Masque Ndeemba - Yaka - Repubblica Democratica del Congo






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Maschera Ndeemba, maschera Yaka proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo, Provenienza Collezione privata, altezza 67 cm, larghezza 1 cm, profondità 1 cm, peso 1 g, in eccellente stato.
Descrizione del venditore
Studio approfondito dell’oggetto:
Maschera spettacolare appartenente all’universo plastico degli Yaka, popolo stabilitosi principalmente nel sud-ovest della Repubblica Democratica del Congo, nella regione del Kwango. Per la sua architettura complessa, la polichromia e l’incredibile dispiegarsi dei suoi appendici, questa opera offre una notevole illustrazione del gusto Yaka per le forme teatrali, intensamente espressive, associate alle cerimonie di iniziazione maschile.
Il volto, fortemente stilizzato, adotta qui una fisionomia particolarmente impressionante aeree. Il viso si restringe in una lunga punta che ricorda un becco, mentre due grandi occhi globosi, incastonati in profonde cavità ovoidali, conferiscono all’insieme una presenza quasi ipnotica. Sopra, la testa è prolungata da una imponente sovrastruttura composta da volumi conici, piani circolari e lunghe escrescenze curve che conferiscono alla maschera una silhouette spettacolare, immediatamente leggibile quando viene indossata in movimento.
La decorazione geometrica, associando toni terrosi, nero, bianco e sfumature bluastra, partecipa pienamente al suo carattere cerimoniale. Nei Yaka, il colore e l’esagerazione delle forme non riguardano solo l’ornamento: esse contribuiscono a trasformare l’indossante, a offuscare la sua identità individuale e a far emergere una figura appartenente a un registro diverso da quello della vita quotidiana.
Questo tipo di maschera va avvicinato al vasto insieme delle mascarate legate al mukanda, istituzione iniziatica destinata ad accompagnare il passaggio dei ragazzi allo status di uomo adulto. Durante questo periodo di ritiro della comunità, i giovani iniziati ricevevano un insegnamento riguardante soprattutto le regole sociali, le responsabilità dell’adulto, la padronanza di sé e i comportamenti attesi all’interno del gruppo. Le cerimonie mascherate intervenivano particolarmente durante le fasi pubbliche che segnano la fine di questa iniziazione e il ritorno dei giovani uomini al villaggio.
In questo contesto rituale, le maschere Yaka non costituivano dunque semplici oggetti destinati all’ammirazione: erano pensate per essere animate dalla danza. La loro silhouette doveva produrre un effetto visivo potente sull’assistenza, ogni movimento coinvolgendo volumi, proiezioni e contrasti di colori. Alcune categorie di maschere, tra cui i kholuka o mbala, occupavano una posizione particolarmente importante nelle manifestazioni finali dell’iniziazione e potevano segnalare simbolicamente l’esaudimento del ciclo iniziatico.
Il riferimento all’uccello, molto leggibile nel trattamento di questo pezzo, rientra in questa volontà di creare un essere ibrido, situato tra mondo umano e mondo animale. Esempi conservati e documentati mostrano effettivamente l’esistenza, nel contesto iniziatico Yaka, di maschere la cui apparenza richiama esplicitamente un uccello. Qui, questa evocazione è ulteriormente esaltata dagli immensi appendici curvati che incorniciano il viso e dalla costruzione ascendente della cofia, conferendo all’insieme verticalità e tensione eccezionali.
Dal punto di vista plastico, l’opera colpisce per l’equilibrio ottenuto tra simmetria frontale e fantasia scultorea. Il piccolo volto concentrato nella parte inferiore contrasta con la grandiosità spettacolare della coppa. I due occhi sferici attirano immediatamente lo sguardo, mentre la successione di piani orizzontali e verticali conduce poi l’occhio verso la sommità. Questa opposizione tra volto condensato ed espansione monumentale della coiffure è caratteristica della capacità degli artisti Yaka di costruire maschere il cui impatto risiede tanto nella silhouette generale quanto nel modellato del viso.
Con la sua straordinaria presenza scultorea, il suo vocabolario zoomorfo e la costruzione quasi architettonica, questa maschera costituisce così una bellissima espressione dell’immaginario cerimoniale Yaka, in cui scultura, colore, movimento, iniziazione e spettacolo collettivo formavano un tutto indissolubile.
Presentazione della nostra casa di expertise
Basata in Belgio, la nostra casa di expertise e vendita è specializzata nell’arte africana ed etnografica. Venditore di riferimento su Catawiki da oltre 8 anni, godiamo di una solida reputazione e di una storia di diverse centinaia di vendite con un tasso di soddisfazione quasi del 100%.
Accompagniamo regolarmente liquidazioni, successioni e dispersioni di collezioni, in collaborazione con privati e famiglie in Belgio e nei paesi vicini. Il nostro approccio è rigoroso, trasparente e accessibile, con vendite spesso proposte senza prezzo di riserva.
Alcuni pezzi passati tra le nostre mani sono entrati in collezioni private internazionali e, per alcuni, in istituzioni museali.
