Statua rara 75 cm - Luba - Repubblica Democratica del Congo (Senza prezzo di riserva)





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Statuetta rituale raffigurante un antenato maschio. La testa, dalle forme rotonde e pulite, presenta una fronte ampiamente scoperta fino al vertice del cranio. Gli occhi, socchiusi, sono inscritti in orbite circolari che sottolineano le sopracciglia, mentre il naso aquilino appare leggermente appiattito. Le labbra, finemente disegnate, sono delicatamente delineate.
Il viso è incorniciato con equilibrio tra un collare di barba composto da due ranghi di losanghe scolpite e un diadema che sostiene una capigliatura a quattro lobature, il cui movimento si proietta verso la nuca. Il collo è robusto, le spalle dritte. Il torace, leggermente bombato, si estende verso l’addome. Le braccia, piegate e distaccate dal corpo, riposano con le mani sui fianchi.
Il dorso è segnato da una colonna vertebrale scavata e scapole sporgenti, mentre il sedere è arrotondato. Gli arti inferiori, massicci e piegati, terminano con piedi finemente scolpiti.
Queste sculture, conservate in capanne funerarie, erano oggetto di culto: servivano da legame tra il mondo dei vivi e quello degli antenati, perpetuando la loro memoria e contribuendo all’equilibrio della stirpe, garanzia di una certa stabilità politica all’interno del clan.
Statuetta rituale raffigurante un antenato maschio. La testa, dalle forme rotonde e pulite, presenta una fronte ampiamente scoperta fino al vertice del cranio. Gli occhi, socchiusi, sono inscritti in orbite circolari che sottolineano le sopracciglia, mentre il naso aquilino appare leggermente appiattito. Le labbra, finemente disegnate, sono delicatamente delineate.
Il viso è incorniciato con equilibrio tra un collare di barba composto da due ranghi di losanghe scolpite e un diadema che sostiene una capigliatura a quattro lobature, il cui movimento si proietta verso la nuca. Il collo è robusto, le spalle dritte. Il torace, leggermente bombato, si estende verso l’addome. Le braccia, piegate e distaccate dal corpo, riposano con le mani sui fianchi.
Il dorso è segnato da una colonna vertebrale scavata e scapole sporgenti, mentre il sedere è arrotondato. Gli arti inferiori, massicci e piegati, terminano con piedi finemente scolpiti.
Queste sculture, conservate in capanne funerarie, erano oggetto di culto: servivano da legame tra il mondo dei vivi e quello degli antenati, perpetuando la loro memoria e contribuendo all’equilibrio della stirpe, garanzia di una certa stabilità politica all’interno del clan.

