Ben Dauchez - An after noon at Majorelle #4






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Descrizione del venditore
Serie "Un pomeriggio a Majorelle"
- Titolo: A Majorelle 1
- Tiraggio Fine Art 70x70 Numerato, firmato 1/7, formato
- Certificato di Authenticità
Nessun incontro tra due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigorosa formalità del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti di terra battuta o di pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale: l’uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l’idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o mediterraneo.
Giochi di luce e colore: il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocre, rossi, azzurri e arancioni) potrebbe essere enfatizzato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca una impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L’impatto della multi-esposizione:
Temporalità e spazialità: Sovrapponendo più momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire una esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso diverse epoche o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio risuona con le nozioni di fluidità e di transizione nella cultura del Bauhaus, pur attingendo alle multiple stratificazioni di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica: Infine, quest’opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma piuttosto interconnessi in una stessa visione artistica.
-Serie Bauhaus Bleu Maroc #1
- Tiraggio Fine Art 50x50 Numerato, firmato 3/10
- Certificato di Authenticità
Appassionato di fotografia fin dalla più tenera età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei studi di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia, dalla tecnica classica alla ripresa e alla post-produzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, di fraîche complète, si è trasferito a Parigi per perfezionare la formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON ÜNWERT, Marcus MAM... Da alcuni incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la mostra sulfurea INRI e il libro omonimo alle Éditions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra le altre, nelle Éditions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallP—er, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per i quali ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie come Dior (beauty), L’Oréal, Peugeot, Philip Morris o anche Burger King (pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody ALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa via fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
Serie "Un pomeriggio a Majorelle"
- Titolo: A Majorelle 1
- Tiraggio Fine Art 70x70 Numerato, firmato 1/7, formato
- Certificato di Authenticità
Nessun incontro tra due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigorosa formalità del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti di terra battuta o di pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale: l’uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l’idea di interazione tra passato e presente, tra architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o mediterraneo.
Giochi di luce e colore: il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocre, rossi, azzurri e arancioni) potrebbe essere enfatizzato. Questo potrebbe offrire una dimensione poetica in cui ogni immagine sovrapposta evoca una impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L’impatto della multi-esposizione:
Temporalità e spazialità: Sovrapponendo più momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe anche suggerire una esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso diverse epoche o diverse percezioni del Marocco. Questo gioco sul tempo e lo spazio risuona con le nozioni di fluidità e di transizione nella cultura del Bauhaus, pur attingendo alle multiple stratificazioni di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica: Infine, quest’opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera in cui i due mondi non sono opposti ma piuttosto interconnessi in una stessa visione artistica.
-Serie Bauhaus Bleu Maroc #1
- Tiraggio Fine Art 50x50 Numerato, firmato 3/10
- Certificato di Authenticità
Appassionato di fotografia fin dalla più tenera età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei studi di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia, dalla tecnica classica alla ripresa e alla post-produzione, passando per il laboratorio. A 22 anni, di fraîche complète, si è trasferito a Parigi per perfezionare la formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere allora i fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON ÜNWERT, Marcus MAM... Da alcuni incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (la mostra sulfurea INRI e il libro omonimo alle Éditions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra le altre, nelle Éditions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallP—er, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per i quali ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie come Dior (beauty), L’Oréal, Peugeot, Philip Morris o anche Burger King (pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody ALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, di uomini del mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa via fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