Spedizione garantita entro 24 ore, con imballo accurato, assicurazione e tracciamento (tracking).
Contatto 7 giorni su 7: restiamo a disposizione per qualsiasi domanda o richiesta di informazioni integrative.
Studio approfondito dell’oggetto:
Maschera spettacolare appartenente all’universo plastico degli Yaka, popolo stabilitosi principalmente nel sud-ovest della Repubblica Democratica del Congo, nella regione del Kwango. Per la sua architettura complessa, la polichromia e l’incredibile dispiegarsi dei suoi appendici, questa opera offre una notevole illustrazione del gusto Yaka per le forme teatrali, intensamente espressive, associate alle cerimonie di iniziazione maschile.
Il volto, fortemente stilizzato, adotta qui una fisionomia particolarmente impressionante aeree. Il viso si restringe in una lunga punta che ricorda un becco, mentre due grandi occhi globosi, incastonati in profonde cavità ovoidali, conferiscono all’insieme una presenza quasi ipnotica. Sopra, la testa è prolungata da una imponente sovrastruttura composta da volumi conici, piani circolari e lunghe escrescenze curve che conferiscono alla maschera una silhouette spettacolare, immediatamente leggibile quando viene indossata in movimento.
La decorazione geometrica, associando toni terrosi, nero, bianco e sfumature bluastra, partecipa pienamente al suo carattere cerimoniale. Nei Yaka, il colore e l’esagerazione delle forme non riguardano solo l’ornamento: esse contribuiscono a trasformare l’indossante, a offuscare la sua identità individuale e a far emergere una figura appartenente a un registro diverso da quello della vita quotidiana.
Questo tipo di maschera va avvicinato al vasto insieme delle mascarate legate al mukanda, istituzione iniziatica destinata ad accompagnare il passaggio dei ragazzi allo status di uomo adulto. Durante questo periodo di ritiro della comunità, i giovani iniziati ricevevano un insegnamento riguardante soprattutto le regole sociali, le responsabilità dell’adulto, la padronanza di sé e i comportamenti attesi all’interno del gruppo. Le cerimonie mascherate intervenivano particolarmente durante le fasi pubbliche che segnano la fine di questa iniziazione e il ritorno dei giovani uomini al villaggio.
In questo contesto rituale, le maschere Yaka non costituivano dunque semplici oggetti destinati all’ammirazione: erano pensate per essere animate dalla danza. La loro silhouette doveva produrre un effetto visivo potente sull’assistenza, ogni movimento coinvolgendo volumi, proiezioni e contrasti di colori. Alcune categorie di maschere, tra cui i kholuka o mbala, occupavano una posizione particolarmente importante nelle manifestazioni finali dell’iniziazione e potevano segnalare simbolicamente l’esaudimento del ciclo iniziatico.
Il riferimento all’uccello, molto leggibile nel trattamento di questo pezzo, rientra in questa volontà di creare un essere ibrido, situato tra mondo umano e mondo animale. Esempi conservati e documentati mostrano effettivamente l’esistenza, nel contesto iniziatico Yaka, di maschere la cui apparenza richiama esplicitamente un uccello. Qui, questa evocazione è ulteriormente esaltata dagli immensi appendici curvati che incorniciano il viso e dalla costruzione ascendente della cofia, conferendo all’insieme verticalità e tensione eccezionali.
Dal punto di vista plastico, l’opera colpisce per l’equilibrio ottenuto tra simmetria frontale e fantasia scultorea. Il piccolo volto concentrato nella parte inferiore contrasta con la grandiosità spettacolare della coppa. I due occhi sferici attirano immediatamente lo sguardo, mentre la successione di piani orizzontali e verticali conduce poi l’occhio verso la sommità. Questa opposizione tra volto condensato ed espansione monumentale della coiffure è caratteristica della capacità degli artisti Yaka di costruire maschere il cui impatto risiede tanto nella silhouette generale quanto nel modellato del viso.
Con la sua straordinaria presenza scultorea, il suo vocabolario zoomorfo e la costruzione quasi architettonica, questa maschera costituisce così una bellissima espressione dell’immaginario cerimoniale Yaka, in cui scultura, colore, movimento, iniziazione e spettacolo collettivo formavano un tutto indissolubile.
Presentazione della nostra casa di expertise
Basata in Belgio, la nostra casa di expertise e vendita è specializzata nell’arte africana ed etnografica. Venditore di riferimento su Catawiki da oltre 8 anni, godiamo di una solida reputazione e di una storia di diverse centinaia di vendite con un tasso di soddisfazione quasi del 100%.
Accompagniamo regolarmente liquidazioni, successioni e dispersioni di collezioni, in collaborazione con privati e famiglie in Belgio e nei paesi vicini. Il nostro approccio è rigoroso, trasparente e accessibile, con vendite spesso proposte senza prezzo di riserva.
Alcuni pezzi passati tra le nostre mani sono entrati in collezioni private internazionali e, per alcuni, in istituzioni museali.
Spedizione garantita entro 24 ore, con imballo accurato, assicurazione e tracciamento (tracking).
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