Carracci / Malvasia - S. Michele in Bosco di Bologna - 1694






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S. Michele in Bosco di Bologna di Carracci e Malvasia è un’edizione illustrata postuma del 1694 in italiano, pubblicata a Bologna dagli eredi d’Antonio Pisarri, con 16 tavole grandi di cui una doppia e 34 carte non numerate su 40 pagine, legatura sciolta e tavole fuori testo.
Descrizione del venditore
IL CHIOSTRO DI CARRACCI : MEMORIA DI UN CAPOLAVORO PERDUTO DELLA BOLOGNA BAROCCA
Grande tavola calcografica ripiegata su due pagine raffigurante un drammatico episodio della vita di San Benedetto ambientato entro una monumentale architettura classica. 16 grandi tavole di cui una doppia.
Pubblicato postumo a Bologna nel 1694 per gli eredi di Antonio Pisarri, Il claustro di S. Michele in Bosco costituisce una preziosa testimonianza dedicata a uno dei luoghi più celebri della storia artistica bolognese. Sebbene formalmente consacrata alla descrizione del monastero olivetano che domina la città dalle sue colline meridionali, l'opera assume un significato ben più profondo: celebra infatti il luogo che custodì una delle maggiori imprese pittoriche di Ludovico Carracci. Tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento, il monastero divenne infatti il teatro del celebre ciclo delle Storie di San Benedetto, considerato uno dei momenti fondamentali nella nascita della pittura barocca emiliana. Attraverso la penna di Carlo Cesare Malvasia, il complesso monastico viene trasformato in un simbolo della grandezza artistica e spirituale di Bologna. L'esemplare qui descritto conserva intatto il proprio valore storico come documento della fortuna di Ludovico Carracci e della memoria di un capolavoro in gran parte perduto.
MARKET VALUE
Le opere di Carlo Cesare Malvasia dedicate alla storia artistica bolognese sono particolarmente ricercate da collezionisti di storia dell'arte, studiosi del Barocco emiliano e appassionati di topografia monumentale. Gli esemplari completi delle tavole illustrative possono generalmente raggiungere valori compresi tra €1.500 e €3.500, con risultati superiori per copie ben conservate o di provenienza importante. La mancanza delle sette incisioni e la condizione incompleta dell'esemplare riducono sensibilmente il valore commerciale, pur lasciando inalterato il notevole interesse documentario e bibliografico dell'opera.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Bologna, per gli eredi d'Antonio Pisarri, 1694. Esemplare slegato, margini intonsi. 16 grandi tavole di cui una doppia. Collazione presente: 16 carte non numerate, 34 pagine. Alcune fisiologiche bruniture e sporadiche fioriture dovute all'età. Le tavole mancanti erano dedicate alle vedute del monastero, del chiostro e delle decorazioni artistiche del complesso. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione.
Grande tavola calcografica ripiegata su due pagine raffigurante un drammatico episodio della vita di San Benedetto ambientato entro una monumentale architettura classica. La scena, derivata da un'invenzione di Ludovico Carracci e incisa da Giacomo Giovanni Rossi, è costruita secondo una complessa regia teatrale tipicamente barocca: al centro il santo, circondato da religiosi e armati, fronteggia una folla agitata mentre sulla destra uomini e cavalieri tentano di trattenere animali imbizzarriti in un tumultuoso intreccio di figure e movimenti. Sullo sfondo si elevano imponenti porticati con colonne corinzie e architravi monumentali che conferiscono alla composizione un carattere solenne e classicheggiante. L'incisore traduce con grande efficacia il dinamismo e la tensione narrativa dell'originale carraccesco attraverso un fitto tratteggio che modella i volumi e accentua i contrasti luminosi. La tavola costituisce una preziosa testimonianza delle celebri Storie di San Benedetto realizzate da Ludovico Carracci nel monastero di San Michele in Bosco, uno dei cicli pittorici più ammirati della Bologna tra Cinquecento e Seicento. Incisione di notevole impatto scenografico, ricca di figure, dettagli architettonici e suggestioni teatrali, destinata a celebrare uno dei capolavori fondativi della pittura barocca emiliana.
