Max-Daniel - Saint Jérome et le lion






Ha conseguito una laurea in storia dell'arte e un master in management artistico e culturale.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 136578 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Descrizione del venditore
San Girolamo e il leone
Max-Daniel, 2026
Edizione numerata 1/2 Stampa su tela tesa su telaio e incorniciata
Formato dell'opera: 30 × 40 cm
Cornice: cassa americana in legno tinto
Dimensioni complessive: 34 × 44 cm
Opera pronta da appendere al muro, vernice protettiva semilucida
Con San Girolamo e il leone, Max-Daniel propone una rilettura sensibile e intima di un celebre episodio dell’iconografia cristiana. San Girolamo, Padre della Chiesa, traduttore della Bibbia in latino e figura importante della meditazione sapiente, è tradizionalmente raffigurato nel deserto, nella sua cella o accanto a un leone addomesticato. La leggenda racconta che avrebbe rimosso una spina dalla zampa dell’animale, trasformando la paura in fiducia, la minaccia in fedeltà.
Qui, Max-Daniel sceglie di non trattare la scena come una semplice immagine edificante o eroica. Il centro del dipinto non è l’impresa del santo, ma la relazione che si stabilisce tra due esseri. L’anziano e il leone si guardano con un’intensità quasi umana. La mano di Girolamo regge la zampa dell’animale, non come gesto di dominazione, ma come atto di cura, ascolto e riconoscimento reciproco.
La composizione insiste su questa prossimità. Il volto segnato di san Girolamo, il suo corpo invecchiato, la tunica rossa scura, la luce proveniente dall’ingresso della grotta, tutto concorre a rendere la scena un momento sospeso. Il leone non è trattato come una bestia selvatica sconfitta, ma come una presenza maestosa e vulnerabile al tempo stesso. Il suo sguardo rivolto al santo esprime meno sottomissione che fiducia.
Il scenario grotta-biblioteca rafforza la dimensione simbolica dell’opera. I libri, i rotoli, la lampada, la croce e gli oggetti di studio ricordano il mondo del pensiero, della traduzione e della fede. Ma di fronte a questo accumulo di sapere, è infine il gesto semplice di compassione a diventare il vero soggetto della tela. La conoscenza non è separata dall'empatia: trova il suo compimento nell’attenzione rivolta al vivente.
Questa rappresentazione originale di San Girolamo e del leone mette dunque l’accento su un’idea profondamente attuale: la grandezza spirituale non risiede solo nell’ascetismo, nello studio o nella dottrina, ma nella capacità di riconoscere la sofferenza dell’altro, anche quando si presenta con i tratti dell’animale, dello straniero o del selvaggio.
Opera ibrida di Max-Daniel, questo pezzo appartiene a una tiratura limitata a due esemplari numerati. L’esemplare presentato qui è il numero 1/2, firmato e autenticato sul retro, incorniciato in una cassa americana in legno tinto, pronto da appendere.
Il venditore si racconta
San Girolamo e il leone
Max-Daniel, 2026
Edizione numerata 1/2 Stampa su tela tesa su telaio e incorniciata
Formato dell'opera: 30 × 40 cm
Cornice: cassa americana in legno tinto
Dimensioni complessive: 34 × 44 cm
Opera pronta da appendere al muro, vernice protettiva semilucida
Con San Girolamo e il leone, Max-Daniel propone una rilettura sensibile e intima di un celebre episodio dell’iconografia cristiana. San Girolamo, Padre della Chiesa, traduttore della Bibbia in latino e figura importante della meditazione sapiente, è tradizionalmente raffigurato nel deserto, nella sua cella o accanto a un leone addomesticato. La leggenda racconta che avrebbe rimosso una spina dalla zampa dell’animale, trasformando la paura in fiducia, la minaccia in fedeltà.
Qui, Max-Daniel sceglie di non trattare la scena come una semplice immagine edificante o eroica. Il centro del dipinto non è l’impresa del santo, ma la relazione che si stabilisce tra due esseri. L’anziano e il leone si guardano con un’intensità quasi umana. La mano di Girolamo regge la zampa dell’animale, non come gesto di dominazione, ma come atto di cura, ascolto e riconoscimento reciproco.
La composizione insiste su questa prossimità. Il volto segnato di san Girolamo, il suo corpo invecchiato, la tunica rossa scura, la luce proveniente dall’ingresso della grotta, tutto concorre a rendere la scena un momento sospeso. Il leone non è trattato come una bestia selvatica sconfitta, ma come una presenza maestosa e vulnerabile al tempo stesso. Il suo sguardo rivolto al santo esprime meno sottomissione che fiducia.
Il scenario grotta-biblioteca rafforza la dimensione simbolica dell’opera. I libri, i rotoli, la lampada, la croce e gli oggetti di studio ricordano il mondo del pensiero, della traduzione e della fede. Ma di fronte a questo accumulo di sapere, è infine il gesto semplice di compassione a diventare il vero soggetto della tela. La conoscenza non è separata dall'empatia: trova il suo compimento nell’attenzione rivolta al vivente.
Questa rappresentazione originale di San Girolamo e del leone mette dunque l’accento su un’idea profondamente attuale: la grandezza spirituale non risiede solo nell’ascetismo, nello studio o nella dottrina, ma nella capacità di riconoscere la sofferenza dell’altro, anche quando si presenta con i tratti dell’animale, dello straniero o del selvaggio.
Opera ibrida di Max-Daniel, questo pezzo appartiene a una tiratura limitata a due esemplari numerati. L’esemplare presentato qui è il numero 1/2, firmato e autenticato sul retro, incorniciato in una cassa americana in legno tinto, pronto da appendere.
