Maschera del 'ngil' - Fang - Gabon






Dieci anni di esperienza nei settori di armi storiche, armature e arte africana.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 137094 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Maschera Ngil in legno Fang proveniente dal Gabon, provenienza Gabon-Camerun, dimensioni 580 × 255 × 210 mm, peso 1,05 kg, buono stato.
Descrizione del venditore
Gabon / Cameroun
Fang
Legno
Altezza: 580 mm
Larghezza: 255 mm
Profondità: 210 mm
Maschera di danza del "ngil" africano in legno Fang.
Questa grande maschera antropomorfa scolpita in legno è una creazione simbolo del popolo Fang, una importante comunità culturale insediata su un territorio che si estende tra Gabon, Guinea Equatoriale e sud del Camerun.
Si tratta più precisamente di una maschera Ngil, una delle forme più potenti, essenziali e ricercate dell’arte dell’Africa centrale.
1. Caratteristiche formali e rigore plastico
L’arte Fang raggiunge, nelle maschere del Ngil, un culmine di astrazione geometrica e minimalismo che ha profondamente affascinato gli artisti occidentali all’inizio del XX secolo (in particolare Picasso, Modigliani e Derain). La struttura di questa opera si rivela in due aspetti complementari:
Allungamento e cuore stilizzato: la maschera è caratterizzata da una forma di viso allungata e concava a scudo o a cuore allungato. La fronte è alta, voluminosamente sferica, occupando un posto preponderante. Due grandi archi sopracciliari scuri si incontrano al centro per formare una linea continua a forma di “V” che scende direttamente su un naso verticale estremamente lungo e dritto.
Occhi e scarificazioni: gli occhi sono ridotti a piccole incisioni orizzontali, quasi impercettibili, conferendo alla maschera uno sguardo chiuso, impassibile e spettrale. Da ciascun lato dell’alestra nasale, sulle guance bianche, sono incise leggere scarificazioni geometriche a forma di linee verticali fiancheggiate da mezzalune o semicerchi.
La bianca del kaolin: la faccia esterna è interamente rivestita di kaolin (argilla bianca). Negli Fang, il colore bianco non ha una funzione puramente decorativa; è il colore dell’aldilà, evocando direttamente la presenza dei defunti, la luce spirituale, la giustizia e la purezza.
Il retro e l’autenticità: la parte posteriore della maschera rivela un’escavazione totale e profonda realizzata con l’herminette. Si distinguono le due piccole fessure oculare forate ai lati della parete mediana, che permettono al portatore di vedere restando celato. Il bordo interno presenta una patina più scura, segnata dal contatto e dall’attrito ripetuto con la fronte e il volto del danzatore.
2. Origine e uso rituale: la società segreta del Ngil
Questo tipo di maschera non era una semplice parure di divertimento, ma lo strumento di un’istituzione giudiziaria e policiaca temuta, attiva fino all’inizio del XX secolo.
Una milizia giudiziaria: il Ngil era una società segreta maschile incaricata di mantenere l’ordine pubblico, smascherare gli stregoni (ndoki) e punire i criminali o i disturbatori nei villaggi. I membri del Ngil intervenivano spesso di notte, al chiarore delle torce.
L’incarnazione di uno spirito giustiziere: quando un uomo indossava questa maschera, completata da un imponente costume di fibre di rafia e pelli di bestie, cessava di essere un umano agli occhi della comunità. Diventava l’incarnazione fisica di uno spirito temibile e imparziale venuto dall’aldilà per ristabilire la giustizia. La sua parola era legge e le sue sentenze (che potevano arrivare fino alla condanna a morte) erano indiscutibili.
L’eradizione della stregoneria: il rito mirava principalmente a purificare il villaggio dalle forze maligne invisibili. L’aspetto solenne, gigantesco e pallido della maschera era concepito per colpire gli spiriti con lo sguardo attonito, intimidire i colpevoli e costringerli a confessare.