FULL TITLE AND AUTHOR
Il claustro di S. Michele in Bosco di Bologna.
Carlo Cesare Malvasia.
Bologna, per gli eredi d'Antonio Pisarri, 1694.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il vero interesse storico dell'opera risiede nel rapporto privilegiato tra il monastero di San Michele in Bosco e Ludovico Carracci, il grande protagonista della rinascita artistica bolognese tra Cinque e Seicento. Situato sulle alture che dominano Bologna, il complesso olivetano era già celebre per la sua posizione panoramica e per il prestigio della sua comunità religiosa, ma fu l'intervento di Ludovico Carracci a trasformarlo in uno dei luoghi più ammirati dell'Europa artistica.
Nel vasto chiostro del monastero il pittore realizzò il celebre ciclo delle Storie di San Benedetto, una delle opere che meglio incarnano la nuova sensibilità naturalistica promossa dalla scuola bolognese. Le scene benedettine abbandonavano gli artifici del manierismo tardocinquecentesco per restituire una narrazione più umana, immediata e coinvolgente, destinata a influenzare profondamente la pittura del Seicento.
Quando Malvasia dedica questo volume al monastero, il ricordo delle imprese di Ludovico Carracci è ancora vivo e costituisce uno degli elementi fondamentali dell'identità culturale del luogo. L'opera assume pertanto il valore di una testimonianza preziosa per la ricostruzione della fortuna critica dell'artista e della percezione contemporanea di uno dei più importanti monumenti figurativi della Bologna barocca. Le tavole illustrate, oggi mancanti, contribuivano probabilmente a rafforzare il carattere celebrativo dell'opera, offrendo vedute del monastero e dei suoi apparati decorativi.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Carlo Cesare Malvasia (1616-1693) fu il più importante storico dell'arte bolognese del XVII secolo. Avvocato, collezionista, antiquario e scrittore, dedicò la propria attività alla valorizzazione della scuola emiliana. La sua celebre Felsina Pittrice (1678) rappresenta ancora oggi una fonte fondamentale per la conoscenza della pittura bolognese tra Rinascimento e Barocco. Attraverso i suoi studi contribuì in modo decisivo alla costruzione della fama storica di Ludovico Carracci e dei maggiori artisti emiliani.
BIOGRAPHY OF THE ARTIST
Ludovico Carracci (1555-1619) fu uno dei maggiori pittori italiani tra la fine del Rinascimento e gli inizi del Barocco. Fondatore dell'Accademia degli Incamminati, promosse una profonda riforma della pittura basata sullo studio diretto della natura, sul recupero della verità espressiva e sulla chiarezza narrativa. Le sue opere si distinguono per l'intensa spiritualità, il realismo emotivo e la capacità di coinvolgere lo spettatore attraverso una rappresentazione autentica dell'esperienza umana. Il ciclo di San Michele in Bosco costituisce una delle sue realizzazioni più celebri e fu determinante nello sviluppo della pittura barocca europea. Attraverso il suo insegnamento influenzò profondamente artisti come Guido Reni, Domenichino, Albani e Guercino.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Le pubblicazioni dedicate ai monumenti religiosi bolognesi ebbero generalmente una diffusione limitata, destinata soprattutto a eruditi, religiosi, collezionisti e membri dell'aristocrazia locale. L'edizione del 1694 venne pubblicata poco dopo la morte di Malvasia e si inserisce nel più ampio progetto di celebrazione della grande tradizione artistica felsinea promosso dall'autore. Gli esemplari completi delle tavole illustrative risultano oggi meno comuni sul mercato antiquario a causa della frequente dispersione degli apparati figurativi, spesso rimossi e collezionati separatamente.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
ICCU / OPAC SBN, edizione Bologna, eredi d'Antonio Pisarri, 1694.
WorldCat, censimenti internazionali dell'edizione.
Malvasia, Carlo Cesare, Felsina Pittrice. Vite de' pittori bolognesi, Bologna, 1678.
Giulio Carlo Argan, Ludovico Carracci, studi sulla riforma della pittura bolognese.
