Miniature chandi - Statuetta - Java - Indonesia (Senza prezzo di riserva)





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Una miniatura chandi votiva giavanese in bronzo e ottone, proveniente dall'Indonesia (Java), risalente al XX secolo, con patina di lega bronzo/rame, alta 17 cm, profonda 10 cm e larga 7 cm, peso 670 g, in eccellente stato.
Descrizione del venditore
Un raffinato Tempio votivo giavanese in bronzo / Miniatura di chandi
Giava, Indonesia, XX secolo
Lamine di bronzo / lega di rame, con patina dovuta all'età
Un tempio votivo giavanese raffinato e dall’atmosfera molto suggestiva, realizzato in lamine di bronzo o in lega di rame e concepito nella forma architettonica di una miniatura di chandi, l’architettura sacra dei templi di Giava. Il pezzo si eleva da una base scalettata verso una sovrastruttura piramidale a più livelli, la facciata articolata con una scala centrale, un portale incassato, mensole proiettate e file di piccoli dettagli architettonici a‑edicola. Nonostante le sue dimensioni contenute, l’oggetto comunica la monumentalità di una montagna-temple in miniatura. La superficie mostra una patina bronzo-bruna profonda, ammorbidita dal tempo, con aree di ossidazione verdognola, accrescimento minerale e tracce di usura legate all’età. Queste caratteristiche conferiscono all’opera un forte carattere archeologico e ne esaltano la presenza scultorea. Il vocabolario decorativo richiama le grandi tradizioni templari dell’est Giava, in particolare l’eredità del periodo Majapahit, la cui arte era contraddistinta da un equilibrio sofisticato tra architettura, ornamento e simbolismo sacro.
Il presente tempio votivo potrebbe aver servito come oggetto di concentrazione devozionale durante cerimonie religiose, oppure come kapuradani, un contenitore di incenso o offerte. Frammenti di templi in miniatura comparabili scavati a Trowulan, l’antica capitale Majapahit, sono conservati oggi nel Majapahit Information Center Museum. Tali oggetti appartengono a una tradizione affascinante in cui l’architettura sacra veniva tradotta in forma devozionale portatile. L’arte Majapahit fiorì nell’est Giava tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XVI secolo e influenzò profondamente la cultura artistica e religiosa del Sud-est asiatico. Sebbene questo esempio sia probabilmente una continuazione o revival giavanese del XVIII° o XIX° secolo di quel vocabolario sacro più antico, conserva chiaramente lo spirito architettonico e l’immaginazione rituale associati alla tradizione classica dell’est Giava.
L’oggetto è particolarmente attraente per la sua silhouette compatta ma potente: il tetto a gradoni ascendenti, le scale in miniatura e il piccolo santuario centrale creano una sensazione di processione cerimoniale, come se lo spettatore si stesse avvicinando a un tempio in piena scala attraverso il suo asse sacro.
Stato di conservazione:
Usura legata all’età, ossidazione, patina, piccole erosioni superficiali e incrostazioni, coerenti con l’età e l’uso. L’oggetto presenta un aspetto nobile e integro, con una forte presenza decorativa e storica.
Confronto bibliografico:
Confrontare il tembo in terracotta in miniatura illustrato in Agus Aris Munandar, Majapahit: Sculptures from a Forgotten Kingdom, 2023, p. 20, n. 002.
Un raffinato Tempio votivo giavanese in bronzo / Miniatura di chandi
Giava, Indonesia, XX secolo
Lamine di bronzo / lega di rame, con patina dovuta all'età
Un tempio votivo giavanese raffinato e dall’atmosfera molto suggestiva, realizzato in lamine di bronzo o in lega di rame e concepito nella forma architettonica di una miniatura di chandi, l’architettura sacra dei templi di Giava. Il pezzo si eleva da una base scalettata verso una sovrastruttura piramidale a più livelli, la facciata articolata con una scala centrale, un portale incassato, mensole proiettate e file di piccoli dettagli architettonici a‑edicola. Nonostante le sue dimensioni contenute, l’oggetto comunica la monumentalità di una montagna-temple in miniatura. La superficie mostra una patina bronzo-bruna profonda, ammorbidita dal tempo, con aree di ossidazione verdognola, accrescimento minerale e tracce di usura legate all’età. Queste caratteristiche conferiscono all’opera un forte carattere archeologico e ne esaltano la presenza scultorea. Il vocabolario decorativo richiama le grandi tradizioni templari dell’est Giava, in particolare l’eredità del periodo Majapahit, la cui arte era contraddistinta da un equilibrio sofisticato tra architettura, ornamento e simbolismo sacro.
Il presente tempio votivo potrebbe aver servito come oggetto di concentrazione devozionale durante cerimonie religiose, oppure come kapuradani, un contenitore di incenso o offerte. Frammenti di templi in miniatura comparabili scavati a Trowulan, l’antica capitale Majapahit, sono conservati oggi nel Majapahit Information Center Museum. Tali oggetti appartengono a una tradizione affascinante in cui l’architettura sacra veniva tradotta in forma devozionale portatile. L’arte Majapahit fiorì nell’est Giava tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XVI secolo e influenzò profondamente la cultura artistica e religiosa del Sud-est asiatico. Sebbene questo esempio sia probabilmente una continuazione o revival giavanese del XVIII° o XIX° secolo di quel vocabolario sacro più antico, conserva chiaramente lo spirito architettonico e l’immaginazione rituale associati alla tradizione classica dell’est Giava.
L’oggetto è particolarmente attraente per la sua silhouette compatta ma potente: il tetto a gradoni ascendenti, le scale in miniatura e il piccolo santuario centrale creano una sensazione di processione cerimoniale, come se lo spettatore si stesse avvicinando a un tempio in piena scala attraverso il suo asse sacro.
Stato di conservazione:
Usura legata all’età, ossidazione, patina, piccole erosioni superficiali e incrostazioni, coerenti con l’età e l’uso. L’oggetto presenta un aspetto nobile e integro, con una forte presenza decorativa e storica.
Confronto bibliografico:
Confrontare il tembo in terracotta in miniatura illustrato in Agus Aris Munandar, Majapahit: Sculptures from a Forgotten Kingdom, 2023, p. 20, n. 002.

