Juan Fuster - Las rocas junto al mar





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Juan Fuster, Las rocas junto al mar (2006), dipinto-scultura astratta geometrica, firmato a mano, dimensioni 93 x 97 cm, peso 8 kg, origine Spagna, in buono stato, venduto direttamente dall'artista, con certificato di titolarità.
Descrizione del venditore
Le rocce vicino al mare (2006)
È una pittura-scultura, geometrico-astratta, che va accompagnata con il certificato di titolarità dell'artista.
Realizzata nel 2006, Le rocce vicino al mare appartiene a un momento particolarmente significativo nell'evoluzione artistica di Juan Fuster. Nello stesso anno presentò la mostra personale "L’aria che ci consuma" presso la Sala Esposizioni del Rectorado y Consejo Social dell'Università Miguel Hernández di Elche, una mostra che consolidò una linea di lavoro basata sull'integrazione di pittura, assemblaggio e costruzione spaziale.
Formatosi in Design Grafico presso la Scuola di Arti e Mestieri di Alicante e diplomatosi successivamente dalla School of the Museum of Fine Arts di Boston, Fuster ha sviluppato un linguaggio plastico di grande personalità in cui convivono la precisione compositiva, la ricchezza materica e una concezione architettonica del quadro.
In Le rocce vicino al mare, la superficie pittorica lascia di essere intesa come un piano per diventare uno spazio costruito. Tavole, listelli e frammenti di legno si assemblano su una struttura geometrica in cui i materiali conservano la memoria della loro origine, pur acquisendo una nuova dimensione estetica. I piani di colore — neri, bianchi, azzurri, rossi e verdi — emergono tra le tavole come pause visive che organizzano la composizione e accentuano il suo equilibrio formale.
Anche se si inscrive pienamente nel territorio dell’astrazione, il titolo invita a una lettura evocativa. Le rocce vicino al mare non rappresentano un paesaggio, ma lo suggeriscono mediante l’accumulo di strati, la solidità del legno e il ritmo delle forme. La composizione comunica la forza contenuta di un litorale modellato dal tempo, dove la stabilità della roccia convive con l’energia mutevole del mare. È un’astrazione che richiama la memoria del paesaggio mediterraneo attraverso la materia e la costruzione.
La profondità nasce dal rilievo reale dei materiali e dalle ombre che proiettano l’uno sull’altro, facendo sì che l’opera oscilli tra pittura, oggetto e scultura. Questo dialogo tra struttura, volume e colore costituisce una delle caratteristiche più peculiari della produzione di Fuster e colloca il suo lavoro dentro una tradizione contemporanea che esplora i limiti del supporto pittorico.
Le rocce vicino al mare riassume con chiarezza i tratti costanti che definiranno la produzione successiva dell’artista: una raffinata intelligenza costruttiva, una straordinaria sensibilità verso la materia e una poetica visiva che trasforma materiali quotidiani in composizioni di grande intensità plastica. Si tratta di un’opera rappresentativa di una fase fondamentale della sua carriera, anteriore alla consolidazione del suo riconoscimento pubblico, che sarebbe culminato pochi anni dopo con il Primo Premio del Certamen Vila de Sant Joan d’Alacant e la sua partecipazione ad Arte Santander nel 2009.”} }{
Le rocce vicino al mare (2006)
È una pittura-scultura, geometrico-astratta, che va accompagnata con il certificato di titolarità dell'artista.
Realizzata nel 2006, Le rocce vicino al mare appartiene a un momento particolarmente significativo nell'evoluzione artistica di Juan Fuster. Nello stesso anno presentò la mostra personale "L’aria che ci consuma" presso la Sala Esposizioni del Rectorado y Consejo Social dell'Università Miguel Hernández di Elche, una mostra che consolidò una linea di lavoro basata sull'integrazione di pittura, assemblaggio e costruzione spaziale.
Formatosi in Design Grafico presso la Scuola di Arti e Mestieri di Alicante e diplomatosi successivamente dalla School of the Museum of Fine Arts di Boston, Fuster ha sviluppato un linguaggio plastico di grande personalità in cui convivono la precisione compositiva, la ricchezza materica e una concezione architettonica del quadro.
In Le rocce vicino al mare, la superficie pittorica lascia di essere intesa come un piano per diventare uno spazio costruito. Tavole, listelli e frammenti di legno si assemblano su una struttura geometrica in cui i materiali conservano la memoria della loro origine, pur acquisendo una nuova dimensione estetica. I piani di colore — neri, bianchi, azzurri, rossi e verdi — emergono tra le tavole come pause visive che organizzano la composizione e accentuano il suo equilibrio formale.
Anche se si inscrive pienamente nel territorio dell’astrazione, il titolo invita a una lettura evocativa. Le rocce vicino al mare non rappresentano un paesaggio, ma lo suggeriscono mediante l’accumulo di strati, la solidità del legno e il ritmo delle forme. La composizione comunica la forza contenuta di un litorale modellato dal tempo, dove la stabilità della roccia convive con l’energia mutevole del mare. È un’astrazione che richiama la memoria del paesaggio mediterraneo attraverso la materia e la costruzione.
La profondità nasce dal rilievo reale dei materiali e dalle ombre che proiettano l’uno sull’altro, facendo sì che l’opera oscilli tra pittura, oggetto e scultura. Questo dialogo tra struttura, volume e colore costituisce una delle caratteristiche più peculiari della produzione di Fuster e colloca il suo lavoro dentro una tradizione contemporanea che esplora i limiti del supporto pittorico.
Le rocce vicino al mare riassume con chiarezza i tratti costanti che definiranno la produzione successiva dell’artista: una raffinata intelligenza costruttiva, una straordinaria sensibilità verso la materia e una poetica visiva che trasforma materiali quotidiani in composizioni di grande intensità plastica. Si tratta di un’opera rappresentativa di una fase fondamentale della sua carriera, anteriore alla consolidazione del suo riconoscimento pubblico, che sarebbe culminato pochi anni dopo con il Primo Premio del Certamen Vila de Sant Joan d’Alacant e la sua partecipazione ad Arte Santander nel 2009.”} }{

