Osvaldo Provvidone (1920 – 2013) - Il Sofa' delle Musiche






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Osvaldo Provvidone, olio su tela "Il Sofa' delle Musiche", 100 x 60 cm, 1978, firmato, Originale, Buone condizioni, Italia, venduto da Galleria.
Descrizione del venditore
AUTORE
Osvaldo Provvidone (1920 – 2013) pittore italiano. Nato a Novara, è stato un artista visivo capace di distinguersi nel panorama dell'arte contemporanea italiana attraverso una continua e appassionata ricerca stilistica. La sua formazione affonda le radici nella fervida stagione del dopoguerra: ha studiato all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, avendo come fari due maestri del calibro di Felice Casorati ed Enrico Paolucci, eleggendo quest'ultimo a propria guida diretta. Dopo aver insegnato a Torino presso l'Istituto Statale del Figurino e della Moda (allora diretto da Italo Cremona) e, in seguito, nei licei e istituti tecnici della sua Novara, Provvidone ha abbracciato in pieno l'attività espositiva. Fin dagli anni Sessanta ha iniziato a raccogliere riconoscimenti di rilievo, tra cui spicca la vittoria del secondo premio per la tempera alla I Biennale Romana di Arte Contemporanea nel 1967.
Dal punto di vista della poetica e della tecnica, a partire dagli anni Cinquanta l'arte di Provvidone ha conosciuto una decisa virata: l'artista si è allontanato dal rigore figurativo per approdare a un’utopica esplorazione della spazialità astratta. Il suo stile si definisce attraverso una personalissima pittura di segno e di gesto, spesso descritta dalla critica come un vero e proprio "magma cromatico" sontuoso, capace di tradurre l'interiorità emozionale in vibrazioni sulla tela. Concependo la pittura come un flusso in costante divenire, Provvidone ha alternato opere di estrema delicatezza e raffinatezza tonale a creazioni caratterizzate da un forte risentimento materico e da campiture irregolari. La sua insaziabile spinta sperimentale lo ha portato a superare i confini dell'olio e della tempera su tela, esplorando la grafica, le tecniche miste su cartone, fino a spingersi nell'arte tessile e nell'integrazione di opere d'arte in contesti estetico-architettonici.
I suoi lavori sono stati storicizzati, acquisiti o valorizzati attraverso rassegne patrocinate dalle istituzioni del suo territorio: il Comune di Novara ha celebrato la sua eredità con esposizioni di grande rilievo, come quella ospitata nel Salone dell'Arengo del Broletto nel 2002 e le retrospettive presso lo Spazio aperto all'Arte, consolidando in via definitiva il suo ruolo di voce vibrante e autonoma dell'arte contemporanea italiana.
DESCRIZIONE
"Il Sofa' delle Musiche", olio su tela, 100x60cm, 1978, firmato in basso a destra. Al verso firma, titolo e data.
CONDITION REPORT
Buona la condizione generale. Opera integra in ogni sua parte con cromia e pennellata vivide e ben leggibili.
L'opera si presenta come un'affascinante esplorazione astratta in cui il dato reale viene completamente trasfigurato, svincolandosi da ogni mimesi figurativa. Come suggerisce il titolo, il soggetto sembra evocare una dimensione sinestetica, un giaciglio immaginario o un paesaggio interiore su cui si posano echi e risonanze sonore. Sulla tela si affastellano forme organiche e geometrie irregolari che si incastrano e fluttuano le une sulle altre, suggerendo una spazialità densa e accogliente in cui la musica stessa sembra prendere corpo e volume, trasformandosi in una presenza tangibile.
Dal punto di vista compositivo e tecnico, il dipinto visibile in "Provvidone.jpg" è dominato da campiture irregolari che si sovrappongono in un dinamico e acceso gioco cromatico. Al centro della tela spicca una massa materica di un rosa vibrante e carnoso, sormontata nella parte superiore da una luminosa forma gialla incastonata in un verde bosco; attorno a questo nucleo radioso ruotano blu intensi, grigi terrosi, lilla e accenni di ocra. La pennellata è densa e scattante, solcata qua e là da graffiature e segni rapidi incisi nel colore fresco, che conferiscono all'insieme una ritmica pulsante e quasi musicale. È in questo forte "risentimento materico" che si sprigiona la vitalità della superficie pittorica, dove le pennellate corpose e i contorni scuri creano una spazialità tridimensionale mossa da una continua tensione emotiva.
Questa tela si inserisce perfettamente nella piena maturità stilistica di Osvaldo Provvidone, posizionandosi coerentemente nel percorso che, a partire dagli anni Cinquanta, lo ha visto allontanarsi dal rigore figurativo appreso all'Accademia Albertina per approdare a un'utopica ricerca dello spazio astratto. In "Il Sofà delle Musiche" emerge con chiarezza quella pittura di segno e di gesto che la critica ha felicemente definito come un "magma cromatico": la tela diventa il palcoscenico di un flusso in costante divenire, dove l'interiorità emozionale dell'artista si traduce in pure vibrazioni. Attraverso questa sintesi di energia gestuale, sensibilità tonale e audacia sperimentale, Provvidone conferma il suo ruolo di voce vibrante, autonoma e profondamente originale nel panorama dell'arte contemporanea italiana.
