Pacifico Sidoli (1868-1963) - Nudo di Donna





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AUTORE
Pacifico Sidoli (Rossoreggio di Bettola, 17 mei 1868 – Piacenza, 23 maart 1963) è stato un celebre e longevo pittore emiliano, la cui prolifica produzione ha attraversato quasi un secolo intero della storia dell’arte italiana. Formatosi all’Istituto Gazzola di Piacenza sotto la guida di Bernardino Pollinari, l’artista ha inizialmente assimilato i criteri accademici del naturalismo tardo-ottocentesco. La sua visione però si è ampliata notevolmente grazie a un lungo soggiorno a Parigi, iniziato nel 1895 e durato quasi vent’anni, durante il quale è entrato in contatto con i nuovi movimenti europei della pittura al confine tra i due secoli. Nonostante la dimensione internazionale, ha sempre mantenuto un profondo legame con la sua terra natale e con Milano, dove il suo studio è diventato un vivace punto di ritrovo per intellettuali e collezionisti.
Per quanto riguarda stile e poesia, Sidoli si distingueva per un linguaggio sincero, lirico e contemplativo, saldamente ancorato al verismo lombardo-emiliano. La sua tecnica, fedele all’osservazione del reale, si rivelò aperta alla sperimentazione: nei suoi paesaggi assolati e nei generi di genere si riscontrano frequenti incursioni nella tecnica divisionista, caratterizzate da una pennellata vibrante e frammentata, talvolta accompagnata da tematiche a respiro simbolista. Fu un attento esploratore della natura e della figura umana, caratteristica che lo rese un ritratlista molto ricercato, capace di incastonare personalità del calibro di Giosuè Carducci e del collega-pittore Filippo Carcano con dignità e sensibilità cromatica.
La sua inesauribile spinta creativa, che lo accompagnò letteralmente fino al suo letto di morte, gli valse importanti commissioni e una diffusa promulgazione delle sue opere in prestigiose collezioni pubbliche e private. Su piano pubblico si ricordano: la sua prima pala d’altare, San Folco Scotti (1892) per la chiesa di Sant’Eufemia a Piacenza, le tempere per il soffitto del palazzo della Banca Cattolica (oggi Poste Centrali di Piacenza) e l’imponente dipinto storico conservato nella Casa Madre degli Scalabriniani. Ancora oggi i suoi dipinti adornano importanti istituzioni, tra cui la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza (che gli dedicò nel 1996 una ampia retrospettiva), la collezione della Fondazione di Piacenza e Vigevano e il Museo Antoniano di Padova.
DESCRIZIONE
"Nudo di Donna", olio su tavola, 12x9 cm, databile agli anni ’10 del Novecento, firmato sul retro.
Il dipinto raffigura una giovane donna nuda vista di spalle, seduta su una sedia con profili aggraziati, mentre cerca di raccogliere i capelli scuri, fitti, con entrambe le mani. La posa spontanea e la leggera torsione del torace le permettono di volgere lo sguardo oltre la spalla verso lo spettatore, in un dialogo visivo diretto ma intriso di una silente vergogna. La composizione è saldamente centrata sulla figura femminile, che poggia su una stoffa bianca e azzurra, mentre lo sfondo sfuma in una quinte astratta e materica con toni caldi, ocra e marrone, che fanno risaltare la luce del personaggio in primo piano tramite contrasto.
La lettura pittorica rivela una pennellata rapida e frammentata, piena di materia, che non costruisce i volumi tramite un disegno lineare rigido, ma attraverso l’accumulo sapiente di chiazze di colore. Il gioco cromatico si sviluppa su un equilibrio raffinato di contrasti termici: la pelle della donna, resa con tonalità calde di rosa, pesca e terrosi, è arricchita da leggere toccature rossastre su guance e giunture. Al contrariu, dominano i toni freddi: azzurro, ceruleo e blu dei panneggi e dello schienale della sedia. Anche nelle ombre sul corpo del modello emergono delicate riflessi verdi e blu, testimonianza di una profonda studio luministico che scioglie i contorni per fondere dolcemente la figura con l’atmosfera circostante.
Questo dipinto si inserisce organicamente nel percorso di maturazione dell’espressione di Pacifico Sidoli, riflettendo pienamente l’evoluzione della sua poetica dopo il lungo soggiorno parigino. I canoni del naturalismo tardo-ottocentesco della sua formazione piacentina furono superati, e l’artista interiorizzò i fermenti della pittura europea ai margini della fine dei due secoli. L’uso vitale e dinamico del colore, pur non sfociando nel divisionismo rigoroso dei suoi paesaggi, sottolinea la sua continua propensione alla sperimentazione. "Nudo di Donna" conferma inoltre la vocation di Sidoli come attento e sensibile esploratore della figura umana: fedele a un linguaggio sincero e lirico, ancorato al verismo lombardo-emiliano ma con respiro internazionale.
CONDITION REPORT
Buone condizioni generali. L’opera è integra in tutte le sue parti, con cromie e pennellate vividi e ben leggibili.
