Baptiste Laurent - Bonaparte Transat





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Bonaparte Transat, un dipinto a olio 280 × 280 cm di Baptiste Laurent (edizione originale, 2025) dall'Espagna, raffigura temi mitologici in una palette multicolore (arancione, blu, verde e giallo) e pesa 15 kg; firmato sul retro, venduto non incorniciato e spedito arrotolato.
Descrizione del venditore
"Bonaparte Transat", XXXL, 280x280cm,
Firmato sul retro. Venduto senza cornice, inviato arrotolato.
Bio/
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora a Madrid e Parigi. Ha esposto in diverse istituzioni artistiche e culturali, tra cui l’Institut français de Madrid, Le Palais de Tokyo, Galería La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance Française, Museo Nacional de Antropología, Galería FL. Il suo mezzo tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit", ha più volte sperimentato una collaborazione creativa con altri artisti visivi e autori letterari.
Come artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare stili pittorici, oscillando tra narrazione neofigurativa, pittura grafica e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, dirige una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
WELCOME TO THE CIRCUS / 2024-2025
Stéphane Mallarmé: “L’uomo può essere democratico; l’artista si divide in due e deve rimanere un aristocratico.”
Questa mostra riunisce l’ultimo progetto artistico di Baptiste Laurent (Nantes, 1980), che vive in Spagna da oltre quindici anni, rivelando la tragedia imposta al termine della celebrazione dell’ordine internazionale.
Laurent cerca di rivitalizzare la sua pittura declinando le sue radici e incorporando simboli locali della cultura spagnola, come l’universo degli teschi dalla Conquista dell’America Latina e la pittura andalusa. Nell’aspra lotta interna del suo processo creativo, confronta criticamente la sua pittura con la caccia, la guerra e l’identità nazionale francese nel contesto europeo e internazionale, che qui assumono il ruolo di protagonisti.
Attraverso la metafora del circo, del calcio, delle giostre e dei parchi divertimenti, l’artista ironicamente caricatura lo spettacolo, trasformando cultura, politica e la costruzione dell’identità nazionale in un carnevale.
Il trionfo dei social media, la frivolezza della vita democratica e la banalizzazione dell’arte e della letteratura hanno trasformato l’esperienza culturale in un bisogno ineludibile di intrattenimento. Legittima il popolare mentre cerca un ideale plastico e intellettuale capace di esprimere le più alte emozioni e sentimenti umani, in risonanza con la mitologia dei sogni, dove passato, presente e futuro si fondono di fronte al frenetico svolgimento della tragedia internazionale delle guerre e della memoria coloniale che circondano l’Occidente.
Collegando il proprio lavoro al mondo della sua infanzia, reinventa i miti del Vecchio West e del nobile selvaggio per esplorare un’idea senza nome, dove le maschere impongono un sentimento drammatico sulla storia e dove i sogni di gloria sono traditi. Dalle profondità del suo essere e dei ricordi d’infanzia, riorganizza la dimensione di corpi, animali e oggetti, conferendo alle miniature una grandiosità teatrale e sproporzionata.
La sua capacità di immaginazione imprime al spettacolo del paesaggio contemporaneo un mistero nel corso della storia, riaffermando la costruzione dei ruoli di genere e trasformando il passato individuale in un’esperienza collettiva, permeata delle sue preoccupazioni masculine. La teatralità dei suoi grandi dipinti lo trascina in estasi mistiche, dove esprime la sua poesia in armonia con le sue preoccupazioni sociali.
Mescolando elementi opposti, intreccia legami tra il suo mondo intimo e il mondo contemporaneo attraverso una figurazione simbolica, la versatilità dei canoni, pennellate singolari, la gestualità delle forme, la mescolanza di tecniche (disegno, pittura e scultura), l’uso libero del colore, l’umorismo, il grottesco e la riappropriazione del suo universo immaginario. Baptiste Laurent dipinge come vuole: è un bisogno fondamentale. La sua pittura trascende l’ordine classico della rappresentazione trascendentale e canonica delle norme, oscillando tra tristezza e gioia, stimolando l’empatia dello spettatore.