La foto del dipinto inserito in un'ambientazione e' generata con l'intelligenza artificiale, ed e' da ritenersi puramente esemplificativa. Fanno testo solo le foto rimanenti, che mostrano in maniera fedele l'oggetto e le sue caratteristiche, sia generali che di dettaglio.
Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.
AUTORE
Osvaldo Provvidone (1920 – 2013) pittore italiano. Nato a Novara, è stato un artista visivo capace di distinguersi nel panorama dell'arte contemporanea italiana attraverso una continua e appassionata ricerca stilistica. La sua formazione affonda le radici nella fervida stagione del dopoguerra: ha studiato all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, avendo come fari due maestri del calibro di Felice Casorati ed Enrico Paolucci, eleggendo quest'ultimo a propria guida diretta. Dopo aver insegnato a Torino presso l'Istituto Statale del Figurino e della Moda (allora diretto da Italo Cremona) e, in seguito, nei licei e istituti tecnici della sua Novara, Provvidone ha abbracciato in pieno l'attività espositiva. Fin dagli anni Sessanta ha iniziato a raccogliere riconoscimenti di rilievo, tra cui spicca la vittoria del secondo premio per la tempera alla I Biennale Romana di Arte Contemporanea nel 1967.
Dal punto di vista della poetica e della tecnica, a partire dagli anni Cinquanta l'arte di Provvidone ha conosciuto una decisa virata: l'artista si è allontanato dal rigore figurativo per approdare a un’utopica esplorazione della spazialità astratta. Il suo stile si definisce attraverso una personalissima pittura di segno e di gesto, spesso descritta dalla critica come un vero e proprio "magma cromatico" sontuoso, capace di tradurre l'interiorità emozionale in vibrazioni sulla tela. Concependo la pittura come un flusso in costante divenire, Provvidone ha alternato opere di estrema delicatezza e raffinatezza tonale a creazioni caratterizzate da un forte risentimento materico e da campiture irregolari. La sua insaziabile spinta sperimentale lo ha portato a superare i confini dell'olio e della tempera su tela, esplorando la grafica, le tecniche miste su cartone, fino a spingersi nell'arte tessile e nell'integrazione di opere d'arte in contesti estetico-architettonici.
I suoi lavori sono stati storicizzati, acquisiti o valorizzati attraverso rassegne patrocinate dalle istituzioni del suo territorio: il Comune di Novara ha celebrato la sua eredità con esposizioni di grande rilievo, come quella ospitata nel Salone dell'Arengo del Broletto nel 2002 e le retrospettive presso lo Spazio aperto all'Arte, consolidando in via definitiva il suo ruolo di voce vibrante e autonoma dell'arte contemporanea italiana.
DESCRIZIONE
"Il Sofa' delle Musiche", olio su tela, 100x60cm, 1978, firmato in basso a destra. Al verso firma, titolo e data.
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Buona la condizione generale. Opera integra in ogni sua parte con cromia e pennellata vivide e ben leggibili.
L'opera si presenta come un'affascinante esplorazione astratta in cui il dato reale viene completamente trasfigurato, svincolandosi da ogni mimesi figurativa. Come suggerisce il titolo, il soggetto sembra evocare una dimensione sinestetica, un giaciglio immaginario o un paesaggio interiore su cui si posano echi e risonanze sonore. Sulla tela si affastellano forme organiche e geometrie irregolari che si incastrano e fluttuano le une sulle altre, suggerendo una spazialità densa e accogliente in cui la musica stessa sembra prendere corpo e volume, trasformandosi in una presenza tangibile.
Dal punto di vista compositivo e tecnico, il dipinto visibile in "Provvidone.jpg" è dominato da campiture irregolari che si sovrappongono in un dinamico e acceso gioco cromatico. Al centro della tela spicca una massa materica di un rosa vibrante e carnoso, sormontata nella parte superiore da una luminosa forma gialla incastonata in un verde bosco; attorno a questo nucleo radioso ruotano blu intensi, grigi terrosi, lilla e accenni di ocra. La pennellata è densa e scattante, solcata qua e là da graffiature e segni rapidi incisi nel colore fresco, che conferiscono all'insieme una ritmica pulsante e quasi musicale. È in questo forte "risentimento materico" che si sprigiona la vitalità della superficie pittorica, dove le pennellate corpose e i contorni scuri creano una spazialità tridimensionale mossa da una continua tensione emotiva.
Questa tela si inserisce perfettamente nella piena maturità stilistica di Osvaldo Provvidone, posizionandosi coerentemente nel percorso che, a partire dagli anni Cinquanta, lo ha visto allontanarsi dal rigore figurativo appreso all'Accademia Albertina per approdare a un'utopica ricerca dello spazio astratto. In "Il Sofà delle Musiche" emerge con chiarezza quella pittura di segno e di gesto che la critica ha felicemente definito come un "magma cromatico": la tela diventa il palcoscenico di un flusso in costante divenire, dove l'interiorità emozionale dell'artista si traduce in pure vibrazioni. Attraverso questa sintesi di energia gestuale, sensibilità tonale e audacia sperimentale, Provvidone conferma il suo ruolo di voce vibrante, autonoma e profondamente originale nel panorama dell'arte contemporanea italiana.
La foto del dipinto inserito in un'ambientazione e' generata con l'intelligenza artificiale, ed e' da ritenersi puramente esemplificativa. Fanno testo solo le foto rimanenti, che mostrano in maniera fedele l'oggetto e le sue caratteristiche, sia generali che di dettaglio.
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