3. Significato simbolico
La maschera del Ngil è una traduzione plastica dell’autorità suprema. L’assenza di bocca visibile o la sua riduzione a una semplice fessura simboleggiano il fatto che lo spirito non è lì per parlare o negoziare, ma per tagliare. La sproporzione volutamente tra la fronte immensa (sede della saggezza e della conoscenza delle leggi) e i tratti sfuggenti della parte bassa del viso enfatizza il carattere ultraterreno dell’entità. È un’opera in cui l’estetica della terrore sacra si esprime attraverso una economia di mezzi e una purezza delle linee assolutamente magistrali.
Gli Fang, un tempo chiamati Pahoin, abitano una vasta estensione tra Camerun, Gabon e Guiana Equatoriale. La coesione dei Fang era mantenuta tramite le società giudiziarie e religiose come il « so » e il « ngil ». È durante il matrimonio che i giovani Fang venivano iniziati al « so » e al culto familiare del « biyeri » o culto degli antenati che accompagnava una rianimazione teatrale dei morti. Ogni clan, poi ogni capo di famiglia conservava nella propria capanna una scatola cilindrica in corteccia contenente i teschi e le ossa degli antenati. Teste o piccole statue venivano modellate per sorpassare tali scatole. I Fang utilizzavano maschere nel contesto delle loro società segrete: la confraternita del « ngil » o gorilla, vietata nel 1910, permetteva di smascherare gli stregoni. Essa utilizzava grandi maschere rivestite di kaolin, allungate, il volto spesso a cuore, il naso lungo e sottile. Questa maschera ha la forma di un volto umano fortemente stilizzato la cui astrazione potenzia la potenza estetica. La concezione delle maschere Fang, siano esse di forme rotonde o allungate, è basata sulla stilizzazione dei tratti e sull’alternanza di vuoti e rilievi.
I pacchi sono spediti dal lunedì al sabato con assicurazione e numero di tracking.
Consegna tra 1 e 3 giorni in Francia con Chronopost, 2–5 giorni in tutta l’Unione Europea.
Consegna nel resto dell’Europa e in tutto il mondo in Colissimo internazionale.
We speak english
Maschera di arte africana Arte africana maschere arte das mascaras africanas arte delle maschere africane
statua arte di cucina africana Arte di statue africane arte delle statue africane Arte di Maschenschuhe
Máscara de estatua de galería de arte africano
Il venditore si racconta
Gabon / Cameroun
Fang
Legno
Altezza: 580 mm
Larghezza: 255 mm
Profondità: 210 mm
Maschera di danza del "ngil" africano in legno Fang.
Questa grande maschera antropomorfa scolpita in legno è una creazione simbolo del popolo Fang, una importante comunità culturale insediata su un territorio che si estende tra Gabon, Guinea Equatoriale e sud del Camerun.
Si tratta più precisamente di una maschera Ngil, una delle forme più potenti, essenziali e ricercate dell’arte dell’Africa centrale.
1. Caratteristiche formali e rigore plastico
L’arte Fang raggiunge, nelle maschere del Ngil, un culmine di astrazione geometrica e minimalismo che ha profondamente affascinato gli artisti occidentali all’inizio del XX secolo (in particolare Picasso, Modigliani e Derain). La struttura di questa opera si rivela in due aspetti complementari:
Allungamento e cuore stilizzato: la maschera è caratterizzata da una forma di viso allungata e concava a scudo o a cuore allungato. La fronte è alta, voluminosamente sferica, occupando un posto preponderante. Due grandi archi sopracciliari scuri si incontrano al centro per formare una linea continua a forma di “V” che scende direttamente su un naso verticale estremamente lungo e dritto.
Occhi e scarificazioni: gli occhi sono ridotti a piccole incisioni orizzontali, quasi impercettibili, conferendo alla maschera uno sguardo chiuso, impassibile e spettrale. Da ciascun lato dell’alestra nasale, sulle guance bianche, sono incise leggere scarificazioni geometriche a forma di linee verticali fiancheggiate da mezzalune o semicerchi.
La bianca del kaolin: la faccia esterna è interamente rivestita di kaolin (argilla bianca). Negli Fang, il colore bianco non ha una funzione puramente decorativa; è il colore dell’aldilà, evocando direttamente la presenza dei defunti, la luce spirituale, la giustizia e la purezza.