Spedizione tracciabile e assicurata con adeguato imballaggio.
AUTORE
Pacifico Sidoli (Rossoreggio di Bettola, 17 mei 1868 – Piacenza, 23 maart 1963) è stato un celebre e longevo pittore emiliano, la cui prolifica produzione ha attraversato quasi un secolo intero della storia dell’arte italiana. Formatosi all’Istituto Gazzola di Piacenza sotto la guida di Bernardino Pollinari, l’artista ha inizialmente assimilato i criteri accademici del naturalismo tardo-ottocentesco. La sua visione però si è ampliata notevolmente grazie a un lungo soggiorno a Parigi, iniziato nel 1895 e durato quasi vent’anni, durante il quale è entrato in contatto con i nuovi movimenti europei della pittura al confine tra i due secoli. Nonostante la dimensione internazionale, ha sempre mantenuto un profondo legame con la sua terra natale e con Milano, dove il suo studio è diventato un vivace punto di ritrovo per intellettuali e collezionisti.
Per quanto riguarda stile e poesia, Sidoli si distingueva per un linguaggio sincero, lirico e contemplativo, saldamente ancorato al verismo lombardo-emiliano. La sua tecnica, fedele all’osservazione del reale, si rivelò aperta alla sperimentazione: nei suoi paesaggi assolati e nei generi di genere si riscontrano frequenti incursioni nella tecnica divisionista, caratterizzate da una pennellata vibrante e frammentata, talvolta accompagnata da tematiche a respiro simbolista. Fu un attento esploratore della natura e della figura umana, caratteristica che lo rese un ritratlista molto ricercato, capace di incastonare personalità del calibro di Giosuè Carducci e del collega-pittore Filippo Carcano con dignità e sensibilità cromatica.
La sua inesauribile spinta creativa, che lo accompagnò letteralmente fino al suo letto di morte, gli valse importanti commissioni e una diffusa promulgazione delle sue opere in prestigiose collezioni pubbliche e private. Su piano pubblico si ricordano: la sua prima pala d’altare, San Folco Scotti (1892) per la chiesa di Sant’Eufemia a Piacenza, le tempere per il soffitto del palazzo della Banca Cattolica (oggi Poste Centrali di Piacenza) e l’imponente dipinto storico conservato nella Casa Madre degli Scalabriniani. Ancora oggi i suoi dipinti adornano importanti istituzioni, tra cui la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza (che gli dedicò nel 1996 una ampia retrospettiva), la collezione della Fondazione di Piacenza e Vigevano e il Museo Antoniano di Padova.
DESCRIZIONE
"Nudo di Donna", olio su tavola, 12x9 cm, databile agli anni ’10 del Novecento, firmato sul retro.
Il dipinto raffigura una giovane donna nuda vista di spalle, seduta su una sedia con profili aggraziati, mentre cerca di raccogliere i capelli scuri, fitti, con entrambe le mani. La posa spontanea e la leggera torsione del torace le permettono di volgere lo sguardo oltre la spalla verso lo spettatore, in un dialogo visivo diretto ma intriso di una silente vergogna. La composizione è saldamente centrata sulla figura femminile, che poggia su una stoffa bianca e azzurra, mentre lo sfondo sfuma in una quinte astratta e materica con toni caldi, ocra e marrone, che fanno risaltare la luce del personaggio in primo piano tramite contrasto.
La lettura pittorica rivela una pennellata rapida e frammentata, piena di materia, che non costruisce i volumi tramite un disegno lineare rigido, ma attraverso l’accumulo sapiente di chiazze di colore. Il gioco cromatico si sviluppa su un equilibrio raffinato di contrasti termici: la pelle della donna, resa con tonalità calde di rosa, pesca e terrosi, è arricchita da leggere toccature rossastre su guance e giunture. Al contrariu, dominano i toni freddi: azzurro, ceruleo e blu dei panneggi e dello schienale della sedia. Anche nelle ombre sul corpo del modello emergono delicate riflessi verdi e blu, testimonianza di una profonda studio luministico che scioglie i contorni per fondere dolcemente la figura con l’atmosfera circostante.
Questo dipinto si inserisce organicamente nel percorso di maturazione dell’espressione di Pacifico Sidoli, riflettendo pienamente l’evoluzione della sua poetica dopo il lungo soggiorno parigino. I canoni del naturalismo tardo-ottocentesco della sua formazione piacentina furono superati, e l’artista interiorizzò i fermenti della pittura europea ai margini della fine dei due secoli. L’uso vitale e dinamico del colore, pur non sfociando nel divisionismo rigoroso dei suoi paesaggi, sottolinea la sua continua propensione alla sperimentazione. "Nudo di Donna" conferma inoltre la vocation di Sidoli come attento e sensibile esploratore della figura umana: fedele a un linguaggio sincero e lirico, ancorato al verismo lombardo-emiliano ma con respiro internazionale.
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Buone condizioni generali. L’opera è integra in tutte le sue parti, con cromie e pennellate vividi e ben leggibili.
Spedizione tracciabile e assicurata con adeguato imballaggio.

