Diego Randazzo - Anni di lavoro

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Maurizio Buquicchio
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Laurea magistrale in Cinema e Arti Visive; curatore, scrittore e ricercatore esperto.

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Anni di lavoro è un dittico a olio del 2026 dell’artista italiano Diego Randazzo, formato da due tele 75 × 50 cm (75 × 50 × 2 cm in totale), firmato e dall’edizione originale, con tonalità verde, grigio, blu e multicolore, venduto direttamente dall’artista.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Anni di lavoro - dittico
(dalle serie Canovacci)
strati di pittura ad olio, eco-diluenti e medium su canovaccio usato per pulizia pennelli,
75x50x2 cm
2026

E’ un lavoro che si sviluppa a partire da due canovacci (stracci per pulire). Dispositivi depositari di varie materie come fluidi, liquidi, sporco, umidità, unto, colore ma contestualmente testimoni di memorie, gesti reiterati e rituali. Oggetti di uso comune che sono stati usati ripetutamente per pulire i pennelli intrisi di pittura ad olio e diluenti vari. Sono stratificazioni che diventano opera ed il supporto stesso dell’opera.
La natura metalinguistica della ricerca è palesemente dichiarata ed esplicita, ma l’inganno mediatico è dietro l’angolo e si sostanzia in raffinati escamotage che riverberano, in prima battuta, la raffinata tecnica del trompe-l’oeil. Infatti è nella grande tradizione del trompe-l’oeil che possiamo ritrovare le prime tracce dell'affascinante tensione pittorica tra finzione e realtà.

In questo dittico, aguzzando la vista, ci rendiamo conto che la trama del tessuto (a righe e a quadretti) è peculiare dei più popolari stracci in commercio, pensiamo agli stracci dell'Ikea. Mentre le pieghe, le ombre, l'orlo e le asole, nella parte inferiore del dittico, sono dipinte a mano e quindi frutto della perizia e dell'intuito dell'artista.

Ig: https://www.instagram.com/diego__randazzo/
web site: www.diegorandazzo.com

bio artista:
Diego Randazzo (Milano 1984) vive tra Milano e Belluno. Consegue la maturità al Liceo Artistico di Brera e si laurea in Scienze dei Beni Culturali con una tesi in ‘Istituzioni di regia’ presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo lavoro, articolato su diversi media, è concentrato su alcuni dei principali temi della cultura visuale: l’esperienza dell’immagine, con tutte le sue componenti emotive, evocative, antropologiche e sociali; i dispositivi del guardare, che diventano spesso, a loro volta oggetto/soggetto dell’opera; l’archeologia dei media, intesa come indagine sulle origini tecnologiche dello sguardo moderno e contemporaneo, lo sguardo della macchina, aggiornato sul le più recenti innovazioni (dall’algoritmo alle immagini operative); la dimensione del racconto; l’immersività o – al contrario – la straniazione prodotta dal rapporto con il medium. Sue opere son presenti in collezioni pubbliche e private. Finalista in svariati premi d’Arte contemporanea (The Gifer Festival, Premio Cramum, Arte Laguna, Combat Prize, Premio Ora, Arteam Cup) nel 2023 si aggiudica il primo premio dell’Yicca art prize e riceve la Menzione della Giura al Talent Prize di Insideart Magazine. Nel 2024 la sua installazione #KIDS, tributo alla tragedia dei Piccoli Martiri di Gorla e opera permanente di Casa della Memoria di Milano, rientra nel progetto di mappatura dell’Arte Pubblica realizzata dal Mudec di Milano.Incomincia a lavorare sulle problematiche degli algoritmi già nel 2020 con il progetto ‘Immagini Simili’ – presso la Galleria ADD-art, per la cura di Bianca Trevisan – fino ad oggi, attraverso lo studio dell’Ai come strumento di ricerca visiva ed indagine sociale.

Il venditore si racconta

Da sempre incuriosito e appassionato di immagini e di immagini in movimento, il mio approccio negli anni si è precisato in una visione non etichettabile, perché è proprio il situarsi ai confini delle categorie (discipline/linguaggi) la qualità per cui si distingue. Ma in un mondo fatto di nomenclature, classificazioni e generi posso cercare di definire i miei interessi nei seguenti filoni: – I linguaggi (cinema, pittura, fotografia) e la loro sovversione, spesso denunciandone l’inafferrabilità, la corruttibilità, la trasversalità. Mi pongo sempre all’interno di una riflessione teorica e tecnica sul loro statuto. – La finzione, il falso, l’enigma, il subliminale ed il non detto in una ricerca raffinata di racconto non lineare, fatto di dettagli e sineddoche. – La comparazione e le affinità tra Immagini di natura diversa (cinematografica, pittorica e fotografica) spesso accostate a formare gruppi e moltitudini. – Lo scavo nella memoria, intesa sia come memoria collettiva (raccontata attraverso testimonianze come nell’opera #KIDS a Casa della Memoria di Milano) che come archivio di memorie intime e personali. – Il gioco: inteso come gioco tra linguaggi, tra immagine e parola (l’uso di frasi e citazioni creati con l’Ai) e tra immagini accostate che fanno intuire un intreccio ironico e giocoso. – La tecnologia e tutto l’apparato tecnologico sempre legato ad uno sviluppo ed una concezione analogica. – Il tempo: che si sostanzia attraverso una riflessione profonda sull’immagine in movimento, nell’idea di sequenza e di concatenazioni di eventi e soggetti disparati. Diego Randazzo

