sviluppa dal 2012, insieme a Rita GT, Antonio Ole e Nelo Teixeira, lo studio virtuale e-Studio: collettivo di artisti con base a Luanda, con uno spazio di Progetti e di galleria, con programma regolare di esposizioni e di educazione artistica.
Francisco Vidal è formato presso la Columbia University School of the Arts di New York (USA), dove ha conseguito il Master.
Attualmente è selezionato per il Padiglione dell’Angola alla 56ª Biennale di Venezia, con curatela di António Ole e curatela-assistente di Antónia Gaeta.
Francisco Vidal espone regolarmente dal 2005, distinguendosi per mostre personali Água e Luz, Instituto Camões, Luanda, Angola (2014); AIR – African Industrial Revolution alla UNAP, Luanda, Angola (2012); Água, Galeria 111, Lisbona (2007); Ecotone, Galeria 111, Porto (2007); Subbus, Galeria 111, Lisbona (2006). Delle esposizioni collettive segnaliamo: Mabaxa, Soso Gallery – Contemporary African Art, Luanda, Angola (2012); Republic, Fundação Calouste Gulbenkian (2011); MFA ThesisExhibition, Fisher Landau Center for the Art, Long Island, USA (2011); Povo, Fundação EDP (2010); O Dia pela Noite, Lux, Lisbona (2010); e Exchanging Glances, Instituto Camões in Capo Verde, Angola e Moçambique (2007).
Nel 2005 è stato selezionato per i Premi EDP – Nuovi Artisti, avendo nel 2013 inoltre rilasciato uno dei 10 artisti inclusi nella serie di documentari Generazione 25 de Abril, di Abílio Leitão e Alexandre Melo.
Il suo lavoro è rappresentato in varie collezioni, tra cui spicca la Collezione della Fundação EDP, Fundação PLMJ, Collezione Sindika Dokolo, e Fundação Calouste Gulbenkian.

Dettagli

Artista
Francisco Vidal (1978)
Venduto con cornice
No
Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Still Free 2
Tecnica
Pittura acrilica
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Portogallo
Anno
2025
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
50 cm
Larghezza
50 cm
Peso
2 g
Raffigurazione/Tematica
Cultura pop
Stile
Pop Art
Periodo
2020+
Venduto da
PortogalloVerificato
206
Oggetti venduti
Privato

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