Tomasz Obajtek - Illithid





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Tomasz Obajtek, Illithid, 2024, olio su tela, 140 × 100 cm, originale, firmato sul retro, Polonia, in ottime condizioni, ritratta la cultura pop in stile moderno.
Descrizione del venditore
autore Tomasz Obajtek, "Illithid", 2024, olio su tela, 140/100/2 cm., firmato sul retro, Polonia, spedito in tubo, tela arrotolata.
Ho terminato il corso di Art&Design presso il Dipartimento di Arte dell'Università im. KEN a Cracovia, conseguendo la laurea magistrale in Belle Arti.
La mia attività artistica si concentra sulla pittura narrativa, che oscilla tra figurazione e astrazione. Combino elementi di fantasy, iconografia religiosa e simbologia, trattandoli come materiale per costruire racconti visivi autoriali, spesso grotteschi. Mi muovo in un campo che definisco pittura gravemente non-seria — che opera contemporaneamente patos, deformazione e sottile umorismo.
Contemporaneamente sviluppo due filoni: una grotesca espressiva religiosa-fantastica, basata su rappresentazioni drammatiche e esasperate di personaggi e scene, e un'astrazione organica narrativa, in cui significato nasce dal titolo, dal ritmo delle forme e dalle tensioni cromatiche. Entrambi gli ambiti sono uniti dalla deformazione, dalla metafora e da un distacco ironico, che consente di superare la letteralità e l'eccesso di solennità.
Mi interessa l'immagine come forma contemporanea di mito — uno spazio in cui il sacro incontra la grottesco, e la narrazione incontra l'astrazione. Dipingo come medium di racconto, di emozione e di simbolo, e non come illustrazione della realtà.
autore Tomasz Obajtek, "Illithid", 2024, olio su tela, 140/100/2 cm., firmato sul retro, Polonia, spedito in tubo, tela arrotolata.
Ho terminato il corso di Art&Design presso il Dipartimento di Arte dell'Università im. KEN a Cracovia, conseguendo la laurea magistrale in Belle Arti.
La mia attività artistica si concentra sulla pittura narrativa, che oscilla tra figurazione e astrazione. Combino elementi di fantasy, iconografia religiosa e simbologia, trattandoli come materiale per costruire racconti visivi autoriali, spesso grotteschi. Mi muovo in un campo che definisco pittura gravemente non-seria — che opera contemporaneamente patos, deformazione e sottile umorismo.
Contemporaneamente sviluppo due filoni: una grotesca espressiva religiosa-fantastica, basata su rappresentazioni drammatiche e esasperate di personaggi e scene, e un'astrazione organica narrativa, in cui significato nasce dal titolo, dal ritmo delle forme e dalle tensioni cromatiche. Entrambi gli ambiti sono uniti dalla deformazione, dalla metafora e da un distacco ironico, che consente di superare la letteralità e l'eccesso di solennità.
Mi interessa l'immagine come forma contemporanea di mito — uno spazio in cui il sacro incontra la grottesco, e la narrazione incontra l'astrazione. Dipingo come medium di racconto, di emozione e di simbolo, e non come illustrazione della realtà.