Donald Posner, The Early Baroque in Bologna.
Emiliani, Andrea, Ludovico Carracci.
Enciclopedia dell'Arte Antica, Treccani, voce "Carracci, Ludovico".
Il venditore si racconta
IL CHIOSTRO DI CARRACCI : MEMORIA DI UN CAPOLAVORO PERDUTO DELLA BOLOGNA BAROCCA
Grande tavola calcografica ripiegata su due pagine raffigurante un drammatico episodio della vita di San Benedetto ambientato entro una monumentale architettura classica. 16 grandi tavole di cui una doppia.
Pubblicato postumo a Bologna nel 1694 per gli eredi di Antonio Pisarri, Il claustro di S. Michele in Bosco costituisce una preziosa testimonianza dedicata a uno dei luoghi più celebri della storia artistica bolognese. Sebbene formalmente consacrata alla descrizione del monastero olivetano che domina la città dalle sue colline meridionali, l'opera assume un significato ben più profondo: celebra infatti il luogo che custodì una delle maggiori imprese pittoriche di Ludovico Carracci. Tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento, il monastero divenne infatti il teatro del celebre ciclo delle Storie di San Benedetto, considerato uno dei momenti fondamentali nella nascita della pittura barocca emiliana. Attraverso la penna di Carlo Cesare Malvasia, il complesso monastico viene trasformato in un simbolo della grandezza artistica e spirituale di Bologna. L'esemplare qui descritto conserva intatto il proprio valore storico come documento della fortuna di Ludovico Carracci e della memoria di un capolavoro in gran parte perduto.
MARKET VALUE
Le opere di Carlo Cesare Malvasia dedicate alla storia artistica bolognese sono particolarmente ricercate da collezionisti di storia dell'arte, studiosi del Barocco emiliano e appassionati di topografia monumentale. Gli esemplari completi delle tavole illustrative possono generalmente raggiungere valori compresi tra €1.500 e €3.500, con risultati superiori per copie ben conservate o di provenienza importante. La mancanza delle sette incisioni e la condizione incompleta dell'esemplare riducono sensibilmente il valore commerciale, pur lasciando inalterato il notevole interesse documentario e bibliografico dell'opera.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Bologna, per gli eredi d'Antonio Pisarri, 1694. Esemplare slegato, margini intonsi. 16 grandi tavole di cui una doppia. Collazione presente: 16 carte non numerate, 34 pagine. Alcune fisiologiche bruniture e sporadiche fioriture dovute all'età. Le tavole mancanti erano dedicate alle vedute del monastero, del chiostro e delle decorazioni artistiche del complesso. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione.
Grande tavola calcografica ripiegata su due pagine raffigurante un drammatico episodio della vita di San Benedetto ambientato entro una monumentale architettura classica. La scena, derivata da un'invenzione di Ludovico Carracci e incisa da Giacomo Giovanni Rossi, è costruita secondo una complessa regia teatrale tipicamente barocca: al centro il santo, circondato da religiosi e armati, fronteggia una folla agitata mentre sulla destra uomini e cavalieri tentano di trattenere animali imbizzarriti in un tumultuoso intreccio di figure e movimenti. Sullo sfondo si elevano imponenti porticati con colonne corinzie e architravi monumentali che conferiscono alla composizione un carattere solenne e classicheggiante. L'incisore traduce con grande efficacia il dinamismo e la tensione narrativa dell'originale carraccesco attraverso un fitto tratteggio che modella i volumi e accentua i contrasti luminosi. La tavola costituisce una preziosa testimonianza delle celebri Storie di San Benedetto realizzate da Ludovico Carracci nel monastero di San Michele in Bosco, uno dei cicli pittorici più ammirati della Bologna tra Cinquecento e Seicento. Incisione di notevole impatto scenografico, ricca di figure, dettagli architettonici e suggestioni teatrali, destinata a celebrare uno dei capolavori fondativi della pittura barocca emiliana.
FULL TITLE AND AUTHOR
Il claustro di S. Michele in Bosco di Bologna.
Carlo Cesare Malvasia.