Il venditore si racconta
"Bonaparte Transat", XXXL, 280x280cm,
Firmato sul retro. Venduto senza cornice, inviato arrotolato.
Bio/
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora a Madrid e Parigi. Ha esposto in diverse istituzioni artistiche e culturali, tra cui l’Institut français de Madrid, Le Palais de Tokyo, Galería La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance Française, Museo Nacional de Antropología, Galería FL. Il suo mezzo tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit", ha più volte sperimentato una collaborazione creativa con altri artisti visivi e autori letterari.
Come artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare stili pittorici, oscillando tra narrazione neofigurativa, pittura grafica e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, dirige una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
WELCOME TO THE CIRCUS / 2024-2025
Stéphane Mallarmé: “L’uomo può essere democratico; l’artista si divide in due e deve rimanere un aristocratico.”
Questa mostra riunisce l’ultimo progetto artistico di Baptiste Laurent (Nantes, 1980), che vive in Spagna da oltre quindici anni, rivelando la tragedia imposta al termine della celebrazione dell’ordine internazionale.
Laurent cerca di rivitalizzare la sua pittura declinando le sue radici e incorporando simboli locali della cultura spagnola, come l’universo degli teschi dalla Conquista dell’America Latina e la pittura andalusa. Nell’aspra lotta interna del suo processo creativo, confronta criticamente la sua pittura con la caccia, la guerra e l’identità nazionale francese nel contesto europeo e internazionale, che qui assumono il ruolo di protagonisti.
Attraverso la metafora del circo, del calcio, delle giostre e dei parchi divertimenti, l’artista ironicamente caricatura lo spettacolo, trasformando cultura, politica e la costruzione dell’identità nazionale in un carnevale.
Il trionfo dei social media, la frivolezza della vita democratica e la banalizzazione dell’arte e della letteratura hanno trasformato l’esperienza culturale in un bisogno ineludibile di intrattenimento. Legittima il popolare mentre cerca un ideale plastico e intellettuale capace di esprimere le più alte emozioni e sentimenti umani, in risonanza con la mitologia dei sogni, dove passato, presente e futuro si fondono di fronte al frenetico svolgimento della tragedia internazionale delle guerre e della memoria coloniale che circondano l’Occidente.
Collegando il proprio lavoro al mondo della sua infanzia, reinventa i miti del Vecchio West e del nobile selvaggio per esplorare un’idea senza nome, dove le maschere impongono un sentimento drammatico sulla storia e dove i sogni di gloria sono traditi. Dalle profondità del suo essere e dei ricordi d’infanzia, riorganizza la dimensione di corpi, animali e oggetti, conferendo alle miniature una grandiosità teatrale e sproporzionata.
La sua capacità di immaginazione imprime al spettacolo del paesaggio contemporaneo un mistero nel corso della storia, riaffermando la costruzione dei ruoli di genere e trasformando il passato individuale in un’esperienza collettiva, permeata delle sue preoccupazioni masculine. La teatralità dei suoi grandi dipinti lo trascina in estasi mistiche, dove esprime la sua poesia in armonia con le sue preoccupazioni sociali.
Mescolando elementi opposti, intreccia legami tra il suo mondo intimo e il mondo contemporaneo attraverso una figurazione simbolica, la versatilità dei canoni, pennellate singolari, la gestualità delle forme, la mescolanza di tecniche (disegno, pittura e scultura), l’uso libero del colore, l’umorismo, il grottesco e la riappropriazione del suo universo immaginario. Baptiste Laurent dipinge come vuole: è un bisogno fondamentale. La sua pittura trascende l’ordine classico della rappresentazione trascendentale e canonica delle norme, oscillando tra tristezza e gioia, stimolando l’empatia dello spettatore.

