Charles Batteux - Les Beaux-Arts réduits à un même principe - 1747





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Les Beaux-Arts ridotti a un unico principio, Charles Batteux, Chez Durand, Parigi, 1747, 1 volumi, XIII-308 pp. Frontespizio di Charles Eizen. Nuova edizione.
In-12°, rilegatura piena pelle, dorso liscio ornato di cassetti dorati, fianchi dorati, ferri dorati ai motivi floreali, titolo dorato su tassello rosso granato. Canti decorati con roulette dorata. Becche decorate. Tutte le sguardie rosse. Doppia guardia marmorizzata. Segnalibro conservato.
Sfregamenti d’uso ed epidermure sui piatti e sul dorso. Becche e angoli usurati. Morso spezzato in testa su 2 cm.
Interno molto fresco. Qualche macchia sparsa.
Molto bel esemplare con interno sano.
Dimensioni (in cm): 17 x 11 x 2
Peso (in kg): 0,276
L’Abbé Charles Batteux (1713-1780), erudito, poligrafo, fu eletto all’Accademia Francese nel 1761. Egli partecipa al movimento di unificazione delle arti - poesia, pittura e scultura, musica e danza - in un’Arte unica, al nome del principio di imitazione della bella Natura che le fonda: "Se le arti sono essenzialmente imitatrici della bella natura, ne consegue che il gusto della bella natura deve essere essenzialmente il buon gusto nelle arti". Tutti hanno il piacere come fine.
Qualificata come « somma estetica del mezzo secolo » da Annie Becq, Les Beaux-Arts ridotti a un unico principio, proprio come les Réflexions critiques di Du Bos, appaiono come le prime formulazioni di un pensiero estetico autonomo che, attorno alle nozioni di sentimento e di bella Natura, fonda il discorso sull’arte [BECQ, Annie, Genèse de l’esthétique française moderne 1680-1814, Parigi, 1994 (1ª ed. 1984), p. 425].
Il discorso di Batteux si articola attorno alla nozione di gusto e all’importanza del sentimento come percezione sensibile, entrambi essenziali per giudicare un’opera d’arte. Al cuore della sua concezione di imitazione e attività artistica, egli colloca il genio e l’entusiasmo che associano cuore e spirito in una comune impresa per rappresentare la bella natura.
Di numerose traduzioni sono state realizzate in Germania contribuendo alla diffusione del pensiero di Batteux. Il testo ha tuttavia suscitato critiche da parte del suo traduttore Schlegel, ma anche da autori come Lessing e Herder [RIALLAND Nicolas, « Le discours poétique en France à l’épreuve de sa critique par Lessing : l’exemple de la fable », in C. Michel, C. Magnusson, Penser l’art dans la deuxième moitié du XVIIIe siècle : théorie, critique, philosophie, storia, Roma, 2013, p. 383-400].
Flore César, www.lexart.fr
(réf. : https://www.lexart.fr/sources/view/1435)
Les Beaux-Arts ridotti a un unico principio, Charles Batteux, Chez Durand, Parigi, 1747, 1 volumi, XIII-308 pp. Frontespizio di Charles Eizen. Nuova edizione.
In-12°, rilegatura piena pelle, dorso liscio ornato di cassetti dorati, fianchi dorati, ferri dorati ai motivi floreali, titolo dorato su tassello rosso granato. Canti decorati con roulette dorata. Becche decorate. Tutte le sguardie rosse. Doppia guardia marmorizzata. Segnalibro conservato.
Sfregamenti d’uso ed epidermure sui piatti e sul dorso. Becche e angoli usurati. Morso spezzato in testa su 2 cm.
Interno molto fresco. Qualche macchia sparsa.
Molto bel esemplare con interno sano.
Dimensioni (in cm): 17 x 11 x 2
Peso (in kg): 0,276
L’Abbé Charles Batteux (1713-1780), erudito, poligrafo, fu eletto all’Accademia Francese nel 1761. Egli partecipa al movimento di unificazione delle arti - poesia, pittura e scultura, musica e danza - in un’Arte unica, al nome del principio di imitazione della bella Natura che le fonda: "Se le arti sono essenzialmente imitatrici della bella natura, ne consegue che il gusto della bella natura deve essere essenzialmente il buon gusto nelle arti". Tutti hanno il piacere come fine.
Qualificata come « somma estetica del mezzo secolo » da Annie Becq, Les Beaux-Arts ridotti a un unico principio, proprio come les Réflexions critiques di Du Bos, appaiono come le prime formulazioni di un pensiero estetico autonomo che, attorno alle nozioni di sentimento e di bella Natura, fonda il discorso sull’arte [BECQ, Annie, Genèse de l’esthétique française moderne 1680-1814, Parigi, 1994 (1ª ed. 1984), p. 425].
Il discorso di Batteux si articola attorno alla nozione di gusto e all’importanza del sentimento come percezione sensibile, entrambi essenziali per giudicare un’opera d’arte. Al cuore della sua concezione di imitazione e attività artistica, egli colloca il genio e l’entusiasmo che associano cuore e spirito in una comune impresa per rappresentare la bella natura.
Di numerose traduzioni sono state realizzate in Germania contribuendo alla diffusione del pensiero di Batteux. Il testo ha tuttavia suscitato critiche da parte del suo traduttore Schlegel, ma anche da autori come Lessing e Herder [RIALLAND Nicolas, « Le discours poétique en France à l’épreuve de sa critique par Lessing : l’exemple de la fable », in C. Michel, C. Magnusson, Penser l’art dans la deuxième moitié du XVIIIe siècle : théorie, critique, philosophie, storia, Roma, 2013, p. 383-400].
Flore César, www.lexart.fr
(réf. : https://www.lexart.fr/sources/view/1435)