Anni di lavoro - dittico
(dalle serie Canovacci)
strati di pittura ad olio, eco-diluenti e medium su canovaccio usato per pulizia pennelli,
75x50x2 cm
2026

E’ un lavoro che si sviluppa a partire da due canovacci (stracci per pulire). Dispositivi depositari di varie materie come fluidi, liquidi, sporco, umidità, unto, colore ma contestualmente testimoni di memorie, gesti reiterati e rituali. Oggetti di uso comune che sono stati usati ripetutamente per pulire i pennelli intrisi di pittura ad olio e diluenti vari. Sono stratificazioni che diventano opera ed il supporto stesso dell’opera.
La natura metalinguistica della ricerca è palesemente dichiarata ed esplicita, ma l’inganno mediatico è dietro l’angolo e si sostanzia in raffinati escamotage che riverberano, in prima battuta, la raffinata tecnica del trompe-l’oeil. Infatti è nella grande tradizione del trompe-l’oeil che possiamo ritrovare le prime tracce dell'affascinante tensione pittorica tra finzione e realtà.

In questo dittico, aguzzando la vista, ci rendiamo conto che la trama del tessuto (a righe e a quadretti) è peculiare dei più popolari stracci in commercio, pensiamo agli stracci dell'Ikea. Mentre le pieghe, le ombre, l'orlo e le asole, nella parte inferiore del dittico, sono dipinte a mano e quindi frutto della perizia e dell'intuito dell'artista.

Ig: https://www.instagram.com/diego__randazzo/
web site: www.diegorandazzo.com

bio artista:
Diego Randazzo (Milano 1984) vive tra Milano e Belluno. Consegue la maturità al Liceo Artistico di Brera e si laurea in Scienze dei Beni Culturali con una tesi in ‘Istituzioni di regia’ presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo lavoro, articolato su diversi media, è concentrato su alcuni dei principali temi della cultura visuale: l’esperienza dell’immagine, con tutte le sue componenti emotive, evocative, antropologiche e sociali; i dispositivi del guardare, che diventano spesso, a loro volta oggetto/soggetto dell’opera; l’archeologia dei media, intesa come indagine sulle origini tecnologiche dello sguardo moderno e contemporaneo, lo sguardo della macchina, aggiornato sul le più recenti innovazioni (dall’algoritmo alle immagini operative); la dimensione del racconto; l’immersività o – al contrario – la straniazione prodotta dal rapporto con il medium. Sue opere son presenti in collezioni pubbliche e private. Finalista in svariati premi d’Arte contemporanea (The Gifer Festival, Premio Cramum, Arte Laguna, Combat Prize, Premio Ora, Arteam Cup) nel 2023 si aggiudica il primo premio dell’Yicca art prize e riceve la Menzione della Giura al Talent Prize di Insideart Magazine. Nel 2024 la sua installazione #KIDS, tributo alla tragedia dei Piccoli Martiri di Gorla e opera permanente di Casa della Memoria di Milano, rientra nel progetto di mappatura dell’Arte Pubblica realizzata dal Mudec di Milano.Incomincia a lavorare sulle problematiche degli algoritmi già nel 2020 con il progetto ‘Immagini Simili’ – presso la Galleria ADD-art, per la cura di Bianca Trevisan – fino ad oggi, attraverso lo studio dell’Ai come strumento di ricerca visiva ed indagine sociale.

Il venditore si racconta

Da sempre incuriosito e appassionato di immagini e di immagini in movimento, il mio approccio negli anni si è precisato in una visione non etichettabile, perché è proprio il situarsi ai confini delle categorie (discipline/linguaggi) la qualità per cui si distingue. Ma in un mondo fatto di nomenclature, classificazioni e generi posso cercare di definire i miei interessi nei seguenti filoni: – I linguaggi (cinema, pittura, fotografia) e la loro sovversione, spesso denunciandone l’inafferrabilità, la corruttibilità, la trasversalità. Mi pongo sempre all’interno di una riflessione teorica e tecnica sul loro statuto. – La finzione, il falso, l’enigma, il subliminale ed il non detto in una ricerca raffinata di racconto non lineare, fatto di dettagli e sineddoche. – La comparazione e le affinità tra Immagini di natura diversa (cinematografica, pittorica e fotografica) spesso accostate a formare gruppi e moltitudini. – Lo scavo nella memoria, intesa sia come memoria collettiva (raccontata attraverso testimonianze come nell’opera #KIDS a Casa della Memoria di Milano) che come archivio di memorie intime e personali. – Il gioco: inteso come gioco tra linguaggi, tra immagine e parola (l’uso di frasi e citazioni creati con l’Ai) e tra immagini accostate che fanno intuire un intreccio ironico e giocoso. – La tecnologia e tutto l’apparato tecnologico sempre legato ad uno sviluppo ed una concezione analogica. – Il tempo: che si sostanzia attraverso una riflessione profonda sull’immagine in movimento, nell’idea di sequenza e di concatenazioni di eventi e soggetti disparati. Diego Randazzo

Dettagli

Artista
Diego Randazzo
Venduto con cornice
No
Venduto da
Direttamente dall’artista
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
Anni di lavoro
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato
Paese d’origine
Italia
Anno
2026
Condizione
Eccellenti condizioni
Colore
Blu, Grigio, Multicolore, Verde
Altezza
50 cm
Larghezza
75 cm
Stile
Contemporaneo
Periodo
2020+
Venduto da
ItaliaVerificato
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