Il retro e l’autenticità: la parte posteriore della maschera rivela un’escavazione totale e profonda realizzata con l’herminette. Si distinguono le due piccole fessure oculare forate ai lati della parete mediana, che permettono al portatore di vedere restando celato. Il bordo interno presenta una patina più scura, segnata dal contatto e dall’attrito ripetuto con la fronte e il volto del danzatore.
2. Origine e uso rituale: la società segreta del Ngil
Questo tipo di maschera non era una semplice parure di divertimento, ma lo strumento di un’istituzione giudiziaria e policiaca temuta, attiva fino all’inizio del XX secolo.
Una milizia giudiziaria: il Ngil era una società segreta maschile incaricata di mantenere l’ordine pubblico, smascherare gli stregoni (ndoki) e punire i criminali o i disturbatori nei villaggi. I membri del Ngil intervenivano spesso di notte, al chiarore delle torce.
L’incarnazione di uno spirito giustiziere: quando un uomo indossava questa maschera, completata da un imponente costume di fibre di rafia e pelli di bestie, cessava di essere un umano agli occhi della comunità. Diventava l’incarnazione fisica di uno spirito temibile e imparziale venuto dall’aldilà per ristabilire la giustizia. La sua parola era legge e le sue sentenze (che potevano arrivare fino alla condanna a morte) erano indiscutibili.
L’eradizione della stregoneria: il rito mirava principalmente a purificare il villaggio dalle forze maligne invisibili. L’aspetto solenne, gigantesco e pallido della maschera era concepito per colpire gli spiriti con lo sguardo attonito, intimidire i colpevoli e costringerli a confessare.
3. Significato simbolico
La maschera del Ngil è una traduzione plastica dell’autorità suprema. L’assenza di bocca visibile o la sua riduzione a una semplice fessura simboleggiano il fatto che lo spirito non è lì per parlare o negoziare, ma per tagliare. La sproporzione volutamente tra la fronte immensa (sede della saggezza e della conoscenza delle leggi) e i tratti sfuggenti della parte bassa del viso enfatizza il carattere ultraterreno dell’entità. È un’opera in cui l’estetica della terrore sacra si esprime attraverso una economia di mezzi e una purezza delle linee assolutamente magistrali.
Gli Fang, un tempo chiamati Pahoin, abitano una vasta estensione tra Camerun, Gabon e Guiana Equatoriale. La coesione dei Fang era mantenuta tramite le società giudiziarie e religiose come il « so » e il « ngil ». È durante il matrimonio che i giovani Fang venivano iniziati al « so » e al culto familiare del « biyeri » o culto degli antenati che accompagnava una rianimazione teatrale dei morti. Ogni clan, poi ogni capo di famiglia conservava nella propria capanna una scatola cilindrica in corteccia contenente i teschi e le ossa degli antenati. Teste o piccole statue venivano modellate per sorpassare tali scatole. I Fang utilizzavano maschere nel contesto delle loro società segrete: la confraternita del « ngil » o gorilla, vietata nel 1910, permetteva di smascherare gli stregoni. Essa utilizzava grandi maschere rivestite di kaolin, allungate, il volto spesso a cuore, il naso lungo e sottile. Questa maschera ha la forma di un volto umano fortemente stilizzato la cui astrazione potenzia la potenza estetica. La concezione delle maschere Fang, siano esse di forme rotonde o allungate, è basata sulla stilizzazione dei tratti e sull’alternanza di vuoti e rilievi.
I pacchi sono spediti dal lunedì al sabato con assicurazione e numero di tracking.
Consegna tra 1 e 3 giorni in Francia con Chronopost, 2–5 giorni in tutta l’Unione Europea.
Consegna nel resto dell’Europa e in tutto il mondo in Colissimo internazionale.
We speak english
Maschera di arte africana Arte africana maschere arte das mascaras africanas arte delle maschere africane
statua arte di cucina africana Arte di statue africane arte delle statue africane Arte di Maschenschuhe
Máscara de estatua de galería de arte africano
