Lena C. Emery - RIE - 2016





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Descrizione del venditore
Numero di copia, edizione: 750
Nuovo, sigillato
…«All'interno della serie di Rie, ho voluto intraprendere un dialogo intrinsecamente femminile sul tema della rivelazione. Il Giappone è particolarmente ambiguo a questo riguardo, il che mi ha incoraggiato a esplorare questi pensieri attraverso la comunicazione con e la rappresentazione delle donne giapponesi. Come i soggetti nelle immagini posano, si riposano e si muovono ripetutamente – talvolta in modo giocoso – mentre si trovano in differenti stati di nudo, diventiamo testimoni di un'elaborazione delicatamente complessa del carattere. Mentre alcuni momenti cedono a una sensazione di vulnerabilità, con il soggetto assorbito nel proprio intento, senza rivolgersi consapevolmente allo spettatore, altri mostrano chiaramente la consapevolezza dello sguardo dell’osservatore. Mi interessava capire a che punto, quando mostriamo i nostri corpi, come donne, a un potenziale altro, la presunta vulnerabilità sfoci nell’intuizione e nell’apprezzamento della potente nozione di essere nude ed essere se stesse senza la presenza di un sorvegliante interiore o esteriore, senza essere esposte…» — Lena C. Emery.
Numero di copia, edizione: 750
Nuovo, sigillato
…«All'interno della serie di Rie, ho voluto intraprendere un dialogo intrinsecamente femminile sul tema della rivelazione. Il Giappone è particolarmente ambiguo a questo riguardo, il che mi ha incoraggiato a esplorare questi pensieri attraverso la comunicazione con e la rappresentazione delle donne giapponesi. Come i soggetti nelle immagini posano, si riposano e si muovono ripetutamente – talvolta in modo giocoso – mentre si trovano in differenti stati di nudo, diventiamo testimoni di un'elaborazione delicatamente complessa del carattere. Mentre alcuni momenti cedono a una sensazione di vulnerabilità, con il soggetto assorbito nel proprio intento, senza rivolgersi consapevolmente allo spettatore, altri mostrano chiaramente la consapevolezza dello sguardo dell’osservatore. Mi interessava capire a che punto, quando mostriamo i nostri corpi, come donne, a un potenziale altro, la presunta vulnerabilità sfoci nell’intuizione e nell’apprezzamento della potente nozione di essere nude ed essere se stesse senza la presenza di un sorvegliante interiore o esteriore, senza essere esposte…» — Lena C. Emery.