Bologna, per gli eredi d'Antonio Pisarri, 1694.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il vero interesse storico dell'opera risiede nel rapporto privilegiato tra il monastero di San Michele in Bosco e Ludovico Carracci, il grande protagonista della rinascita artistica bolognese tra Cinque e Seicento. Situato sulle alture che dominano Bologna, il complesso olivetano era già celebre per la sua posizione panoramica e per il prestigio della sua comunità religiosa, ma fu l'intervento di Ludovico Carracci a trasformarlo in uno dei luoghi più ammirati dell'Europa artistica.
Nel vasto chiostro del monastero il pittore realizzò il celebre ciclo delle Storie di San Benedetto, una delle opere che meglio incarnano la nuova sensibilità naturalistica promossa dalla scuola bolognese. Le scene benedettine abbandonavano gli artifici del manierismo tardocinquecentesco per restituire una narrazione più umana, immediata e coinvolgente, destinata a influenzare profondamente la pittura del Seicento.
Quando Malvasia dedica questo volume al monastero, il ricordo delle imprese di Ludovico Carracci è ancora vivo e costituisce uno degli elementi fondamentali dell'identità culturale del luogo. L'opera assume pertanto il valore di una testimonianza preziosa per la ricostruzione della fortuna critica dell'artista e della percezione contemporanea di uno dei più importanti monumenti figurativi della Bologna barocca. Le tavole illustrate, oggi mancanti, contribuivano probabilmente a rafforzare il carattere celebrativo dell'opera, offrendo vedute del monastero e dei suoi apparati decorativi.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Carlo Cesare Malvasia (1616-1693) fu il più importante storico dell'arte bolognese del XVII secolo. Avvocato, collezionista, antiquario e scrittore, dedicò la propria attività alla valorizzazione della scuola emiliana. La sua celebre Felsina Pittrice (1678) rappresenta ancora oggi una fonte fondamentale per la conoscenza della pittura bolognese tra Rinascimento e Barocco. Attraverso i suoi studi contribuì in modo decisivo alla costruzione della fama storica di Ludovico Carracci e dei maggiori artisti emiliani.
BIOGRAPHY OF THE ARTIST
Ludovico Carracci (1555-1619) fu uno dei maggiori pittori italiani tra la fine del Rinascimento e gli inizi del Barocco. Fondatore dell'Accademia degli Incamminati, promosse una profonda riforma della pittura basata sullo studio diretto della natura, sul recupero della verità espressiva e sulla chiarezza narrativa. Le sue opere si distinguono per l'intensa spiritualità, il realismo emotivo e la capacità di coinvolgere lo spettatore attraverso una rappresentazione autentica dell'esperienza umana. Il ciclo di San Michele in Bosco costituisce una delle sue realizzazioni più celebri e fu determinante nello sviluppo della pittura barocca europea. Attraverso il suo insegnamento influenzò profondamente artisti come Guido Reni, Domenichino, Albani e Guercino.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Le pubblicazioni dedicate ai monumenti religiosi bolognesi ebbero generalmente una diffusione limitata, destinata soprattutto a eruditi, religiosi, collezionisti e membri dell'aristocrazia locale. L'edizione del 1694 venne pubblicata poco dopo la morte di Malvasia e si inserisce nel più ampio progetto di celebrazione della grande tradizione artistica felsinea promosso dall'autore. Gli esemplari completi delle tavole illustrative risultano oggi meno comuni sul mercato antiquario a causa della frequente dispersione degli apparati figurativi, spesso rimossi e collezionati separatamente.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
ICCU / OPAC SBN, edizione Bologna, eredi d'Antonio Pisarri, 1694.
WorldCat, censimenti internazionali dell'edizione.
Malvasia, Carlo Cesare, Felsina Pittrice. Vite de' pittori bolognesi, Bologna, 1678.
Giulio Carlo Argan, Ludovico Carracci, studi sulla riforma della pittura bolognese.
Donald Posner, The Early Baroque in Bologna.
Emiliani, Andrea, Ludovico Carracci.
Enciclopedia dell'Arte Antica, Treccani, voce "Carracci, Ludovico".
