Richard Mosse - Incoming - 2017





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Descrizione del venditore
In un momento in cui il mondo sta affrontando la più grave crisi di rifugiati e migrazione dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Incoming, dell’artista irlandese Richard Mosse, affronta l’immane dramma umano e politico del nostro tempo, lo sfollamento di milioni di persone a causa della guerra, della persecuzione e dei cambiamenti climatici. Con testi illuminanti di Mosse e del filosofo Giorgio Agamben, il libro di 576 pagine combina still di film provenienti dall’ultimo lavoro video dell’artista realizzato in collaborazione con il compositore elettronico Ben Frost e il direttore della fotografia Trevor Tweeten – un’installazione cinematografica multi‑schermo affascinante e tagliente, accompagnata da una colonna sonora viscerale. I viaggi dei rifugiati e dei migranti attraverso il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa sono catturati con una tecnologia di sorveglianza di livello bellico in grado di rilevare il corpo umano a 30,3 km. Cieco al colore della pelle, questa tecnologia a macchina fotografica registra solo i contorni del differenziale di calore in una data scena, ponendo in primo piano la fragile lotta per la sopravvivenza del corpo umano in ambienti ostili.
Alludendo letteralmente e metaforicamente all’ipotermia, alla mortalità, all’epidemia, al riscaldamento globale, al bersaglio delle armi, alla sorveglianza alle frontiere, allo xenofobia e alla “bare life” delle persone apolidi, l’uso da parte di Mosse di una teleobiettivo militare serve come tentativo di rivelare la sua logica interna – vedere come vedono i missili. Seguendo la sequenza narrativa del film, il libro presenta still frame di footage di una battaglia dal vivo all’interno della Siria in cui un aereo statunitense sgancia colpi su posizioni dell’IS a terra, fino a scene che mostrano rifugiati a bordo di barche di salvataggio al largo delle coste della Libia o riuniti lungo le rive della Turchia al buio, oppure impegnati nel pericoloso viaggio attraverso il Sahara e nell’incendio del campo profughi di Jungle. Come il film, anche il libro dell’artista testimonia capitoli di eventi mondiali recenti – mediati attraverso la tecnologia delle telecamere belliche – offrendo al contempo uno sguardo sulle questioni etiche, tecnologiche, logistiche e estetiche coinvolte nella creazione di questa importante nuova opera.
Richard Mosse è nato nel 1980 in Irlanda. Ha conseguito un MFA in Fotografia presso la Yale University, un PG Dip in Fine Art presso Goldsmiths, London, un MRes in Cultural Studies dal London Consortium e una laurea in Lettere inglesi (BA) con il massimo dei voti dal King’s College London. Mosse ha rappresentato l’Irlanda alla 55ª Biennale di Venezia con The Enclave, per la quale gli è stato assegnato il Deutsche Borse Photography Prize (2014). Un corpus di opere legate a INCOMING e intitolato Heat Maps ha vinto il Prix Pictet nel 2017. È inoltre destinatario di una Guggenheim Fellowship, di una Leonore Annenberg Fellowship, del B3 Award della Frankfurt Biennale, della Poynter Fellowship in Journalism presso Yale, di una Commission ECAS, di una pubblicazione finanziata dal Pulitzer Center on Crisis Reporting, del Perspective Award, di una Borsa di Arte Visuale dal Irish Arts Council, di una borsa di facilitazione Culture Ireland, della residency Künstlerhaus Bethanien e di una residenza presso l’International Artists Workshop a Ramallah. Mosse ha esposto ampiamente. L’elenco dei musei che hanno esposto le sue opere comprende Barbican, SFMOMA, Louisiana Museum of Contemporary Art, Nasher Museum, MIT, MCA, MoCP, Montreal Museum of Fine Arts, Irish Museum of Modern Art, Portland Art Museum, Kunsthalle Munich, Nelson-Atkins Museum of Art, Palazzo Strozzi, Reykjavik Art Museum, Bass Museum, Kemper, FOAM, Photographers Gallery, Akademie der Künste Berlin, National Gallery of Victoria e University of New South Wales. Vive a New York.
