Abron pulley - Statuetta - Abron - Costa d’Avorio






Possiede una laurea magistrale in Studi Africani e 15 anni di esperienza in Arte Africana.
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Descrizione del venditore
La tessitura delle fibre di cotone in Costa d'Ivori è tradizionalmente eseguita dagli uomini. Tra gli Agni e gli Abron, eredi del precedente Regno Ashanti, ma anche tra i Baule e i Guro, la gonna avvolgente a tavole intrecciate (kenté) è un’arte di corte reale. Telai intagliati e pulegge sono anch’essi un’arte raffinata.
Questi ultimi servono a sostenere la bobina che permette al filo di far circolare entrambe le cerniere dell’ordito. In questo modo, il tessitore può sollevare alternativamente ciascuna metà della trama su cui passa l’ago di tessitura. Questa significativa scultura, riservata alle famiglie che se ne potevano possedere una, era posta davanti al tessitore, esaminando la qualità del lavoro in corso.
Una presenza visibile e una manifestazione occulta, protettiva, che sostiene un lavoro di qualità, realizzato meticolosamente nel tempo. Questi oggetti, progressivamente standardizzati, per i quali l’uso non era specificamente rituale, sono stati creati da abili artisti, che operavano in villaggi specializzati, attirando acquirenti da lontano. Pertanto, non si tratta più di un’arte regionale, ma di forme di oggetti che si sono diffuse tra i Mande, i Senufo e gli Akan.
Provenienza: vecchia collezione americana
Il venditore si racconta
La tessitura delle fibre di cotone in Costa d'Ivori è tradizionalmente eseguita dagli uomini. Tra gli Agni e gli Abron, eredi del precedente Regno Ashanti, ma anche tra i Baule e i Guro, la gonna avvolgente a tavole intrecciate (kenté) è un’arte di corte reale. Telai intagliati e pulegge sono anch’essi un’arte raffinata.
Questi ultimi servono a sostenere la bobina che permette al filo di far circolare entrambe le cerniere dell’ordito. In questo modo, il tessitore può sollevare alternativamente ciascuna metà della trama su cui passa l’ago di tessitura. Questa significativa scultura, riservata alle famiglie che se ne potevano possedere una, era posta davanti al tessitore, esaminando la qualità del lavoro in corso.
Una presenza visibile e una manifestazione occulta, protettiva, che sostiene un lavoro di qualità, realizzato meticolosamente nel tempo. Questi oggetti, progressivamente standardizzati, per i quali l’uso non era specificamente rituale, sono stati creati da abili artisti, che operavano in villaggi specializzati, attirando acquirenti da lontano. Pertanto, non si tratta più di un’arte regionale, ma di forme di oggetti che si sono diffuse tra i Mande, i Senufo e gli Akan.
Provenienza: vecchia collezione americana
