Roberto Antonetto - Il Mobile Piemontese nel Settecento - 2010





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Roberto Antonetto, Il Mobile Piemontese nel Settecento, due volumi rilegati in italiano, 1° edizione 2010, Umberto Allemandi & C., 716 pagine.
Descrizione del venditore
Editore: Allemandi & Co
Autore: Roberto Antonetto
Anno: 2010
Soggetto: Primo e secondo volume
Pagine: 716 totali
All'interno delle oltre 700 pagine complessive, l'opera raccoglie una monumentale antologia di 1.155 illustrazioni fotografiche che documentano nei minimi dettagli l'ebanisteria piemontese dell'epoca
Nel panorama dell'ebanisteria piemontese del XVIII secolo, si distinguono due filoni principali:Opere d'autore: Maestri ebanisti legati alla corte sabauda che hanno reso il mobile piemontese famoso nel mondo. Il più celebre è Pietro Piffetti, noto per i suoi intarsi virtuosi in avorio, madreperla e legni rari. Altri nomi illustri documentati includono Giuseppe Maria Bonzanigo, specializzato nell'intaglio ligneo, e Luigi Prinotto.Opere anonime: La stragrande maggioranza dei pezzi che arredavano le dimore nobiliari e borghesi piemontesi non era firmata. Questo secondo corpus comprende arredi di pari dignità estetica e tecnica, realizzati da botteghe artigiane locali spesso attive tra Torino e le province
Editore: Allemandi & Co
Autore: Roberto Antonetto
Anno: 2010
Soggetto: Primo e secondo volume
Pagine: 716 totali
All'interno delle oltre 700 pagine complessive, l'opera raccoglie una monumentale antologia di 1.155 illustrazioni fotografiche che documentano nei minimi dettagli l'ebanisteria piemontese dell'epoca
Nel panorama dell'ebanisteria piemontese del XVIII secolo, si distinguono due filoni principali:Opere d'autore: Maestri ebanisti legati alla corte sabauda che hanno reso il mobile piemontese famoso nel mondo. Il più celebre è Pietro Piffetti, noto per i suoi intarsi virtuosi in avorio, madreperla e legni rari. Altri nomi illustri documentati includono Giuseppe Maria Bonzanigo, specializzato nell'intaglio ligneo, e Luigi Prinotto.Opere anonime: La stragrande maggioranza dei pezzi che arredavano le dimore nobiliari e borghesi piemontesi non era firmata. Questo secondo corpus comprende arredi di pari dignità estetica e tecnica, realizzati da botteghe artigiane locali spesso attive tra Torino e le province