Il venditore si racconta
In un momento in cui il mondo sta affrontando la più grave crisi di rifugiati e migrazione dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Incoming, dell’artista irlandese Richard Mosse, affronta l’immane dramma umano e politico del nostro tempo, lo sfollamento di milioni di persone a causa della guerra, della persecuzione e dei cambiamenti climatici. Con testi illuminanti di Mosse e del filosofo Giorgio Agamben, il libro di 576 pagine combina still di film provenienti dall’ultimo lavoro video dell’artista realizzato in collaborazione con il compositore elettronico Ben Frost e il direttore della fotografia Trevor Tweeten – un’installazione cinematografica multi‑schermo affascinante e tagliente, accompagnata da una colonna sonora viscerale. I viaggi dei rifugiati e dei migranti attraverso il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa sono catturati con una tecnologia di sorveglianza di livello bellico in grado di rilevare il corpo umano a 30,3 km. Cieco al colore della pelle, questa tecnologia a macchina fotografica registra solo i contorni del differenziale di calore in una data scena, ponendo in primo piano la fragile lotta per la sopravvivenza del corpo umano in ambienti ostili.
Alludendo letteralmente e metaforicamente all’ipotermia, alla mortalità, all’epidemia, al riscaldamento globale, al bersaglio delle armi, alla sorveglianza alle frontiere, allo xenofobia e alla “bare life” delle persone apolidi, l’uso da parte di Mosse di una teleobiettivo militare serve come tentativo di rivelare la sua logica interna – vedere come vedono i missili. Seguendo la sequenza narrativa del film, il libro presenta still frame di footage di una battaglia dal vivo all’interno della Siria in cui un aereo statunitense sgancia colpi su posizioni dell’IS a terra, fino a scene che mostrano rifugiati a bordo di barche di salvataggio al largo delle coste della Libia o riuniti lungo le rive della Turchia al buio, oppure impegnati nel pericoloso viaggio attraverso il Sahara e nell’incendio del campo profughi di Jungle. Come il film, anche il libro dell’artista testimonia capitoli di eventi mondiali recenti – mediati attraverso la tecnologia delle telecamere belliche – offrendo al contempo uno sguardo sulle questioni etiche, tecnologiche, logistiche e estetiche coinvolte nella creazione di questa importante nuova opera.
Richard Mosse è nato nel 1980 in Irlanda. Ha conseguito un MFA in Fotografia presso la Yale University, un PG Dip in Fine Art presso Goldsmiths, London, un MRes in Cultural Studies dal London Consortium e una laurea in Lettere inglesi (BA) con il massimo dei voti dal King’s College London. Mosse ha rappresentato l’Irlanda alla 55ª Biennale di Venezia con The Enclave, per la quale gli è stato assegnato il Deutsche Borse Photography Prize (2014). Un corpus di opere legate a INCOMING e intitolato Heat Maps ha vinto il Prix Pictet nel 2017. È inoltre destinatario di una Guggenheim Fellowship, di una Leonore Annenberg Fellowship, del B3 Award della Frankfurt Biennale, della Poynter Fellowship in Journalism presso Yale, di una Commission ECAS, di una pubblicazione finanziata dal Pulitzer Center on Crisis Reporting, del Perspective Award, di una Borsa di Arte Visuale dal Irish Arts Council, di una borsa di facilitazione Culture Ireland, della residency Künstlerhaus Bethanien e di una residenza presso l’International Artists Workshop a Ramallah. Mosse ha esposto ampiamente. L’elenco dei musei che hanno esposto le sue opere comprende Barbican, SFMOMA, Louisiana Museum of Contemporary Art, Nasher Museum, MIT, MCA, MoCP, Montreal Museum of Fine Arts, Irish Museum of Modern Art, Portland Art Museum, Kunsthalle Munich, Nelson-Atkins Museum of Art, Palazzo Strozzi, Reykjavik Art Museum, Bass Museum, Kemper, FOAM, Photographers Gallery, Akademie der Künste Berlin, National Gallery of Victoria e University of New South Wales. Vive a New York.

