XIX secolo (da Tiziano Vecellio) - L'Assunta






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Copia ottocentesca olio su tela di L’Assunta di Tiziano, 77 × 42 cm, con cornice, origine Italia.
Descrizione del venditore
XIX secolo (da Tiziano Vecellio)
L’Assunta
Olio su tela, cm 77 x 42
Con cornice, cm 79 x 43,5
Il dipinto qui presentato è una copia di formato ridotto dell'Assunta di Tiziano, eseguita nel XIX secolo a olio su tela. La composizione riprende fedelmente la struttura tripartita dell'originale: nella fascia inferiore un gruppo di apostoli levando le braccia esprimono stupore e meraviglia; nella zona mediana la Vergine in veste rossa e manto verde-azzurro sale verso il cielo circondata da una schiera di putti e angeli avvolti nelle nubi; in alto, avvolto nella luce, campeggia il Padre Eterno.
L'originale è un dipinto a olio su tavola di Tiziano, databile al 1516-1518, conservato nella basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, dove decora l'altare centrale. Indiscutibile capolavoro dell'artista, l'Assunta fu un'opera così innovativa da lasciare attoniti i contemporanei, consacrando definitivamente Tiziano, allora poco più che ventenne, nell'Olimpo dei grandi maestri del Rinascimento.
L'opera fu commissionata a Tiziano dai francescani del convento dei Frari come pala d'altare nel 1516, la più importante commissione religiosa ufficiale ricevuta fino ad allora dall'artista. Il 20 marzo 1518 l'opera fu solennemente inaugurata, collocandola in una monumentale edicola marmorea appositamente costruita. L'innovazione rispetto alla pittura sacra veneziana dell'epoca fu di tale portata che i committenti rimasero sconcertati: i frati stavano per rifiutarla, se non fosse stato per l'ambasciatore austriaco, emissario dell'imperatore Carlo V, che si offrì di acquistarla, facendone riconoscere il valore.
Raffreddatasi l'invidia, si iniziò a riconoscere il capolavoro per il suo valore, in cui confluivano la grandezza e la terribilità di Michelangelo, la piacevolezza di Raffaello e il colorito proprio della natura. La pala, alta quasi sette metri, ha uno straordinario legame con l'architettura gotica della basilica, preannunciandosi fin da lontano al termine della prospettiva delle navate, e lo squillante rosso della veste della Vergine sembra riflettersi nei mattoni delle pareti, accendendoli.
La copia ottocentesca qui presentata testimonia il perdurante fascino esercitato dall'opera tizianesca nei secoli successivi. La produzione di repliche in formato ridotto era una pratica diffusa nell'Europa moderna, destinata tanto alla devozione privata quanto al collezionismo aristocratico, e l'Assunta dei Frari fu tra i soggetti più replicati proprio per la sua straordinaria forza visiva e spirituale. La qualità esecutiva della copia, con la resa accurata dei valori cromatici e della disposizione delle figure, suggerisce la mano di un pittore colto e tecnicamente preparato, capace di restituire l'energia ascensionale della composizione originale pur nella riduzione delle dimensioni.
La cornice è fornita in omaggio, di conseguenza non può essere motivo di reso o reclamo.
Per i dipinti acquistati all'estero: dopo il pagamento verrà avviata la procedura per ottenere la licenza di esportazione (ALC). Tutti i pezzi d'antiquariato inviati all'estero dall'Italia hanno bisogno di questo documento, rilasciato dal Ministero dei Beni Culturali. La procedura potrebbe richiedere da 3 a 5 settimane dalla richiesta, quindi, non appena avremo il documento verrà spedito il dipinto.
XIX secolo (da Tiziano Vecellio)
L’Assunta
Olio su tela, cm 77 x 42
Con cornice, cm 79 x 43,5
Il dipinto qui presentato è una copia di formato ridotto dell'Assunta di Tiziano, eseguita nel XIX secolo a olio su tela. La composizione riprende fedelmente la struttura tripartita dell'originale: nella fascia inferiore un gruppo di apostoli levando le braccia esprimono stupore e meraviglia; nella zona mediana la Vergine in veste rossa e manto verde-azzurro sale verso il cielo circondata da una schiera di putti e angeli avvolti nelle nubi; in alto, avvolto nella luce, campeggia il Padre Eterno.
L'originale è un dipinto a olio su tavola di Tiziano, databile al 1516-1518, conservato nella basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, dove decora l'altare centrale. Indiscutibile capolavoro dell'artista, l'Assunta fu un'opera così innovativa da lasciare attoniti i contemporanei, consacrando definitivamente Tiziano, allora poco più che ventenne, nell'Olimpo dei grandi maestri del Rinascimento.
L'opera fu commissionata a Tiziano dai francescani del convento dei Frari come pala d'altare nel 1516, la più importante commissione religiosa ufficiale ricevuta fino ad allora dall'artista. Il 20 marzo 1518 l'opera fu solennemente inaugurata, collocandola in una monumentale edicola marmorea appositamente costruita. L'innovazione rispetto alla pittura sacra veneziana dell'epoca fu di tale portata che i committenti rimasero sconcertati: i frati stavano per rifiutarla, se non fosse stato per l'ambasciatore austriaco, emissario dell'imperatore Carlo V, che si offrì di acquistarla, facendone riconoscere il valore.
Raffreddatasi l'invidia, si iniziò a riconoscere il capolavoro per il suo valore, in cui confluivano la grandezza e la terribilità di Michelangelo, la piacevolezza di Raffaello e il colorito proprio della natura. La pala, alta quasi sette metri, ha uno straordinario legame con l'architettura gotica della basilica, preannunciandosi fin da lontano al termine della prospettiva delle navate, e lo squillante rosso della veste della Vergine sembra riflettersi nei mattoni delle pareti, accendendoli.
La copia ottocentesca qui presentata testimonia il perdurante fascino esercitato dall'opera tizianesca nei secoli successivi. La produzione di repliche in formato ridotto era una pratica diffusa nell'Europa moderna, destinata tanto alla devozione privata quanto al collezionismo aristocratico, e l'Assunta dei Frari fu tra i soggetti più replicati proprio per la sua straordinaria forza visiva e spirituale. La qualità esecutiva della copia, con la resa accurata dei valori cromatici e della disposizione delle figure, suggerisce la mano di un pittore colto e tecnicamente preparato, capace di restituire l'energia ascensionale della composizione originale pur nella riduzione delle dimensioni.
La cornice è fornita in omaggio, di conseguenza non può essere motivo di reso o reclamo.
Per i dipinti acquistati all'estero: dopo il pagamento verrà avviata la procedura per ottenere la licenza di esportazione (ALC). Tutti i pezzi d'antiquariato inviati all'estero dall'Italia hanno bisogno di questo documento, rilasciato dal Ministero dei Beni Culturali. La procedura potrebbe richiedere da 3 a 5 settimane dalla richiesta, quindi, non appena avremo il documento verrà spedito il dipinto.
