Felipe Hernandez - Servilletas / Spanish Napkins - 2026





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Felipe Hernández, Servilletas / Spanish Napkins, una edizione ristampata in formato brossura (inglese e spagnolo), 608 pagine, pubblicata da Ojos de Buey nel 2026, in condizioni come nuove.
Descrizione del venditore
Servilletas: Spagnole Napkins by Felipe Hernández trasforma uno degli oggetti più comuni e usa e getta della vita quotidiana in un archivio visivo straordinario della cultura popolare spagnola. Pubblicato da Ojos de Buey, il libro raccoglie centinaia di tovaglioli di carta raccolti nel corso di oltre un decennio in bar, caffè, osterie e ristoranti in tutta la Spagna, creando un sorprendente ritratto emotivo del paese attraverso il graphic design, la memoria e i rituali sociali.
A prima vista, il concetto può sembrare giocoso o persino casuale, ma Spanish Napkins si rivela rapidamente un progetto notevolmente intelligente e culturalmente ricco. Hernández affronta il modesto tovagliolo non semplicemente come oggetto effimero, ma come testimone visivo dell’identità collettiva. Loghi, tipografia, illustrazioni, macchie, texture e stili di stampa diventano frammenti della cultura regionale e della storia sociale. Ogni pagina cattura una lingua grafica vernacolare, in via di svanire, legata a bar di quartiere, ristoranti familiari e ospitalità tradizionale.
Ciò che rende il progetto così avvincente è il modo in cui eleva il design anonimo a qualcosa di profondamente umano. Questi tovaglioli portano tracce di pasti condivisi, conversazioni, celebrazioni e routine. Evocano ricordi d’infanzia, tapas fino a tarda notte, caffè lungo la strada e generazioni di vita sociale costruita attorno al tavolo. In questo senso, il libro funziona tra fotografia, archivio, antropologia e arte concettuale.
L’approccio editoriale rinforza perfettamente l’idea alla base dell’opera. L’uscita editoriale stessa sembra intima e tattile, quasi come scoprire una collezione privata dimenticata in un cassetto da anni. Piuttosto che presentare il materiale con una fredda distanza istituzionale, la sequenza abbraccia ripetizione, accumulo e ritmo visivo, permettendo che somiglianze e peculiarità regionali emergano organicamente tra le pagine. Il risultato è ipnotico, umoristico e inaspettatamente nostalgico.
Visivamente, il libro diventa un incredibile studio sulla cultura grafica spagnola. Illustrazioni marine disegnate a mano, caratteri tipografici datati, loghi ornamentali e identità visive improvvisate rivelano una storia parallela del design al di fuori delle istituzioni culturali ufficiali. Hernández comprende che questi oggetti stampati di tutti i giorni spesso contengono più autenticità e verità emotiva di quanto possa fare una branding lucido.
La decisione di Ojos de Buey di pubblicare il progetto appare particolarmente significativa in un momento in cui molte di queste attività tradizionali stanno sparendo o diventando omogenee. Spanish Napkins conserva un fragile ecosistema visivo prima che scompaia completamente, trasformando la carta usa e getta in memoria culturale.
Ben più di una semplice raccolta di oggetti trovati, Spanish Napkins è in definitiva una lettera d’amore al tessuto sociale spagnolo, all’estetica popolare e al potere emotivo nascosto dentro le cose ordinarie. Felipe Hernández riesce a trasformare ciò che non viene notato in qualcosa di indimenticabile, ricordandoci che anche i più piccoli oggetti possono contenere il DNA visivo di un intero paese.
Il venditore si racconta
Servilletas: Spagnole Napkins by Felipe Hernández trasforma uno degli oggetti più comuni e usa e getta della vita quotidiana in un archivio visivo straordinario della cultura popolare spagnola. Pubblicato da Ojos de Buey, il libro raccoglie centinaia di tovaglioli di carta raccolti nel corso di oltre un decennio in bar, caffè, osterie e ristoranti in tutta la Spagna, creando un sorprendente ritratto emotivo del paese attraverso il graphic design, la memoria e i rituali sociali.
A prima vista, il concetto può sembrare giocoso o persino casuale, ma Spanish Napkins si rivela rapidamente un progetto notevolmente intelligente e culturalmente ricco. Hernández affronta il modesto tovagliolo non semplicemente come oggetto effimero, ma come testimone visivo dell’identità collettiva. Loghi, tipografia, illustrazioni, macchie, texture e stili di stampa diventano frammenti della cultura regionale e della storia sociale. Ogni pagina cattura una lingua grafica vernacolare, in via di svanire, legata a bar di quartiere, ristoranti familiari e ospitalità tradizionale.
Ciò che rende il progetto così avvincente è il modo in cui eleva il design anonimo a qualcosa di profondamente umano. Questi tovaglioli portano tracce di pasti condivisi, conversazioni, celebrazioni e routine. Evocano ricordi d’infanzia, tapas fino a tarda notte, caffè lungo la strada e generazioni di vita sociale costruita attorno al tavolo. In questo senso, il libro funziona tra fotografia, archivio, antropologia e arte concettuale.
L’approccio editoriale rinforza perfettamente l’idea alla base dell’opera. L’uscita editoriale stessa sembra intima e tattile, quasi come scoprire una collezione privata dimenticata in un cassetto da anni. Piuttosto che presentare il materiale con una fredda distanza istituzionale, la sequenza abbraccia ripetizione, accumulo e ritmo visivo, permettendo che somiglianze e peculiarità regionali emergano organicamente tra le pagine. Il risultato è ipnotico, umoristico e inaspettatamente nostalgico.
Visivamente, il libro diventa un incredibile studio sulla cultura grafica spagnola. Illustrazioni marine disegnate a mano, caratteri tipografici datati, loghi ornamentali e identità visive improvvisate rivelano una storia parallela del design al di fuori delle istituzioni culturali ufficiali. Hernández comprende che questi oggetti stampati di tutti i giorni spesso contengono più autenticità e verità emotiva di quanto possa fare una branding lucido.
La decisione di Ojos de Buey di pubblicare il progetto appare particolarmente significativa in un momento in cui molte di queste attività tradizionali stanno sparendo o diventando omogenee. Spanish Napkins conserva un fragile ecosistema visivo prima che scompaia completamente, trasformando la carta usa e getta in memoria culturale.
Ben più di una semplice raccolta di oggetti trovati, Spanish Napkins è in definitiva una lettera d’amore al tessuto sociale spagnolo, all’estetica popolare e al potere emotivo nascosto dentro le cose ordinarie. Felipe Hernández riesce a trasformare ciò che non viene notato in qualcosa di indimenticabile, ricordandoci che anche i più piccoli oggetti possono contenere il DNA visivo di un intero paese.

